Cinema

Novità Netflix di ottobre 2026: «A est dell’Eden» guida un mese costruito sul passato

Un remake di famiglia, quattro omaggi alla comicità e un canone preso in affitto: la vera strategia del mese è la memoria
Liv Altman
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Le guide mensili allo streaming si scrivono sempre al futuro: cosa sta per arrivare, cosa c’è di nuovo, cosa mettere in coda. Ma basta guardare da vicino il programma di Netflix per ottobre per accorgersi che quasi tutto punta nella direzione opposta. La serie di punta riprende una storia già raccontata da Hollywood. I documentari sono commemorazioni. E il gruppo più nutrito di novità è uno scaffale preso in prestito, pieno di classici altrui. Le guide lo definiscono un mese ricco. Più precisamente, è un mese ereditato.

Non è uno scandalo. La televisione si è sempre nutrita dei suoi predecessori, e diversi titoli in programma esibiscono apertamente questa discendenza. Ma vale la pena chiarire cosa vende il servizio quando, nel conto alla rovescia verso Halloween, mette insieme un remake, una reunion e una fila di elegie. Il prodotto è la memoria, raccolta su un’unica schermata iniziale; le opere originali davvero nuove sono una minoranza che si assume il rischio.

Al centro del programma c’è East of Eden, la serie limitata di Zoe Kazan tratta dal romanzo di John Steinbeck, con Florence Pugh nel ruolo di Cathy Ames e Christopher Abbott, Mike Faist e Tracy Letts al suo fianco. La genealogia è quasi fin troppo perfetta. Il nonno di Kazan, Elia Kazan, diresse il film del 1955 che portò sul grande schermo un tormentato James Dean e, come osserva TIME, quel film racconta soltanto l’ultimo terzo del libro, tagliando personaggi fondamentali e battute celebri. La versione della nipote affronta l’intera saga multigenerazionale; Kazan ha spiegato di voler riportare in primo piano le figure lasciate nell’ombra dal film, Cathy e Lee, ampliandone la vicenda insieme allo scrittore Alexander Chee. È il tipo di remake più interessante: una famiglia che, nell’arco di sette decenni, discute con il proprio adattamento. Se funzionerà, lo diranno le recensioni. Quel che è certo è che il titolo di finzione più atteso del mese, secondo ogni classifica, racconta una storia che molti spettatori conoscono già almeno in parte.

Poi arriva il momento del commiato. Questo mese Netflix riunisce quattro documentari comici per celebrare le «eredità», e la parola è precisa. Norm: The Tale of Norm Macdonald, di Judd Apatow, si basa su filmati d’archivio, foto personali e video domestici messi a disposizione da fan e amici, così che l’ex conduttore di Weekend Update, morto di leucemia nel 2021, possa raccontare la propria storia con la sua voce. Who Is Martin Mull? è un doppio omaggio: Mull è morto nel 2024 e il film è stato co-diretto da Bob Saget, scomparso nel 2022; il suo partner nel progetto, Neil Berkeley, lo ha portato a termine. The One About Matthew Perry, serie in tre parti firmata da Mary Robertson, si fonda sulla testimonianza della sorella dell’attore, Mia Perry Bowick, e sull’archivio privato della famiglia; Netflix la presenta come il primo documentario approfondito dedicato all’attore. Tra i comici al centro di questi film, soltanto Maria Bamford, in Paralyzed by Hope, è ancora in vita e continua a lavorare.

Il film su SCTV è l’oggetto più toccante dell’elenco. La reunion di Toronto fu filmata nel 2018, con Martin Scorsese alla regia, e il progetto è diventato uno dei titoli rimasti a lungo in sospeso sulla piattaforma. Quando arriverà il documentario di Jason Hehir, due delle persone salite su quel palco, Joe Flaherty e Catherine O’Hara, saranno morte. Insieme al film, Netflix pubblicherà tutti gli episodi dello show comico canadese. Lorne di Morgan Neville, ritratto del creatore di Saturday Night Live, completa il programma di storia della comicità, anche se non è una produzione commissionata, bensì un titolo acquisito: negli Stati Uniti arriverà su Netflix dopo un periodo di esclusiva su Peacock, nell’ambito dell’accordo di Universal per la pay TV, e tornerà su Peacock dopo dieci mesi.

L’altro versante del mese è il canone preso in prestito. Solo il primo giorno arrivano sessanta titoli, perlopiù film di catalogo: Psycho e i suoi due sequel, Mary Shelley’s Frankenstein, Dracula, The Sixth Sense, Evil Dead, Friday the 13th, l’intera saga di Twilight e i film di Bourne, con Moonlight e Call Me by Your Name a impreziosire la fascia più prestigiosa dello scaffale. È il reparto horror rifornito in blocco, con qualche titolo d’autore per darsi un tono.

Le novità autentiche sono meno numerose. Ben Affleck dirige e interpreta Animals, thriller su un candidato alla carica di sindaco di Los Angeles a cui viene rapito il figlio, con Gillian Anderson e Kerry Washington. In Sacrifice, Chris Evans e Anya Taylor-Joy finiscono al centro di una satira su una star del cinema presa in ostaggio da attivisti ecologisti durante un gala di beneficenza. Le serie che tornano, The Diplomat, Nobody Wants This, Lupin e una seconda stagione di Cyberpunk: Edgerunners, sono franchise impegnati a gestire il proprio passato. I vecchi studios conoscevano bene questo meccanismo: quando i film nuovi sono pochi, si riportano in scena quelli che hanno funzionato e si lascia che sia l’affetto del pubblico a fare da promozione.

Le date, per organizzare la coda: East of Eden arriva il 1° ottobre; Lorne il 5 ottobre; Who Is Martin Mull? il 7 ottobre; Animals il 9 ottobre; la quarta stagione di The Diplomat il 15 ottobre; Norm e Sacrifice il 16 ottobre; Cyberpunk: Edgerunners 2 il 20 ottobre; la terza stagione di Nobody Wants This il 22 ottobre; Lupin Parte 4 e il film su Maria Bamford il 23 ottobre; The One About Matthew Perry il 27 ottobre; e SCTV: The Greatest Show You’ve Never Heard Of il 30 ottobre.

È proprio quest’ultima data a rivelare tutto. Lo stesso giorno in cui Netflix pubblica un documentario su SCTV, rende disponibile SCTV stesso, per intero. Il servizio non si accontenta più di raccontarci il passato. Sistema l’archivio sullo scaffale, proprio accanto all’elogio funebre.

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