Cinema

Contra el huracán su Netflix, il film messicano sui marinai rimasti a bordo durante l’uragano Otis

Martha O'Hara
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Nella baia di Acapulco, gli uomini pagati per occuparsi degli yacht altrui seguono una regola che raramente mettono in discussione: quando arriva una tempesta, si resta a bordo. Dopo l’uragano Otis, il giovane marinaio Marlon Valdez lo spiegò a El País con parole che suonavano quasi come un giuramento: un marinaio ha l’obbligo e la responsabilità di prendersi cura della propria imbarcazione e di affondare con essa. «Contra el huracán», dramma messicano di sopravvivenza ispirato a una storia vera diretto da Jorge Michel Grau per Netflix, ricostruisce quanto accadde a Valdez e Jonathan Chino nella notte in cui quella regola si scontrò con un uragano di categoria massima.

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Il film è un duetto. Benny Emmanuel interpreta Wirpul, un giovane marinaio di coperta su uno yacht privato che ha appena saputo che sta per essere nominato capitano. Kristyan Ferrer è Candi, il suo fratellastro, che lui chiama quando le previsioni annunciano un forte uragano e il suo capo gli dice che l’imbarcazione non può essere lasciata sola per nessun motivo. I due non vanno d’accordo e Netflix riassume il resto della trama in una sola frase: Wirpul e il suo fratellastro lottano per sopravvivere all’uragano Otis ad Acapulco. Completano il cast Mónica del Carmen, Mónica Jiménez, Gonzalo Vega Jr. e Andrew Leland Rogers. In Messico il film mantiene il titolo originale, «Contra el huracán».

La notte reale dietro «Contra el huracán»

I nomi sono inventati; la notte no. La produzione si ispira alla vicenda di Valdez e Chino, due giovani che si occupavano degli yacht del loro datore di lavoro e riuscirono a superare Otis a bordo di uno di essi. La loro storia raggiunse per la prima volta un vasto pubblico grazie a El País, e i due uomini hanno affiancato la produzione condividendo le proprie testimonianze. Il racconto di Valdez ricostruisce con precisione la successione degli eventi. Verso le undici e mezza il vento si intensificò. Lui e il suo compagno sistemarono i parabordi lungo il fianco dell’imbarcazione, accesero i motori e li tennero su di giri per mantenere tese le cime dell’ancora, poi indossarono i giubbotti di salvataggio. A mezzanotte, raccontò, era chiaro che non avevano più nulla sotto controllo. Gli ormeggi si spezzarono uno dopo l’altro, le imbarcazioni alla deriva, spinte dal vento, si schiantarono contro la loro e lo scafo si squarciò sul lato di dritta.

Si gettarono in acqua verso le dodici e mezza, quando dello yacht restava ormai solo un piccolo pezzo. Per circa quaranta minuti rimasero a galla in un’acqua densa di detriti e gasolio; un pezzo di legno aveva trapassato il braccio del suo compagno. Valdez sentì un motore a una decina di metri, lo raggiunse tenendo stretto l’uomo ferito, afferrò una cima spezzata e gridò finché un membro dell’equipaggio non li tirò entrambi a bordo. In seguito disse che il suo obiettivo era sempre stato arrivare fin lì insieme a lui.

Una tempesta che cambiò intensità nel giro di una notte

Valdez raccontò a El País che sapevano che la tempesta sarebbe arrivata con forza e che, in teoria, erano preparati ad affrontare una situazione del genere. Si stavano preparando per una tempesta diversa. La mattina prima di toccare terra, Otis era ancora una tempesta tropicale; nel giro di ventiquattr’ore si intensificò di 95 nodi, un tasso che, secondo il National Hurricane Center degli Stati Uniti, nella documentazione moderna è stato superato soltanto dall’uragano Patricia. I modelli di intensità più usati avevano previsto al massimo un uragano di categoria 1, nella fascia più bassa. Otis raggiunse la costa vicino ad Acapulco con venti sostenuti di circa 270 chilometri orari, il più intenso approdo a terra mai registrato dal centro uragani nel Pacifico orientale, e diventò il ciclone tropicale più costoso della storia del Messico.

L’impianto del film, stando alle sinossi diffuse finora, si colloca proprio in quello scarto. L’ordine ricevuto da Wirpul era stato dato in previsione di una tempesta. La notte che lui e Candi devono superare appartiene a tutt’altra tempesta.

Chi rimase sulle imbarcazioni di Acapulco

Quella notte, a bordo delle imbarcazioni c’erano soprattutto le persone pagate per restarci. In un conteggio pubblicato da La Opinión qualche settimana dopo la tempesta, 25 delle 47 persone ufficialmente dichiarate disperse ad Acapulco erano membri degli equipaggi degli yacht o addetti alla loro custodia. Il capitano del porto, Gamaliel Reyes, stimò che tra gli equipaggi ci fossero una trentina di sopravvissuti e disse che spetta ai capitani decidere se l’equipaggio debba restare a bordo o allontanarsi. Alcuni familiari dissero che le informazioni ricevute non erano state sufficienti. Alla luce di quei numeri, l’ordine al centro della premessa del film sembra meno un espediente da sceneggiatura che una frase ripresa dalle consuetudini del porto.

