Attori

Matthew Macfadyen, dalle umiliazioni di Tom in Succession al silenzio di George Smiley

Penelope H. Fritz
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Matthew Macfadyen
Matthew Macfadyen
Photo: Max / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita17 ottobre 1974
Great Yarmouth, Norfolk, England
ProfessioneAttore
Noto perOrgoglio e pregiudizio, Deadpool & Wolverine, Robin Hood
Premi2 Emmy · Golden Globe · 3 British Academy Television Award for Best Supporting Actor

Per gran parte della carriera Matthew Macfadyen è stato scambiato per un tipo d’attore, mentre dava il meglio di sé in un altro. Il pubblico lo ha conosciuto come protagonista romantico, tutto ritegno impacciato e struggimento in un campo avvolto dalla nebbia; lui ha poi ammesso di non essersi mai sentito a suo agio in quel ruolo. A renderlo indimenticabile sono stati invece uomini disposti a ingoiare umiliazioni pur di restare vicini al potere: un marito che entra per matrimonio in una dinastia dei media e sorride a ogni insulto, oppure un eccentrico che riesce a farsi strada nella cerchia di un presidente e poi gli spara. Il prossimo è George Smiley, una spia il cui metodo consiste proprio nel farsi sottovalutare.

La sua infanzia è stata scandita dagli spostamenti legati all’industria petrolifera. Figlio di Martin Macfadyen, ingegnere petrolifero, e di Meinir Owen, insegnante di recitazione che aveva fatto l’attrice, David Matthew Macfadyen è nato a Great Yarmouth, nel Norfolk, con nonni scozzesi da un lato e gallesi dall’altro. La famiglia seguì il lavoro del padre, compreso un periodo a Giacarta, e lui frequentò scuole nel Lincolnshire, in Scozia e in Indonesia, prima di approdare alla Oakham School, nel Rutland. Ancora adolescente, ottenne un posto alla Royal Academy of Dramatic Art.

Il teatro lo ha formato prima che arrivassero le telecamere. Uscito dalla RADA, dove studiò dal 1992 al 1995, entrò nella compagnia itinerante Cheek by Jowl, interpretando Antonio ne La duchessa di Amalfi e Benedick in Molto rumore per nulla. Nel 2005 fu il principe Hal al National Theatre in entrambe le parti di Enrico IV, accanto al Falstaff di Michael Gambon. Nel 2013 interpretò l’imperturbabile valletto in Jeeves and Wooster in Perfect Nonsense, spettacolo che vinse il Laurence Olivier Award come miglior nuova commedia.

La televisione lo ha fatto conoscere con Spooks, il dramma di spionaggio di BBC One in cui interpretava l’agente dell’MI5 Tom Quinn dal 2002 al 2004. Fu proprio sul set che incontrò Keeley Hawes, sua collega e, dal novembre 2004, sua moglie. L’anno successivo arrivò il ruolo cinematografico che avrebbe fissato la sua immagine pubblica: Joe Wright lo scelse per interpretare Mr Darcy in Orgoglio e pregiudizio, accanto a Keira Knightley. Il suo Darcy era più timido e impacciato di quello interpretato da Colin Firth nella serie televisiva britannica di dieci anni prima; il film conquistò un pubblico affezionato che, a distanza di vent’anni, continua a riscoprirlo.

Il cinema gli ha offerto ruoli di supporto incisivi, mentre la televisione gli ha affidato parti da protagonista. Ha interpretato il produttore televisivo John Birt in Frost/Nixon – Il duello di Ron Howard, il figlio Daniel, sopraffatto dagli eventi, in Funeral Party di Frank Oz e Oblonskij in Anna Karenina di Wright. Sul piccolo schermo, la seconda stagione di Criminal Justice, in cui vestiva i panni di un marito la cui crudeltà privata emerge solo dopo che la moglie lo accoltella, gli è valsa il BAFTA come miglior attore non protagonista. È stato Arthur Clennam in Little Dorrit, il Logan Mountstuart di mezza età in Any Human Heart e, per 36 episodi, l’ispettore capo Edmund Reid in Ripper Street, il poliziesco vittoriano che Amazon riportò in vita dopo che la BBC lo aveva cancellato.

