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Margaret Qualley, dalla danza classica al cinema d’autore

Penelope H. Fritz
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Margaret Qualley
Margaret Qualley
Photo: Gabriel Hutchinson / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita23 ottobre 1994
Kalispell, Montana, United States
ProfessioneAttrice
Noto perC'era una volta a… Hollywood, Povere creature!, The Nice Guys

C’è un tipo particolare di attenzione che Margaret Qualley calamita sullo schermo, e raramente dipende dai minuti che le vengono concessi. È stata l’autostoppista scalza che, in una lunga sequenza, ha reso minaccioso un film di Quentin Tarantino, e la perfetta controfigura più giovane che emergeva dalla schiena di Demi Moore in un successo horror corporeo. I registi continuano ad affidarle il ruolo di donne il cui corpo risponde ai desideri di qualcun altro, e lei continua a trasformare quella resa nella presenza più magnetica dell’inquadratura. La domanda che oggi pone la sua carriera è se l’attrice capace di rubare la scena possa anche reggere un film da protagonista.

La disciplina è arrivata prima della fama. Qualley è figlia dell’attrice Andie MacDowell e dell’ex modello Paul Qualley. Ha trascorso i primi anni in un ranch di famiglia e, quando aveva quattro anni, si è trasferita con i suoi a Biltmore Forest, alle porte di Asheville, in North Carolina; i genitori si sono separati l’anno successivo. A 14 anni ha lasciato casa per frequentare la University of North Carolina School of the Arts e studiare danza. Il balletto ha dettato i ritmi della sua adolescenza, con un apprendistato all’American Ballet Theatre e lezioni alla Professional Children’s School di New York.

Nata il 23 ottobre 1994 a Kalispell, in Montana, a 16 anni ha abbandonato la danza. Dopo aver ricevuto un’offerta di apprendistato al North Carolina Dance Theater, ha lasciato il balletto ed è rimasta a New York lavorando come modella: ha sfilato per Alberta Ferretti alla New York Fashion Week del 2011 e per Valentino e Chanel a Parigi; in seguito Chanel l’ha scelta come ambasciatrice della maison. È arrivata alla recitazione grazie a un corso estivo alla Royal Academy of Dramatic Art di Londra e a un solo semestre alla New York University. Il suo debutto sullo schermo è stato quasi casuale: una piccola parte in Palo Alto di Gia Coppola, ottenuta perché si trovava per caso sul set.

Il primo vero ruolo è stato quello di Jill Garvey, l’adolescente smarrita nel lutto della serie HBO The Leftovers – Svaniti nel nulla, interpretata per tutte e tre le stagioni, dal 2014 al 2017. Nel 2016 Spike Jonze l’ha diretta in uno spot per Kenzo World, in cui Qualley improvvisava gran parte di una convulsa coreografia ideata da Ryan Heffington; il video ha avuto una circolazione più ampia di quella di molti film. Nello stesso anno Shane Black l’ha scelta per The Nice Guys. Sono poi arrivati ruoli secondari in Novitiate, nei panni di una giovane donna che mette in dubbio la propria vocazione in convento, e in Death Note di Adam Wingard.

Nel 2019 l’industria ha cominciato a prestarle attenzione. In C’era una volta a… Hollywood ha interpretato Pussycat, una componente della Manson Family, mentre nella miniserie FX Fosse/Verdon ha vestito i panni della ballerina Ann Reinking, un ruolo che attingeva direttamente alla sua formazione e le è valso una candidatura ai Primetime Emmy. Quell’anno ha anche prestato volto e voce a Mama nel videogioco di Hideo Kojima Death Stranding, riprendendo il ruolo nel sequel del 2025. Poi è arrivata Maid, la serie Netflix del 2021 tratta dal memoir di Stephanie Land, in cui ha interpretato una giovane madre che pulisce case per riuscire a sottrarre sé stessa e la figlia a una relazione violenta. Il ruolo le ha fruttato una seconda candidatura agli Emmy, oltre a nomination ai Golden Globe e agli Screen Actors Guild Awards, e per la prima volta le ha offerto una storia costruita interamente intorno a lei.

