Attori

Imelda Staunton, la Umbridge di Harry Potter che a Londra ha vinto cinque Olivier

Penelope H. Fritz
Aggiungici su Google
Imelda Staunton
Imelda Staunton
Photo: Imelda_Staunton.jpg: Manon PRESNE derivative work: Old Moonraker (talk) / CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita9 gennaio 1956
Archway, London, England
ProfessioneAttrice e cantante
Noto perHarry Potter e i Doni della Morte – Parte 1, Harry Potter e l'ordine della fenice, Maleficent
PremiBAFTA · Volpi Cup for Best Actress, Venice Film Festival · European Film Award for Best Actress · Laurence Olivier Award for Best Actress in a Musical · Laurence Olivier Award for Best Performance in a Supporting Role · SAG (condiviso) · Dame Commander of the Order of the British Empire

Gran parte del mondo ha conosciuto Imelda Staunton nei panni di una donna con un cardigan rosa che si schiarisce la voce prima di farti del male. Dolores Umbridge, l’inquisitrice di Hogwarts con i piatti decorati da gattini e la penna per le punizioni, le ha dato un volto riconoscibile ben oltre il cinema; più tardi, The Crown le ha affidato il volto più sorvegliato della vita pubblica britannica. Entrambi i ruoli le chiedevano di trattenere tutto. Nei teatri londinesi, invece, da mezzo secolo fa l’opposto: canta Sondheim e Jerry Herman fino all’ultima fila della galleria e, nel frattempo, ha collezionato cinque premi Olivier. Lo schermo la ingaggia per la sua misura. È sul palcoscenico che si lascia andare, e la distanza tra queste due carriere racconta di lei più di ciascuna presa singolarmente.

L’orecchio musicale le viene da casa. Staunton è cresciuta sopra un salone da parrucchiere ad Archway, nella zona nord di Londra, unica figlia di genitori irlandesi della contea di Mayo: Joseph, operaio, e Bridie, che tagliava i capelli nel negozio e suonava la fisarmonica e il violino nelle showband irlandesi pur non sapendo leggere una nota. Alla La Sainte Union, una scuola cattolica femminile, un’insegnante di dizione la indirizzò verso le recite scolastiche, tra cui una parte di Polly Peachum in The Beggar’s Opera. La Central School of Speech and Drama e la Guildhall la respinsero entrambe. La Royal Academy of Dramatic Art la ammise a diciotto anni.

Nata il 9 gennaio 1956, Staunton lasciò l’accademia nel 1976 per sei anni di teatro di repertorio, compreso un periodo al Northcott Theatre di Exeter, dove nel 1979 interpretò la Saint Joan di Shaw. Al National Theatre, nel 1982, tornò a The Beggar’s Opera, questa volta nel ruolo di Lucy Lockit, l’altra donna nel triangolo amoroso di Macheath; nella stessa stagione, con Guys and Dolls, conobbe l’attore Jim Carter, che avrebbe sposato. Il suo primo Olivier arrivò nel 1985: un premio come miglior attrice non protagonista condiviso per A Chorus of Disapproval al National e The Corn Is Green all’Old Vic. Il secondo le fu assegnato per la Moglie del Fornaio nella prima produzione londinese di Into the Woods di Sondheim.

Per gran parte degli anni Novanta, il cinema la considerò un volto affidabile da collocare ai margini dell’inquadratura. Kenneth Branagh la volle in Gli amici di Peter e Molto rumore per nulla; Ang Lee le affidò il ruolo di Charlotte Palmer in Ragione e sentimento; fece parte del cast corale di Shakespeare in Love, premiato collettivamente con uno Screen Actors Guild Award.

Poi Mike Leigh costruì Il segreto di Vera Drake intorno a lei. Staunton interpretava una vivace domestica londinese nel 1950 che, all’insaputa della famiglia, aiuta giovani donne a interrompere le gravidanze. La sua interpretazione non cercava indulgenza: Vera non pensa di fare nulla di straordinario, ma la legge la pensa diversamente. Il film vinse il Leone d’oro a Venezia, mentre Staunton si aggiudicò la Coppa Volpi, il premio European Film Award e il BAFTA come miglior attrice, oltre a una candidatura all’Oscar.

