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Kazuo Ishiguro, il Nobel dei ricordi sepolti che torna al cinema e si cimenta con la commedia di spionaggio

Penelope H. Fritz
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Kazuo Ishiguro
Kazuo Ishiguro
Photo: Martin Kraft / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita8 novembre 1954
Nagasaki, Japan
ProfessioneRomanziere
PremiNobel Prize in Literature · Booker Prize · Whitbread Book of the Year · Winifred Holtby Memorial Prize · Bodley Medal

Alla première di Klara e il Sole al London Film Festival, Kazuo Ishiguro ha passato il tempo a parlare di tutt’altro film. Sul tappeto rosso, mentre stava per essere proiettato l’adattamento di Taika Waititi del suo romanzo più recente, ha raccontato a Deadline di aver scritto una sceneggiatura originale per Tim Burton. L’idea era nata tra i due «in privato, senza produttori», durante una visita alla «splendidamente folle casa» di Burton.

È stato un autunno fitto di impegni per uno scrittore che pubblica un romanzo all’incirca ogni cinque anni. Il film di Waititi, con Jenna Ortega nei panni dell’Amica artificiale alimentata a energia solare e Amy Adams in quelli della madre che la porta a casa, arriva questa settimana nelle sale statunitensi e britanniche dopo essere rimasto a lungo nel cassetto; le prime recensioni da Londra sono state tiepide. Intanto Faber e Knopf si preparano a pubblicare Miss Lambert Steps Aboard Danger, il suo primo nuovo romanzo dopo Klara e il Sole e, stando alle prime indiscrezioni, il libro più sorprendente che abbia mai scritto.

Nato a Nagasaki l’8 novembre 1954, Ishiguro aveva cinque anni quando la famiglia si trasferì a Guildford, nel Surrey, dove suo padre, l’oceanografo Shizuo Ishiguro, aveva ottenuto un incarico al National Institute of Oceanography. Non rimise piede in Giappone fino al 1989; a quel punto, il paese dei suoi primi due libri era stato ricostruito quasi interamente attraverso i racconti dei genitori e la sua immaginazione. «Sono cresciuto con un’immagine molto nitida di questo altro paese nella testa», disse una volta a Kenzaburō Ōe, descrivendo quello che definì «un Giappone immaginario».

Studiò inglese e filosofia all’Università del Kent, lavorò con persone senza fissa dimora nella zona ovest di Londra, dove conobbe la moglie, l’assistente sociale Lorna MacDougall, e nel 1980 completò il master in scrittura creativa all’Università dell’East Anglia, sotto la guida di Malcolm Bradbury e Angela Carter. La sua tesi diventò Un pallido orizzonte di colline (1982), la storia di una vedova giapponese in Inghilterra, sconvolta dal suicidio della figlia maggiore, che torna di continuo con la memoria a un’estate del dopoguerra a Nagasaki, incapace di raccontarla con sincerità. Seguì Un artista del mondo fluttuante (1986): un pittore ormai anziano nel Giappone occupato, intento a girare attorno al proprio ruolo nella propaganda degli anni di guerra. Il libro vinse il Whitbread Book of the Year.

Poi, sulla pagina, lasciò il Giappone alle spalle. Quel che resta del giorno (1989) affida la voce a Stevens, un maggiordomo inglese che nel 1956 viaggia in auto verso ovest e ricostruisce, con impeccabili reticenze, gli anni al servizio di un lord simpatizzante dei nazisti e la propria incapacità di rispondere ai sentimenti della governante, Miss Kenton. Il romanzo vinse il Booker Prize e nel 1993 diventò il film di James Ivory con Anthony Hopkins ed Emma Thompson. In seguito Salman Rushdie scrisse che con quel libro Ishiguro aveva dimostrato che la sua sensibilità «non era radicata in un luogo preciso, ma capace di viaggiare e trasformarsi».

