Povere creature! (2023). Recensione del film: Alice nell’affascinante paese dell’assurdo

Povere creature!
Martin Cid

Povere creature! è un film diretto da Yorgos Lanthimos con Emma Stone. Con Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Ramy Youssef e Jerrod Carmichael.

Questo film può essere descritto solo in termini positivi. È pieno di idee dall’inizio alla fine, mostra il talento in tutte le sue sfaccettature e rimane sempre originale. Non è solo una commedia, un dramma o un’opera d’arte sperimentale. È tutto questo insieme, una storia di assurdità e un viaggio nel paese delle meraviglie, sia dal punto di vista estetico che emotivo e sociale. È una passeggiata attraverso l’assurdità che può essere vista da diverse prospettive e consente numerose interpretazioni, senza mai esaurirsi anche dopo molteplici visioni.

L’estetica è assolutamente straordinaria.

Siamo in soggezione!

Povere creature!
Povere creature!

Trama

Un medico conduce un esperimento: riportare in vita una donna morta impiantandole il cervello di un bambino. Attraverso le diverse fasi della sua vita, assistiamo alla sua evoluzione in un mondo apparentemente assurdo che gradualmente assume un significato più profondo come parabola esistenziale dell’assurdo.

Il film

“Povere creature!” è soprattutto un film che si sofferma nella mente dello spettatore e scava in profondità, interrogandolo e ponendogli domande terribili, a volte in modo terribile e a volte attraverso la commedia, giocando sempre tra i due estremi e flirtando con un’assurdità esistenziale costantemente affascinante.

In primo luogo il regista, Yorgos Lanthimos, che riesce a creare il “suo” film, il suo universo e il suo mondo meravigliosamente terrificante, crudele, dispotico e incantevole, pur lasciando che altri elementi del film prendano il sopravvento.

Nonostante la forte estetica mostrata in “Povere creature!”, c’è anche spazio per una sceneggiatura spettacolare, piena di idee folli e assurde che si sovrappongono e si succedono a ritmo costante.

C’è spazio anche per l’incredibile interpretazione della magnifica Emma Stone, che eccelle nel suo ruolo, interpretando tutte le età della dolce Belle e dando vita al suo personaggio in tutte le sue fasi, sempre sull’orlo della follia o del genio.

Il cast di supporto è perfetto, con un eccellente Mark Ruffalo e un Willem Dafoe che si ritrova ancora una volta in uno di quei film che ama tanto: strano e che gli permette di creare quell’aura di attore completamente distaccato dall’industria (per la maggior parte del tempo).

La follia che circonda Belle sembra incontrollata, ma è una falsa follia, una follia organizzata intorno all’affascinante bellezza del macabro, dell’assurdo e della profonda ma bellissima crudeltà dell’essere umano, che inventa meraviglie e, allo stesso tempo, si consuma nella propria mediocrità animale.

Il nostro parere

Questo regista e questa attrice ci erano già piaciuti quando hanno lavorato insieme in passato. Ora, ci hanno semplicemente stupito in questa favola dell’assurdo che potrebbe essere stata firmata da Salvador Dalí.

Per noi, senza dubbio, il miglior film dell’anno.

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Scrittore, fumatore di pipa e fondatore di MCM
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