Non arrivò, come spesso accade dopo un riconoscimento di quel calibro, una serie di ruoli da protagonista. Ci furono Nanny McPhee – Tata Matilda, Freedom Writers e Cranford della BBC, in cui comparvero anche Carter e la loro figlia Bessie. Poi, nel 2007, arrivò Umbridge in Harry Potter e l’Ordine della Fenice: sadismo burocratico pronunciato con un sussurro da bambina, ripreso in Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1. Nel 2012 interpretò Alma Reville, moglie e collaboratrice di Alfred Hitchcock, nel film HBO The Girl – La diva di Hitchcock, ottenendo candidature ai BAFTA Television e agli Emmy.

Il teatro, intanto, le offriva i ruoli che il cinema non le affidava. A Chichester interpretò Mrs Lovett in Sweeney Todd, accanto a Michael Ball, e poi Mama Rose in Gypsy, una parte pensata per una star capace di divorarsi la scena; entrambe le produzioni si trasferirono nel West End e le valsero un Olivier, rispettivamente nel 2013 e nel 2016. Nel 2017 fu Martha in Who’s Afraid of Virginia Woolf? e Sally in Follies al National Theatre. Sullo schermo prestò la voce a zia Lucy in Paddington e nei suoi sequel, interpretò l’attivista gallese Hefina Headon in Pride e la dama di compagnia della regina Mary in Downton Abbey, film in cui suo marito veste i panni del maggiordomo Carson.

È questo squilibrio l’aspetto più scomodo della sua storia. Dopo Il segreto di Vera Drake, il cinema britannico e quello americano avevano a disposizione un’attrice protagonista di rara precisione, ma perlopiù la impiegarono come zia, cattiva, fata o voce fuori campo. The Crown le ha finalmente affidato un ruolo da protagonista sullo schermo: Elisabetta II nella quinta e nella sesta stagione. L’accoglienza, però, è stata contrastante. Il critico di TIME ha definito la sua regina «impassibile fino a risultare indecifrabile» e scritto che l’interpretazione «è priva di interiorità», anche se la recensione attribuiva buona parte di quella distanza alle sceneggiature di Peter Morgan. Le giurie dei premi non erano d’accordo: Staunton ha ricevuto una candidatura al Golden Globe per entrambe le stagioni, oltre che ai BAFTA e agli Emmy. L’8 settembre 2022 stava girando nei panni della regina quando arrivò la notizia della morte di Elisabetta II; lei e Lesley Manville portarono a termine il lavoro della giornata prima che le riprese si fermassero.

YouTube video

Ancora una volta, a rispondere per primo è stato il teatro. Nell’estate del 2024 ha interpretato Dolly Levi in Hello, Dolly! al London Palladium; nell’aprile 2025 quella prova le ha fruttato un quinto Olivier, il quarto come miglior attrice in un musical, che ha dedicato alla madre scomparsa. L’estate precedente era stata nominata Dama nell’ambito delle onorificenze assegnate per il compleanno del Re. Nel 2025 è tornata nel West End con la ripresa di Mrs Warren’s Profession di Shaw diretta da Dominic Cooke al Garrick, nel ruolo della protagonista accanto a Bessie Carter, sua figlia da cui è separata: per la prima volta le due hanno condiviso il palcoscenico. A ottobre, National Theatre Live ha portato la produzione nelle sale cinematografiche.

In & Sons di Pablo Trapero, scritto da Sarah Polley a partire dal romanzo di David Gilbert, interpreta Isabel Platt accanto a Bill Nighy; il film è stato presentato in anteprima a Toronto nel settembre 2025 ed è arrivato nei cinema britannici il 21 agosto 2026. Il 15 settembre 2026 BritBox ha lanciato Tommy & Tuppence, una rivisitazione contemporanea in sei episodi delle storie investigative di Agatha Christie, con Antonia Thomas e Josh Dylan nei ruoli principali e Staunton in quello di zia Ada, una schietta investigatrice privata in pensione che un tempo dirigeva la Blunt’s Brilliant Detectives. Nello stesso mese la RADA l’ha nominata Honorary Fellow, mezzo secolo dopo che aveva varcato la soglia dell’accademia per l’ultima volta.

Staunton e Carter vivono a West Hampstead. Il prossimo progetto è una serie Netflix in sei episodi tratta dai racconti per adulti di Roald Dahl e adattata da Danny Brocklehurst, nella quale reciterà accanto a Nicola Coughlan, Toby Jones e Dominic West; la data di uscita non è stata ancora annunciata. La narrativa per adulti di Dahl si nutre di buone maniere che si trasformano in crudeltà, un registro che Staunton padroneggia fin dai tempi del cardigan. Resta da chiedersi se lo schermo le chiederà mai di offrire ciò che il pubblico londinese sa già che è in grado di dare.

Film principali

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.