È anche qui che «Contra el huracán» si distingue dai film di sopravvivenza in mare con cui verrà inevitabilmente confrontato. The Impossible seguiva una famiglia in vacanza durante lo tsunami del 2004; La tempesta perfetta raccontava di un equipaggio di pescatori che aveva rischiato troppo per ottenere una pesca più abbondante. Gli uomini al centro di questa storia non erano né turisti né scommettitori. Erano dipendenti incaricati di proteggere una proprietà che non era loro, e la premessa lascia intuire che il conflitto tra i fratelli ruoterà attorno a questo: uno è appena stato promosso e investito di quella responsabilità, all’altro è stato chiesto soltanto di fargli compagnia.

Jorge Michel Grau torna a raccontare una catastrofe messicana

Grau lo aveva già fatto, su scala più ridotta. Con il suo film 7:19 aveva ambientato il terremoto di Città del Messico del 1985 all’interno di un unico edificio governativo crollato, con Demián Bichir intrappolato sotto le macerie e un coro di personaggi che si sentono ma non si vedono mai. Prima aveva girato Somos lo que hay, il dramma di una famiglia cannibale distribuito all’estero con il titolo We Are What We Are e poi rifatto in inglese. Entrambi i film costringono i personaggi in uno spazio ristretto mentre la città, fuori, va in pezzi. Sulla carta, «Contra el huracán» fa lo stesso con lo scafo di un’imbarcazione.

Questa volta la scala è diversa, e Grau ne è consapevole. Ha detto a El País che in Messico non era mai stato realizzato un film su una catastrofe naturale di queste dimensioni. La tempesta è stata ricostruita al chiuso, agli Estudios Churubusco di Città del Messico: una piscina di 200 metri quadrati, tre imbarcazioni da otto tonnellate ciascuna, macchine del vento e cannoni ad acqua, oltre a grafiche che seguivano il vento e il livello del mare nel corso della notte. Agli effetti pratici sul set sono stati sovrapposti quelli digitali. La troupe ha intervistato altri sopravvissuti a Otis, membri della Protección Civil, della Marina messicana e scienziati del servizio meteorologico nazionale. Grau ha riassunto il metodo in una frase: sapevano a che ora soffiava il vento e da quale direzione, e così hanno girato il film.

Per chi passa la vita a guardare immagini, quella è la frase più rivelatrice. Filmare il meteo seguendo una tabella oraria significa che gli spruzzi, il buio e l’inclinazione della pioggia devono cambiare secondo programma, proprio come cambiarono sulla baia. Solo il film finito potrà dire se il risultato funziona come testimonianza o come spettacolo. L’intenzione, almeno, è trattare Otis come una successione di condizioni misurabili, non come un mostro.

Benny Emmanuel e Kristyan Ferrer nei panni di due fratellastri

Benny Emmanuel ha vinto un Ariel d’argento come attore rivelazione per De la infancia ed è stato protagonista di Chicuarotes, il film di Gael García Bernal su due adolescenti ai margini di Città del Messico. Kristyan Ferrer interpretava El Smiley, il ragazzo reclutato da una gang, in Sin nombre di Cary Joji Fukunaga. Affidar loro i ruoli di due fratellastri a bordo della stessa imbarcazione significa fare leva su quel passato: due attori noti per aver interpretato giovani uomini con poche vie d’uscita, messi in una situazione in cui ogni via di fuga è stata cancellata.

Una storia messicana distribuita in tutto il mondo

«Contra el huracán» è una produzione Netflix con Perro Azul, coprodotta da LACOproductora, ed è uno dei titoli messicani annunciati da Netflix in occasione dei suoi quindici anni nel Paese. Grau ha scritto la sceneggiatura con José Leonor Alejandro e Venancio Villalobos; tra i produttori figurano Julián de Tavira, Alexis Fridman, Diego Rabasa, Viridiana Torres, Héctor Villegas e Leonardo Cordero. L’uscita è mondiale, perciò il film farà conoscere Otis a molti spettatori che ne hanno appena sentito parlare: una tempesta seguita per qualche giorno dalla maggior parte del mondo, mentre Acapulco l’ha affrontata isolata dal resto del Paese per diversi giorni.

Benny Emmanuel as Wirpul in Surviving Hurricane Otis (Contra el huracán)
Benny Emmanuel as Wirpul in Surviving Hurricane Otis (Contra el huracán). Photo: Courtesy of Netflix © 2026

«Contra el huracán»: data di uscita, cast e dove vederlo

«Contra el huracán» debutterà in tutto il mondo su Netflix il 23 ottobre 2026, due giorni prima del terzo anniversario dell’approdo a terra della tempesta, avvenuto nelle prime ore del 25 ottobre 2023. Il film dura circa 96 minuti ed è in spagnolo. La regia è di Jorge Michel Grau; Benny Emmanuel interpreta Wirpul e Kristyan Ferrer Candi, con Mónica del Carmen, Mónica Jiménez, Gonzalo Vega Jr. nel ruolo di Napo e Andrew Leland Rogers in quello di Nico. Netflix Latinoamérica ha pubblicato il trailer ufficiale. Il film è basato su una storia vera: la sopravvivenza dei marinai Marlon Valdez e Jonathan Chino, che hanno collaborato alla produzione.

Valdez e il suo compagno tornarono a galla perché, a una decina di metri, si trovava per caso il motore di un’altra imbarcazione. Venticinque delle persone dichiarate disperse ad Acapulco quella notte facevano lo stesso lavoro, sottoposte alla stessa regola. Un film di sopravvivenza può rendere omaggio ai due che tornarono. Ma cosa debba agli altri, e all’ordine di restare a bordo che nessuno di loro aveva scritto, è una domanda che la premessa solleva e che nessuna scena finale può risolvere.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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