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Thomasin McKenzie, da Jojo Rabbit ad Audrey Hepburn: l’attrice che recita ascoltando

Penelope H. Fritz
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Thomasin McKenzie
Thomasin McKenzie
Photo: https://www.flickr.com/photos/drlovell/ / CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita26 luglio 2000
Wellington, New Zealand
ProfessioneAttrice
Noto perJojo Rabbit, Lo Hobbit: La battaglia delle cinque armate, Ultima notte a Soho
PremiNational Board of Review Award for Breakthrough Performance · Alliance of Women Film Journalists Award for Best Breakthrough Performance

Guardando uno dopo l’altro i film di Thomasin McKenzie, si nota un tratto ricorrente nella composizione delle inquadrature. In Jojo Rabbit è la ragazza nascosta dietro il muro; in Senza lasciare traccia, la figlia che vive isolata dal mondo insieme al padre; ne Il re, la sposa danese che resta un passo dietro a Timothée Chalamet; ne Il potere del cane di Jane Campion, la giovane domestica intravista ai margini. I registi continuano a collocarla sul bordo dell’inquadratura perché lì sa fare qualcosa che alla maggior parte degli attori non riesce: trasforma l’ascolto in un’azione. Ora la sua carriera si interroga su cosa accada quando la macchina da presa smette di guardare oltre di lei. The Uprising di Paul Greengrass l’ha appena riportata al cinema accanto ad Andrew Garfield, e il prossimo film in programma le affida il ruolo di Audrey Hepburn, il volto che il cinema ha osservato più attentamente di quasi ogni altro.

La recitazione faceva parte della sua famiglia ben prima che ne facesse parte della sua vita. McKenzie è nata e cresciuta a Wellington, in Nuova Zelanda, figlia dell’attrice e insegnante di recitazione Miranda Harcourt e del regista Stuart McKenzie; anche sua nonna, Kate Harcourt, era un’attrice. Da bambina voleva fare la veterinaria o lavorare in uno zoo. Ma i set sono arrivati comunque. Ha avuto una piccola parte nel film neozelandese Existence, ha interpretato la giovane Louise Nicholas nel film televisivo Consent: The Louise Nicholas Story, è comparsa nei panni di Astrid ne Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate e ha preso parte a diverse puntate della soap Shortland Street, mentre frequentava ancora la Samuel Marsden Collegiate School a Karori.

La porta si è aperta in una foresta fuori Portland. Debra Granik l’ha scelta per il ruolo di Tom in Senza lasciare traccia, una ragazza che vive con il padre in un parco pubblico: lui, veterano di guerra interpretato da Ben Foster, rifiuta di vivere all’interno del sistema. Il film è stato presentato in anteprima al Sundance nel 2018, l’anno in cui McKenzie ha finito la scuola e, a luglio, ha compiuto 18 anni. Quasi tutta la tensione del film si legge sul suo volto, mentre scena dopo scena capisce che la vita che le è stata assegnata non è quella che desidera. McKenzie ha raccontato di non aver mai seguito una formazione formale di recitazione; per creare un legame con Foster, ha usato un esercizio chiamato «abbraccio per entrare in sintonia», imparato dalla madre. Il National Board of Review le ha assegnato il premio per la migliore performance rivelazione, cui sono seguite le candidature ai Critics’ Choice, ai Gotham e agli Independent Spirit Awards.

Quello che è venuto dopo è stato uno sprint. Nel 2019 ha interpretato Filippa di Danimarca ne Il re di David Michôd, Elsa Korr, la ragazza ebrea nascosta in una famiglia nazista, in Jojo Rabbit di Taika Waititi, e Mary Hearn in The Kelly Gang di Justin Kurzel. L’anno successivo è arrivato Lost Girls di Netflix. Poi, tutto nel giro di un anno: Old di M. Night Shyamalan, il dramma neozelandese The Justice of Bunny King, Il potere del cane di Campion e Ultima notte a Soho di Edgar Wright, che le ha affidato il ruolo da protagonista di Eloise, una studentessa di moda della Cornovaglia che ogni notte si ritrova nella vita, negli anni Sessanta, di una cantante interpretata da Anya Taylor-Joy.

