Cinema

Klara e il sole, il regista Taika Waititi dà la colpa ai critici per il flop al botteghino

Le previsioni erano basse prima delle recensioni e il finale è stato rigirato per le proiezioni test
Veronica Loop
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Taika Waititi ha trovato il colpevole per Klara e il sole, e sono i critici. In un post su Instagram durante il weekend di Halloween, il regista di Jojo Rabbit ha definito chi ha stroncato il suo adattamento da Kazuo Ishiguro «irrilevante», «fuori dal mondo» e «obsoleto», le «povere anime perse» che hanno fallito come artisti e sono diventate critici. Lui le recensioni non le legge, ha scritto. «Ma ascolto la gente.»

È una storia comoda, e una parte della stampa di settore ne ha raccontato una versione. L’analisi di Deadline sull’uscita si chiude sulla «natura da branco dei critici» che manda all’aria le migliori intenzioni commerciali. Il problema sono i fatti. La gente che Waititi dice di ascoltare mancava già prima che uscisse una sola recensione, e il film che difende era già stato rimodellato per piacerle.

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Il pubblico mancava prima delle recensioni

Secondo Deadline, Sony aveva fissato l’uscita su larga scala già a metà aprile, e i sondaggi preliminari sull’interesse del pubblico, a sei settimane dall’uscita, si fermavano «a una cifra, e bassa». Questo prima dell’anteprima mondiale al BFI London Film Festival, prima che The Guardian lo liquidasse come «un pasticcio sentimentale» e prima che il punteggio della critica su Rotten Tomatoes si assestasse intorno a un quarto di giudizi positivi. Le recensioni hanno accelerato il crollo. Non l’hanno innescato.

La risposta di Sony è stata la ritirata. Lo studio aveva previsto un’uscita ampia su circa 2.000 schermi, secondo il conteggio di ScreenRant, e Variety riferisce che dopo Londra l’ha ridotta a un’uscita moderata. La stima di Variety alla vigilia del weekend era già di appena 2 milioni di dollari. Il film ha esordito in Nord America con 701.059 dollari in 880 sale, una media inferiore a 800 dollari per schermo, secondo The Numbers, e Variety lo ha piazzato al 15° posto del weekend. Laura Miller di Slate ha scritto che «si avvia a diventare un flop leggendario».

La gente il suo finale l’ha già avuto

Il problema più serio per la difesa di Waititi è il finale. Secondo Deadline, una fonte vicina alle proiezioni test ha descritto il finale originale come «una mazzata» e più fedele al romanzo di Ishiguro. Waititi ha lavorato con Elizabeth Gabler, produttrice di 3000 Pictures, a riprese aggiuntive con Jenna Ortega nell’aprile 2025 che lo hanno portato in «un territorio decisamente più positivo». A Deadline risulta che i punteggi dei test sono saliti dall’83% di giudizi positivi all’87% con il nuovo finale, mentre altre fonti hanno detto che il pubblico non si è mai convinto del tono.

Il film, insomma, era già stato calibrato sulla gente prima che i critici lo vedessero. I critici hanno poi punito quella calibratura. Il consenso di Rotten Tomatoes gli rimprovera di appiattire le idee del romanzo e lo definisce «stucchevole e lezioso». Miller si è chiesta su Slate se qualcuno dei coinvolti temesse che restare più vicini al libro rendesse il film poco commerciale. Quanto ricostruito da Deadline suggerisce che qualcuno abbia agito su quel timore, e la versione commerciale non ha trovato pubblico lo stesso.

Che cosa ha detto davvero la gente

Il pubblico che in sala ci è andato ha espresso il suo tiepido verdetto. Gli exit poll di PostTrak, citati da Deadline, hanno registrato il 69% di giudizi positivi e il 48% di spettatori che lo consiglierebbero senz’altro, un risultato debole, con gli under 25 ad appena il 19% del pubblico. «I fan di Jenna Ortega non lo sentivano come il loro film», ha detto una fonte alla testata. Il 78% del punteggio del pubblico su Rotten Tomatoes pubblicato da Waititi è reale. È anche il voto dei pochi che hanno comprato un biglietto.

Nemmeno la sua frase secondo cui i critici avevano «odiato anche Jojo Rabbit» regge alla prova dei fatti. Quel film ha ottenuto il bollino «Certified Fresh» con l’81%, ha vinto il People’s Choice Award al TIFF, è valso a Waititi l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale e ha incassato 93 milioni di dollari nel mondo, secondo Deadline.

I soldi, e chi paga il conto

Al suo secondo venerdì il film aveva raccolto circa 1,07 milioni di dollari in Nord America e circa 1,7 milioni nel mondo, secondo The Numbers. In Australia ha esordito al 13° posto con 257.000 dollari, ha riferito Variety Australia, e Sony avrebbe cancellato l’uscita in sala in Spagna per limitare le perdite, secondo Hobby Consolas citato da ScreenRant.

Sony può assorbire il colpo. Fonti interne allo studio hanno detto a Deadline che il film è costato al netto una cifra nella fascia alta dei 20 milioni di dollari, marketing escluso, anche se i documenti di prefinanziamento visionati dalla testata indicavano un costo diretto di 44,3 milioni prima di circa 7,55 milioni di incentivi attesi dalla Nuova Zelanda. Spyglass e TSG hanno coperto metà del budget, la spesa di Sony in marketing è rimasta ben sotto i 30 milioni di dollari a livello mondiale una volta ridimensionata l’uscita, e Netflix è la prima finestra streaming negli Stati Uniti per i film Sony usciti in sala. Accanto alla perdita di oltre 150 milioni di dollari che Deadline attribuisce a Digger di Tom Cruise, questa è una svalutazione contenuta.

Ishiguro non è mai stato facile da vendere nei multiplex. Fonti del marketing hanno detto a Deadline che il romanzo non è molto letto, quindi non c’era un pubblico già pronto, e Non lasciarmi, il film tratto dal suo precedente romanzo distopico, aveva incassato 2,4 milioni di dollari in Nord America. Quei precedenti suggerivano un film più strano e più fedele. Sony e Waititi hanno scelto quello più caldo.

Il conto ricade sul nome del regista, non sul bilancio dello studio. Waititi ha tagliato su misura per il pubblico dei test, poi ha detto ai critici che risponde solo alla gente. La gente ha avuto il finale più lieto, ed è rimasta a casa lo stesso.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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