Da quel momento ha scelto gli autori invece dei franchise. Claire Denis l’ha voluta accanto a Joe Alwyn in Stars at Noon – Stelle a mezzogiorno, vincitore ex aequo del Grand Prix a Cannes nel 2022. Ha prodotto e interpretato Sanctuary, un film a due con Christopher Abbott, poi si è unita a Yorgos Lanthimos per Povere creature! ed è tornata a lavorare con lui in Kinds of Kindness, interpretando quattro personaggi nelle tre storie del film. In The Substance di Coralie Fargeat è Sue, la versione più giovane che emerge dal personaggio di Moore, e ha ottenuto una candidatura ai Golden Globe. Il film è diventato un fenomeno, e la sua interpretazione, tutta superficie brillante e appetito, lo ha trainato tanto quanto quella di Moore. In Blue Moon di Richard Linklater, presentato in anteprima alla Berlinale del 2025, ha interpretato Elizabeth Weiland, la studentessa di cui è infatuato Lorenz Hart, interpretato da Ethan Hawke, la sera della prima di Oklahoma!, il musical di Richard Rodgers scritto senza di lui.

Il bilancio è meno lineare dei consensi. La collaborazione con Ethan Coen e Tricia Cooke, iniziata con Drive-Away Dolls nel 2024 e proseguita con Honey Don’t! nel 2025, le ha affidato ruoli da protagonista, ma entrambi i film hanno incassato meno di otto milioni di dollari al botteghino, e il secondo ha ottenuto il 45 per cento su Rotten Tomatoes. Nel 2026 How to Make a Killing di John Patton Ford, al fianco di Glen Powell, ha raccolto recensioni che lodavano lei e stroncavano il film; The Dog Stars – Le stelle dopo la fine di Ridley Scott, in cui interpretava Cima accanto a Jacob Elordi e Josh Brolin, ha esordito con uno dei peggiori incassi domestici di sempre per un film del regista in questo secolo. Le interpretazioni reggono; spesso, i film no. L’etichetta che la accompagna fin dagli esordi, quella di figlia di un’attrice famosa, viene ancora usata per sminuire un lavoro che si è chiaramente guadagnata. Le critiche più incisive, però, riguardano le sue scelte. Una serie di progetti provocatori e di nicchia le ha consolidato la reputazione presso la critica, senza dimostrare che il suo solo nome basti a riempire una sala.

La sua vita privata è finita sotto i riflettori più di una volta. La relazione con Shia LaBeouf si è conclusa all’inizio del 2021 e, più tardi nello stesso anno, Qualley ha dichiarato a Harper’s Bazaar di credere alle accuse rivolte all’attore da FKA Twigs. Il 19 agosto 2023 ha sposato il musicista e produttore Jack Antonoff, è apparsa nei video della sua band, i Bleachers, ed è stata la protagonista di «Margaret», una canzone di Lana Del Rey del 2023. Nel luglio 2026 People ha riferito che la coppia si era separata dopo quasi tre anni di matrimonio.

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La prova arriva questo autunno. Love of Your Life, dramma romantico di Rachel Morrison tratto da una sceneggiatura di Julia Cox, è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival il 13 settembre e affida a Qualley un ruolo da protagonista senza ambiguità: Maya, un’ex infermiera del pronto soccorso di Boston che, dopo una perdita devastante, fugge in Portogallo. Al suo fianco ci sono Aaron Pierre, Patrick Schwarzenegger, Gabriel Basso e Catherine Keener. Amazon MGM Studios lo distribuirà nelle sale statunitensi il 7 ottobre; dal 14 ottobre sarà disponibile su Prime Video. È il tipo di commedia romantica mainstream che la sua carriera ha perlopiù evitato, e la risposta del pubblico dirà fin dove può arrivare il suo nome da solo.

Quello che verrà dopo torna a puntare sui suoi punti di forza. Il remake di Possession di Parker Finn, tratto dal film horror psicologico del 1981 di Andrzej Żuławski, la affianca a Callum Turner e arriverà nelle sale con Paramount l’11 giugno 2027. Nel settembre 2026 Qualley è entrata nel cast del film di Paul King su Fred Astaire, nel ruolo di Adele Astaire, sorella maggiore di Fred e sua prima partner di danza; Tom Holland interpreterà Astaire e Sabrina Carpenter sarà Ginger Rogers. Dopo un decennio trascorso a interpretare donne mosse dalla coreografia altrui, vestirà i panni della ballerina che per anni fu la star più celebre del duo.

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