Autori

Mick Herron, il pendolare di Oxford che ha trasformato gli scarti dell’MI5 nella miglior spy story britannica

Penelope H. Fritz
Aggiungici su Google
Mick Herron
Mick Herron
Photo: TimDuncan / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita11 luglio 1963
Newcastle upon Tyne
ProfessioneRomanziere
PremiMembro della Royal Society of Literature

Ogni mercoledì da metà settembre Gary Oldman si gratta, rutta e insulta chiunque gli capiti a tiro in un nuovo episodio di Slow Horses, e pochi tra quelli che lo guardano saprebbero riconoscere in mezzo alla folla l’uomo che ha inventato Jackson Lamb. A Mick Herron, a quanto pare, va bene così. Per gran parte della sua vita da scrittore ha fatto il revisore di testi per un bollettino di diritto del lavoro a Londra: prendeva il treno per tornare a Oxford e concedeva alla narrativa l’ora che gli restava la sera.

Da quel pendolarismo è uscito quello che molti critici oggi definiscono il miglior romanzo di spionaggio britannico dai tempi di John le Carré. I libri di Slough House seguono una squadra di agenti dell’intelligence interna, esiliati per i loro errori in un edificio malandato di Islington, lontano dal quartier generale di Regent’s Park, dove dovrebbero morire di noia e dove invece continuano a inciampare nel vero lavoro del Servizio. Herron sa ridere del fallimento come il genere raramente si era concesso, e prende altrettanto sul serio il prezzo che quel fallimento impone.

Michael Herron è nato a Newcastle upon Tyne l’11 luglio 1963, uno dei sei figli di un ottico e di una maestra d’asilo. Ha studiato letteratura inglese al Balliol College di Oxford, ha scritto poesie prima dei romanzi ed è rimasto in città, dove vive tuttora. Il lavoro che pagava le bollette, la revisione dell’IDS Employment Law Brief per Incomes Data Services, è durato fino al 2017. Rientrava a casa verso le sei e scriveva per un’ora.

Ha cominciato con il giallo. Down Cemetery Road (2003) ha fatto debuttare Zoë Boehm, sarcastica investigatrice privata di Oxford, ed entro il 2009 sono arrivati altri tre romanzi con lei. Poi, il 7 luglio 2005, gli attentati di Londra. Facendo ogni giorno il pendolare verso la città colpita, Herron ha cominciato a pensare ai servizi di sicurezza, e in particolare a chi al loro interno sbaglia. Il risultato è stato Slow Horses, pubblicato da Constable nel 2010.

Non ha venduto. Constable ha rifiutato il seguito per il mercato britannico e la serie è andata avanti grazie a Soho Press, negli Stati Uniti. Dead Lions ha vinto il Gold Dagger della Crime Writers’ Association nel 2013, e dal 2015 John Murray ha cominciato a ripubblicare i libri nel Regno Unito. I titoli successivi hanno continuato a raccogliere premi e candidature: Real Tigers, Spook Street (vincitore del CWA Ian Fleming Steel Dagger nel 2017), London Rules e Joe Country. Nel 2022 il settimo libro si è aggiudicato il Theakston Old Peculier Crime Novel of the Year, il premio al miglior crime dell’anno.

Il motore è Jackson Lamb. Herron ha raccontato che il personaggio deve qualcosa all’Andy Dalziel di Reginald Hill, e una volta, in un’intervista a The Guardian, ha confessato che guarda Lamb e pensa: «Mio Dio, l’ho scritto davvero io? Mia madre legge questa roba!». Veterano della Guerra fredda flatulento, fumatore accanito, all’apparenza nullafacente, Lamb difende i suoi cosiddetti brocchi con una ferocia che non ammetterebbe mai. Intorno a lui Herron costruisce una satira millimetrica di Whitehall: guerre di bilancio, fughe di notizie calibrate per i giornali del mattino, Diana Taverner che trama a Regent’s Park e agenti di basso rango costretti a pagare per decisioni prese molto più in alto.

Herron non ha mai lavorato nell’intelligence e lo considera un vantaggio. Il suo Servizio funziona come qualsiasi altro ufficio, meschino e a corto di fondi, pieno di persone che sbrigano lavori noiosi accanto a colleghi che non sopportano. Ha cominciato a leggere le Carré a quattordici anni, e il debito si sente nel clima morale dei libri, ma il tono è tutto suo: frasi che scartano da una battuta a una morte senza cambiare passo. Nel 2022 Jill Lepore si è chiesta sulle pagine di The New Yorker se fosse il miglior autore di spy story della sua generazione, e da allora la domanda gli è rimasta appiccicata addosso.

A renderlo famoso è stata la televisione. La serie Slow Horses di Apple è partita nell’aprile 2022 con Oldman, che era stato George Smiley nel film tratto da Tinker Tailor Soldier Spy, nei panni di Lamb, e Kristin Scott Thomas in quelli di Taverner. L’adattamento ha vinto due volte lo USC Scripter Award per la televisione, e a settembre Saul Metzstein ha conquistato l’Emmy per la regia di una serie drammatica con il finale della quinta stagione. La sesta, iniziata il 16 settembre e in chiusura il 21 ottobre, condensa Joe Country e il settimo romanzo in sei episodi. Apple ha già rinnovato la serie per un’ottava stagione, basata su Clown Town.

Il resto della sua libreria sta ricevendo lo stesso trattamento. Down Cemetery Road è arrivata su Apple TV nell’ottobre 2025 con Emma Thompson nel ruolo di Zoë Boehm e Ruth Wilson in quello della donna che la ingaggia, e a dicembre dello stesso anno è stata annunciata una seconda stagione. Sulla pagina, Herron ha continuato ad allargare il suo mondo: Bad Actors (2022), il romanzo autonomo The Secret Hours (2023) e Clown Town (2025), una storia di ricatti radicata nei Troubles nordirlandesi finita in diverse classifiche dei migliori libri dell’anno. Il 22 ottobre Watch the Quiet Snow riunisce in un unico volume rilegato i cinque racconti lunghi di Slough House.

Anche l’establishment si è adeguato. Nel 2024 Herron è stato eletto Fellow della Royal Society of Literature, e nel 2025 la Crime Writers’ Association gli ha assegnato il Diamond Dagger alla carriera, un premio che a suo tempo aveva ricevuto lo stesso le Carré. Vive ancora a Oxford, scrive ancora. La differenza è che chi prende il suo vecchio treno oggi sa benissimo chi sono i brocchi.

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.