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Catherine Keener, trent’anni a rubare la scena dai margini dell’inquadratura

Penelope H. Fritz
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Catherine Keener
Catherine Keener
Photo: GabboT / CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita26 marzo 1959
Miami, Florida, United States
ProfessioneAttrice
Noto perScappa – Get Out, Into the Wild – Nelle terre selvagge, Gli Incredibili 2
PremiNew York Film Critics Circle Award for Best Supporting Actress · Los Angeles Film Critics Association Award for Best Supporting Actress · Boston Society of Film Critics Award for Best Supporting Actress · Gotham Award for Best Performance (condiviso) · Independent Spirit (condiviso)

C’è una scena di Scappa – Get Out che molti spettatori saprebbero ripercorrere a memoria. Una donna in cardigan siede in poltrona e fa scorrere lentamente un cucchiaino sul bordo di una tazza di porcellana; di fronte a lei, un giovane sprofonda nel pavimento della propria mente. La donna è Missy Armitage, psichiatra e madre, ed è interpretata da Catherine Keener, attrice che aveva già trascorso un quarto di secolo a essere la presenza più tagliente e meno accomodante del cinema indipendente americano. Un successo horror di uno studio le ha regalato la sua immagine più citata, dopo decenni di carriera lontana dai multiplex. Keener è stata candidata due volte all’Oscar, non ha mai guidato un blockbuster, è un’attrice che i registi continuano a richiamare e concede di rado interviste perché, come disse una volta, la sovraesposizione «diventa un affare sporco».

I suoi genitori, Jim ed Evelyn Keener, le hanno trasmesso un’eredità composita: irlandese da parte del padre, libanese da parte della madre, nata Jamiel. È venuta al mondo a Miami, è cresciuta in una famiglia cattolica a Hialeah, poco a nord-ovest della città, e ha frequentato scuole cattoliche. La recitazione è arrivata tardi, quasi di traverso. Al Wheaton College di Norton, in Massachusetts, si è laureata in American Studies e, nel frattempo, si è iscritta a un corso di teatro. La sua prima produzione, al terzo anno, è stata Uncommon Women and Others di Wendy Wasserstein.

Nata il 26 marzo 1959, Keener si è laureata nel 1983; i suoi primi crediti sullo schermo sono stati piccoli: una sola battuta in About Last Night…, un ruolo fisso nei panni del tenente Cricket Sideris nella serie poliziesca Ohara e il thriller ambientato nei boschi Survival Quest, in cui ha lavorato con l’attore Dermot Mulroney. Il pubblico televisivo l’ha vista nell’episodio di Seinfeld «The Letter», nel ruolo della fidanzata di Jerry, una pittrice il cui ritratto di Kramer mette in moto la trama. Il suo primo ruolo da protagonista è arrivato con Johnny Suede di Tom DiCillo, al fianco di un allora sconosciuto Brad Pitt, e le è valso la prima candidatura agli Independent Spirit Awards. Ha poi recitato nei primi quattro lungometraggi di DiCillo, tra cui Si gira a Manhattan, la sua commedia su una produzione a basso budget che va a rotoli.

La collaborazione che l’ha segnata è iniziata con l’esordio di Nicole Holofcener, Parlando e sparlando, che le è valso una seconda candidatura agli Spirit Awards. Keener ha recitato in tutti i primi cinque film di Holofcener, fino a Lovely & Amazing, Friends with Money, Please Give e Non dico altro; insieme hanno costruito qualcosa che il cinema americano riesce di rado a mantenere nel tempo: una lunga conversazione su denaro, vanità, senso di colpa e amicizia femminile, senza cattivi e con poche scuse. Nel mezzo di quel percorso è arrivato Essere John Malkovich di Spike Jonze. La sua Maxine Lund, collega freddamente opportunista che trasforma in un’attività commerciale un portale dentro la testa di un attore, le è valsa la prima candidatura all’Oscar come miglior attrice non protagonista e il premio del New York Film Critics Circle. Ha lavorato altre due volte con Jonze, soprattutto nel ruolo della madre in Nel paese delle creature selvagge.