Quel libro fissò il metodo che Ishiguro ha continuato ad affinare. I suoi romanzi sono narrati in prima persona da personaggi che riordinano i ricordi con tanta cura che la cosa peggiore resta sempre appena fuori dall’inquadratura, mentre il lettore impara a prestare ascolto a ciò che non viene detto. Nel 2017, assegnandogli il Nobel per la Letteratura, l’Accademia svedese lodò romanzi «di grande forza emotiva» che hanno «svelato l’abisso sotto la nostra illusoria sensazione di essere in sintonia con il mondo». Nel 2018 gli fu conferito il titolo di cavaliere e nel 2024 fu nominato Companion of Honour.

I rischi maggiori li corse a metà carriera. The Unconsoled (1995), resoconto onirico e dilatato di un celebre pianista alla deriva in una città dell’Europa centrale senza nome, divise la critica più di qualsiasi altra sua opera. When We Were Orphans (2000) rielaborò il romanzo giallo nella Shanghai degli anni Trenta. Non lasciarmi (2005), narrato da Kathy H., ex allieva di un collegio inglese, lascia che i lettori scoprano a poco a poco a che cosa siano stati destinati gli studenti, per poi negare loro la ribellione che vorrebbero. La rivista Time lo definì il miglior romanzo dell’anno e Mark Romanek ne trasse un film nel 2010, con Carey Mulligan, Andrew Garfield e Keira Knightley.

Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo (2009), raccolta di cinque racconti sulla musica e il calare della notte, nacque da una seconda carriera. Ishiguro scrive testi per la cantante jazz Stacey Kent insieme al marito di lei, il sassofonista Jim Tomlinson; tra questi c’è la canzone che dà il titolo all’album di Kent Breakfast on the Morning Tram, candidato ai Grammy. Il gigante sepolto (2015), il suo unico romanzo non narrato in prima persona, segue una coppia di anziani attraverso una Britannia post-arturiana avvolta in una nebbia che cancella i ricordi, e si chiede se i popoli, come i matrimoni, durino soltanto perché dimenticano.

Klara e il Sole (2021), entrato nella longlist del Booker Prize, applicava quel metodo al futuro prossimo: una compagna robotica acquistata per una ragazzina malata, che osserva la strada dalla vetrina di un negozio e poi una famiglia dall’interno della sua casa, fraintendendo quasi tutto con assoluta sincerità. L’anno seguente Ishiguro adattò Ikiru di Akira Kurosawa per Bill Nighy, trasformandolo in Living; la sceneggiatura gli valse una candidatura all’Oscar. Il film di Kei Ishikawa tratto da Un pallido orizzonte di colline, con Suzu Hirose, è stato presentato nella sezione Un Certain Regard a Cannes nel 2025.

Il nuovo libro è la vera sorpresa. Ambientato a Londra nel 1938, Miss Lambert Steps Aboard Danger segue Richard Hadley, appassionato di music-hall che, dopo uno spettacolo pomeridiano, fa la conoscenza della protagonista e stringe con lei un legame grazie al canto. Poi la segue a una conferenza segreta in una tenuta del Devon e su un treno diretto in Scozia. Jordan Pavlin di Knopf lo definisce in parte un romanzo di spionaggio e in parte una commedia di costume in stile Wodehouse. L’epoca ricorda quella di Stevens e di Darlington Hall nel periodo prebellico; a quanto pare, il tono è tutt’altro. L’uscita è prevista per marzo 2027.

Ishiguro vive a Golders Green, nella zona nord di Londra, con MacDougall; anche la loro figlia, Naomi Ishiguro, è scrittrice. Tra gli autori che lo hanno formato annovera Dostoevskij, Proust e Charlotte Brontë. A poche settimane dal suo settantaduesimo compleanno, con un adattamento nelle sale, una sceneggiatura originale nelle mani di Burton e una commedia di spionaggio in arrivo, è più impegnato che in qualsiasi momento dopo il Nobel. E continua a scrivere di persone che si accorgono troppo tardi di ciò a cui hanno rinunciato.

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