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John le Carré, lo scrittore di spie la cui Guerra fredda non finì mai

Penelope H. Fritz
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John le Carré
John le Carré
Photo: Krimidoedel / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita19 ottobre 1931
Poole, Dorset, England
Morte12 dicembre 2020 (89)
ProfessioneScrittore
Noto perLa talpa, Il traditore tipo
Premi2 CWA Gold Dagger · Somerset Maugham · Edgar Award for Best Novel · James Tait Black Memorial Prize · MWA Grand Master · CWA Cartier Diamond Dagger · CWA Dagger of Daggers · Goethe Medal

John le Carré è morto quasi sei anni fa e raramente è stato così indaffarato. Quest’anno Tom Hiddleston è tornato a vestire i panni di Jonathan Pine nella serie Il direttore di notte. Alec Leamas è uscito da un teatro londinese per partire in tournée in tutto il Paese. Matthew Macfadyen ha finito di girare un nuovo George Smiley per la BBC e MGM+, e il mese prossimo il figlio minore dello scrittore pubblica un secondo romanzo tutto suo con protagonista Smiley.

Il motivo sta nel modo in cui raccontava lo spionaggio. Ian Fleming aveva regalato alla Guerra fredda un playboy con licenza di uccidere. Le Carré le diede un funzionario statale basso e vestito male, tradito dalla moglie, e un ufficio di uomini che si mentono a vicenda sulla lealtà e sul proprio passato. Il suo mondo segreto è una burocrazia, e il suo grande tema fu ciò che le istituzioni fanno alle persone che le servono. Un tema che, come si è visto, non si è esaurito con la caduta del Muro di Berlino.

Nacque come David John Moore Cornwell a Poole, nel Dorset, il 19 ottobre 1931. Il padre, Ronnie, era un truffatore pieno di fascino finito in carcere per frode; la madre lasciò la famiglia quando David aveva cinque anni. Dopo la Sherborne School e un anno di studi di tedesco all’Università di Berna, nel 1956 si laureò con il massimo dei voti in lingue moderne al Lincoln College di Oxford. Seguirono due anni da insegnante a Eton; nel 1958 entrò nell’MI5 e nel 1960 passò all’MI6, lavorando sotto copertura diplomatica come secondo segretario all’ambasciata britannica di Bonn e poi come console ad Amburgo. Gli agenti in servizio non potevano pubblicare con il proprio nome, e così Cornwell diventò le Carré. La sua carriera nell’intelligence finì nel 1964, dopo che Kim Philby aveva rivelato al KGB le coperture di agenti britannici, tra cui quella di Cornwell.

A quel punto i libri erano già cominciati. Chiamata per il morto (1961) fece conoscere George Smiley. Due libri dopo arrivò quello che gli cambiò la vita. La spia che venne dal freddo (1963) segue Alec Leamas, un agente britannico logorato, spedito nella Germania Est per un’ultima operazione, e si chiude ai piedi del Muro di Berlino appena costruito con una delle pagine finali più gelide della narrativa in lingua inglese. Graham Greene lo definì «la migliore storia di spionaggio che io abbia mai letto». Vinse il Somerset Maugham Award, il Gold Dagger e l’Edgar per il miglior romanzo, e nel 1965 diventò un film con Richard Burton.

Gli anni di Bonn confluirono in A Small Town in Germany (1968), la caccia a un giovane diplomatico scomparso dentro l’ambasciata britannica. Poi arrivarono i libri a cui pensa quasi ogni lettore quando dice le Carré. La talpa (1974) mette Smiley, costretto alla pensione, sulle tracce di una talpa sovietica ai vertici del Circus, il nome con cui lo scrittore chiamava l’MI6, in una trama modellata sul caso Philby. L’onorevole scolaro (1977), ambientato a Hong Kong e nel Sud-est asiatico, vinse il James Tait Black Memorial Prize e un secondo Gold Dagger. Tutti gli uomini di Smiley (1979) chiude il duello tra Smiley e il suo omologo sovietico, Karla. Gli adattamenti della BBC del 1979 e del 1982 fecero di Alec Guinness lo Smiley definitivo per un’intera generazione, e il film tratto da La talpa che Tomas Alfredson diresse nel 2011 valse a Gary Oldman una candidatura all’Oscar nello stesso ruolo.

Le Carré non si fermò. La tamburina (1983) segue un’attrice inglese reclutata dai servizi segreti israeliani, e nel 2018 Park Chan-wook ne ha firmato l’adattamento per la BBC. A Perfect Spy (1986), il suo romanzo più personale, trasformò il padre in Rick Pym, un imbroglione il cui figlio da grande diventa una spia; Philip Roth lo definì «il miglior romanzo inglese dalla fine della guerra». Quest’anno il libro ha compiuto quarant’anni.

Finita la Guerra fredda, i critici si aspettavano che restasse senza materia. Lui invece andò a cercarsi nuovi cattivi. Il direttore di notte (1993) racconta un trafficante d’armi illegali e l’impiegato d’albergo mandato a farlo cadere. Il giardiniere tenace (2001) smaschera un’azienda farmaceutica che sperimenta farmaci su pazienti in Kenya; Fernando Meirelles ne trasse un film nel 2005 e Rachel Weisz vinse l’Oscar. Yssa il buono (2008) è ambientato ad Amburgo negli anni della guerra al terrorismo, e il film del 2014 regalò a Philip Seymour Hoffman la sua ultima parte da protagonista. Il nostro traditore tipo (2010) segue il denaro russo fino alla City di Londra. Cambiavano gli scenari; la domanda restava. Chi viene sacrificato, e chi mette la firma?

Del circuito dei premi gli importava poco. Nel 2011 chiese di essere escluso dalla corsa al Man Booker International Prize. Quello stesso anno accettò invece la Medaglia Goethe e, nel 2019, il Premio Olof Palme, devolvendone l’importo a Medici Senza Frontiere. Negli ultimi anni riportò in scena Smiley un’ultima volta in A Legacy of Spies (2017), che torna sull’operazione al centro del romanzo La spia che venne dal freddo, e raccontò la propria vita nel memoir The Pigeon Tunnel (2016). Morì a Truro, in Cornovaglia, il 12 dicembre 2020, a 89 anni. Il suo ultimo romanzo compiuto, Silverview, uscì nel 2021.

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È qui che comincia l’ondata attuale, in gran parte prodotta da The Ink Factory, la società guidata dai figli Simon e Stephen Cornwell. La seconda stagione della serie Il direttore di notte è arrivata su BBC One il 1° gennaio 2026 e su Prime Video l’11 gennaio. L’adattamento teatrale che David Eldridge ha tratto da La spia che venne dal freddo è rimasto in cartellone al @sohoplace fino a febbraio, prima di partire in tournée con Ralf Little nei panni di Leamas. Legacy of Spies, serie in otto episodi scritta da Stephen Cornwell e Clarissa Ingram, attinge a entrambi i romanzi con Leamas; Macfadyen è Smiley, Charlie Hunnam è Leamas, Daniel Brühl interpreta Fiedler, l’ufficiale della Stasi, e Hugh Laurie è Control. Le riprese si sono concluse a settembre e la data della prima non è ancora stata fissata. E il 5 novembre il figlio Nicholas, che firma come Nick Harkaway, pubblica The Taper Man, seguito di Karla’s Choice (2024), che porta Smiley a Los Angeles nel 1965.

Letti in ordine, i romanzi mostrano uno schema chiaro. A le Carré non è mai interessato chi vince la partita. Voleva sapere quanto costa ai giocatori, e quella domanda non è passata di moda.

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