Una stagione, a metà degli anni Duemila, ha mostrato quanto fosse ampia la sua gamma. Ha recitato al fianco di Sean Penn in The Interpreter, di Daniel Day-Lewis in The Ballad of Jack and Rose ed è diventata la donna con cui il personaggio di Steve Carell finisce per uscire in 40 anni vergine di Judd Apatow. Nello stesso anno ha interpretato Harper Lee in Truman Capote – A sangue freddo, in una prova misurata e attenta accanto a Philip Seymour Hoffman, che le è valsa una seconda candidatura all’Oscar e una ai BAFTA; per quella serie di film, i critici di Los Angeles e Boston l’hanno entrambi premiata come miglior attrice non protagonista. Hoffman è diventato un collaboratore ricorrente. Keener ha interpretato sua moglie nell’esordio alla regia di Charlie Kaufman, Synecdoche, New York, il cui cast corale ha vinto il Gotham Award e il Robert Altman Award degli Independent Spirit, e poi ancora in A Late Quartet.

Penn l’ha scelta di nuovo per Into the Wild – Nelle terre selvagge, il suo adattamento del libro di Jon Krakauer, in cui interpreta Jan Burres, la viaggiatrice che per un breve periodo fa da madre al fuggiasco Christopher McCandless durante il suo viaggio. Poi è arrivato il ruolo più difficile della sua carriera. In An American Crime ha interpretato Gertrude Baniszewski, la donna dell’Indiana che torturò e uccise in casa la sedicenne Sylvia Likens: una parte che non lascia spazio alla simpatia dello spettatore. Quando il film è andato in onda su Showtime, le sono arrivate candidature agli Emmy e ai Golden Globe.

Il ritratto consueto di Keener ha un punto cieco. Rotten Tomatoes l’ha incoronata regina del cinema indipendente americano degli anni Novanta, un complimento che finisce per relegarla, senza darlo a vedere, a un solo decennio; The Independent ha osservato che gran parte dei suoi ruoli nei film degli studios è passata quasi inosservata. Entrambi i giudizi sminuiscono il suo percorso. È proprio il lavoro con gli studios ad averla fatta conoscere al pubblico più vasto: la voce di Ugga ne The Croods e nel sequel, Sally Jackson in Percy Jackson & the Olympians: The Lightning Thief, la moglie del capitano interpretato da Tom Hanks in Captain Phillips, Evelyn Deavor in Incredibles 2. Poi Scappa – Get Out ha capovolto le aspettative, trasformando il suo calore in una minaccia: le maniere gentili e terapeutiche che Holofcener aveva sfruttato in chiave comica diventano così lo strumento di un film horror sul razzismo liberal. La regista Rebecca Miller ha detto una volta che Keener è «molto brava a interpretare le persone scontente». Keener ha risposto che la rabbia non è una cosa negativa, perché non si concilia facilmente con il comportarsi da signorina. L’etichetta di «beniamina dell’indie» tende a smussare proprio quel tratto.

Negli ultimi anni la televisione le ha offerto molto lavoro. In Kidding – Il fantastico mondo di Mr. Pickles, andata in onda per due stagioni su Showtime dal 2018 al 2020, ha interpretato Deirdre, la responsabile dei burattini di un programma per bambini e sorella del conduttore interpretato da Jim Carrey; in Brand New Cherry Flavor di Netflix era Boro, una misteriosa strega. Al cinema ha interpretato la dirigente Maya Sorian, al fianco di Ryan Reynolds, in The Adam Project. In Joker: Folie à Deux di Todd Phillips era Maryanne Stewart, l’avvocata che prepara una difesa basata sull’infermità mentale per Arthur Fleck, interpretato da Joaquin Phoenix, finché lui non la congeda nel bel mezzo del processo, in un sequel perlopiù respinto da critica e pubblico.

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La sua vita privata è rimasta perlopiù tale. Ha sposato Mulroney nel 1990; il loro figlio Clyde, nato nel 1999, è diventato cantante, e la coppia ha divorziato nel 2007. Keener ha detto di non considerarsi famosa; chi l’ha intervistata racconta di una persona pronta a parlare dei suoi collaboratori e restia a parlare di sé.

Il suo prossimo film uscirà nelle sale americane il 7 ottobre. In Love of Your Life, diretto dalla direttrice della fotografia Rachel Morrison e prodotto da Ryan Gosling, interpreta la premurosa matriarca della numerosa famiglia del New England in cui entra per matrimonio l’infermiera di Boston interpretata da Margaret Qualley; nel cast ci sono anche Gabriel Basso, Aaron Pierre e Patrick Schwarzenegger. Il film è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival a settembre e arriverà in tutto il mondo su Prime Video il 14 ottobre. È un ruolo da non protagonista in una commedia romantica di uno studio: il genere in cui Catherine Keener ha sempre dato alcune delle sue prove migliori.

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