Poi è arrivato Tom Wambsgans. In Succession di Jesse Armstrong, trasmessa da HBO dal 2018 al 2023, Macfadyen interpretava l’ambizioso arrivato dal Midwest che sposa una componente della famiglia Roy e trascorre quattro stagioni subendo disprezzo, riversandolo sul cugino Greg, interpretato da Nicholas Braun, e aspettando il momento giusto. Il personaggio trasformò il suo talento per il disagio in uno dei motori della serie, e nell’episodio finale Tom ottenne il posto per cui i figli dei Roy avevano lottato per tutta la storia. Vinse due Emmy come miglior attore non protagonista in una serie drammatica, per la terza e la quarta stagione, oltre a un Golden Globe e ad altri due BAFTA.

Quel successo ha consolidato un’immagine tutta sua. Macfadyen ha dichiarato apertamente di non essersi divertito a interpretare Darcy: a CBS ha detto di essersi sentito «un po’ fuori parte» e di non essere «abbastanza affascinante», paragonando il personaggio a Tom «in una versione da stronzo aziendale». La battuta coglie un aspetto reale: il casting continua a ricondurlo a un’algida inquietudine tutta inglese, e i progetti costruiti attorno a lui dopo Succession non sono sempre stati all’altezza delle sue interpretazioni. Stonehouse, il dramma di ITV sul politico laburista che inscenò la propria morte, in cui recitava accanto a Hawes ed era anche produttore esecutivo, gli è valso ottime recensioni, ma anche critiche per aver preferito la commedia sarcastica all’approfondimento psicologico. The Miniature Wife – Un piccolo problema, la sua serie per Peacock con Elizabeth Banks uscita in primavera, ha diviso la critica: alcuni l’hanno trovata deliziosa, mentre Variety l’ha definita divertente ma prolissa e The Hollywood Reporter estremamente frustrante. Death by Lightning, che gli ha fruttato alcune delle recensioni più calorose degli ultimi anni, quest’anno ha raccolto quattro candidature agli Emmy, una per Nick Offerman e nessuna per lui.

Niente di tutto questo ha rallentato il suo lavoro. Nell’adattamento della ricostruzione storica di Candice Millard sull’assassinio, Death by Lightning gli ha affidato il ruolo di Charles Guiteau, l’uomo che sparò al presidente James Garfield, interpretato da Michael Shannon. In Deadpool & Wolverine era Mr. Paradox, l’ossequioso agente della Time Variance Authority della Marvel, e in Holland ha recitato accanto a Nicole Kidman. Dà voce a Lord Voldemort in Harry Potter: The Full-Cast Audio Editions di Audible e, in The Miniature Wife – Un piccolo problema, di cui è anche produttore esecutivo, interpreta Les Littlejohn, uno scienziato il cui incidente in laboratorio rimpicciolisce la moglie fino a farla diventare alta appena quindici centimetri.

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Il progetto più importante tra i prossimi impegni è Legacy of Spies, la serie di BBC e MGM+ tratta dai romanzi di John le Carré, in cui interpreta George Smiley, personaggio già portato sullo schermo da Alec Guinness e Gary Oldman. Diretta da Michael Lennox e Claudia Llosa e girata a Praga a partire da aprile, la serie vede Charlie Hunnam nei panni di Alec Leamas, Hugh Laurie in quelli di Control e Dan Stevens in quelli di Bill Haydon; Macfadyen è anche produttore. Alla fine di settembre la BBC ha diffuso le prime immagini dell’attore nei panni di Smiley; la data della première non è ancora stata annunciata.

Altri due progetti sono in attesa. In You Are Here, adattamento in otto episodi del romanzo di David Nicholls diretto da Lenny Abrahamson e realizzato da BBC e Starz, lui e Claire Foy interpretano due sconosciuti di mezza età che finiscono per percorrere il Coast to Coast, il sentiero che attraversa il nord dell’Inghilterra. In Séance on a Wet Afternoon di Tomas Alfredson, scritto da Jack Thorne, è Billy, accanto a Rachel Weisz: il marito coinvolto nel disperato piano di una medium, nel romanzo di Mark McShane.

Lontano dal set, Macfadyen, che compie 52 anni il 17 ottobre, e Hawes hanno due figli; lui è inoltre il patrigno del figlio che lei ha avuto dal primo matrimonio. Smiley è l’opposto di Tom Wambsgans: un uomo il cui potere dipende dal fatto che nessuno si accorga della sua presenza. Quando Legacy of Spies arriverà su BBC One e MGM+, vedremo se l’attore che ha perfezionato l’arte di passare inosservato riuscirà a farne il fulcro stesso del personaggio.

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