A questo punto è necessario correggere la narrazione ormai consolidata di McKenzie, giovane prodigio taciturna che passa da un successo all’altro. I film che l’hanno resa famosa sono quelli in cui osserva gli altri. Quando è stata lei a reggere da sola il film, i risultati sono stati più discontinui. Ultima notte a Soho ha diviso la critica per il suo atto finale. Eileen, adattamento di William Oldroyd del romanzo di Ottessa Moshfegh, in cui McKenzie interpreta la protagonista, una segretaria in un riformatorio del Massachusetts negli anni Sessanta che subisce il fascino della psicologa interpretata da Anne Hathaway, ha raccolto alcune delle recensioni migliori della sua carriera. Moshfegh ha detto che sembrava nata per quel ruolo, eppure il film ha incassato circa 1,7 milioni di dollari al botteghino nordamericano. Anche le recensioni di The Uprising si sono divise: alcuni si sono chiesti se Greengrass, che ha creato il personaggio, le abbia dato abbastanza da fare. McKenzie ha parlato apertamente della propria ansia e della sindrome dell’impostore, e questo rende più difficile leggere il percorso come una strategia deliberata. Forse è semplicemente l’industria ad aver impiegato più tempo del pubblico a credere che potesse stare al centro della scena.

Le sono stati comunque affidati altri ruoli da protagonista. Ha interpretato Ursula Todd, una donna che muore e rinasce più e più volte, nell’adattamento per BBC Two di Life After Life di Kate Atkinson. In JOY – The Birth of IVF di Netflix è stata Jean Purdy, l’infermiera ed embriologa il cui lavoro al fianco di Patrick Steptoe, interpretato da Bill Nighy, e di Robert Edwards, interpretato da James Norton, ha portato alla nascita del primo bambino concepito con la fecondazione in vitro: una donna che la storia aveva perlopiù lasciato fuori dall’inquadratura. Nel giugno 2023 ha lasciato Wellington per trasferirsi a Islington, nel nord di Londra.

Gli ultimi due anni sono stati una prova di versatilità. Ha calcato la mano nella commedia Fackham Hall, una parodia in costume co-scritta da Jimmy Carr, per poi essere la voce narrante e il fulcro morale di Il testamento di Ann Lee di Mona Fastvold. Ha interpretato Mary Partington, l’amica più cara della leader shaker interpretata da Amanda Seyfried, in un film presentato in concorso a Venezia e arrivato nelle sale americane il giorno di Natale del 2025. The Uprising, ambientato durante la rivolta dei contadini del 1381, è uscito negli Stati Uniti il 10 settembre 2026 e arriverà nelle sale britanniche il 9 ottobre. McKenzie interpreta Alyce, una donna che si unisce alla marcia e si accompagna al Contadino di Garfield, un personaggio che Greengrass ha concepito per rappresentare le donne della rivolta. Il prossimo progetto è Victorian Psycho, adattamento di Zachary Wigon del romanzo di Virginia Feito, presentato nella sezione Un Certain Regard a Cannes a maggio: McKenzie interpreta Miss Lamb, una bambinaia in una remota dimora gotica che stringe amicizia con la nuova, inquietante governante interpretata da Maika Monroe. Bleecker Street lo distribuirà nelle sale americane il 13 novembre. È entrata anche nel cast della terza stagione di Fallout di Prime Video con un ruolo ricorrente, mentre il film horror Rule of Three, diretto da James Roday Rodriguez, è in post-produzione.

La prova più importante deve ancora arrivare. In Dinner with Audrey, diretto da Abe Sylvia e girato a Budapest, McKenzie interpreta Hepburn a 24 anni, a Parigi nel 1953: Billy Wilder la manda a cercare dei vestiti per Sabrina e lei riesce a farsi ricevere nell’atelier del giovane Hubert de Givenchy, interpretato da Ansel Elgort. Completano il cast Michael Shannon, Miranda Richardson nel ruolo della madre di Hepburn e Judy Greer in quello della costumista Edith Head. Hepburn è una delle attrici che McKenzie indica come fonte d’ispirazione. Non è ancora stata fissata una data d’uscita, ma quando il film arriverà, l’attrice che ha trascorso un decennio ai margini dell’inquadratura occuperà il punto in cui nessuno potrà distogliere lo sguardo.

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