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Holly Mae Brood, il cognome di Herman Brood e una serie tutta sua a Barcellona

Penelope H. Fritz
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Holly Mae Brood
Holly Mae Brood
Photo: &C YouTube channel / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita25 novembre 1994
Amsterdam, Paesi Bassi
ProfessioneAttrice e conduttrice televisiva
Noto perThe Takeover, Hart Beat, Vicious

Il cognome è arrivato prima di qualsiasi ruolo. Nei Paesi Bassi, Brood vuol dire ancora Herman Brood, il cantante rock e pittore la cui voce e le cui tele sono sopravvissute a lui ad Amsterdam, e Holly Mae Brood ha passato tutta la sua vita pubblica a fare i conti con quel nome. Ha costruito la propria carriera seguendo due strade in parallelo: la televisione d’intrattenimento in prima serata, dove è uno dei volti più familiari del Paese, e la recitazione, ambito in cui da un decennio cerca di dimostrare di essere più di una celebrità con un cognome famoso. Quest’anno Videoland le ha dato la risposta più chiara di sempre: una serie costruita intorno a lei.

Herman Brood non era suo padre biologico, e lei non l’ha mai nascosto. Sua madre, Xandra Jansen, era sposata con Herman quando Holly nacque ad Amsterdam. Il padre biologico era il parrucchiere e truccatore Leo Spindelaar, con cui la madre aveva una relazione di lunga data, di cui Herman era al corrente. Holly ricevette il cognome Brood alla nascita e considera Herman suo padre. Sua madre le raccontò tutta la storia quando aveva nove anni; Holly ha detto di essersi infuriata all’inizio e che Spindelaar, morto quando lei era adolescente, fu una presenza costante e amata, senza però essere un padre per lei. Herman morì quando Holly aveva sei anni. Al suo funerale al Paradiso, salì sul palco per cantare un successo pop per bambini perché, come avrebbe ricordato in seguito, un palco così grande sembrava richiedere qualcosa.

Il palcoscenico entrò presto nella vita di una bambina nata il 25 novembre 1994. Cominciò a danzare a sei anni, lavorò come ballerina per il Junior Songfestival e per il coro di bambini Kinderen voor Kinderen e, nel 2006, fu scelta tra i membri del coro per cantare da solista. Seguì una parte nel musical Ciske de Rat, poi la formazione di danza all’accademia Lucia Marthas. Nel 2011 pubblicò una nuova versione in duetto di «When I Get Home» di Herman Brood, con la sua voce accostata a quella di lui. Nel 2014 partecipò alla settima stagione di Holland’s Next Top Model, classificandosi a pari merito al settimo posto.

La recitazione arrivò quasi per caso. Il suo primo lavoro fu la commedia slasher SneekWeek, uscita nel 2016, in cui recitava al fianco di Marly van der Velden. I responsabili del casting di Goede tijden, slechte tijden, la soap più longeva del Paese, videro il film e la vollero per il ruolo della sorella del personaggio interpretato da van der Velden. Nel 2016 entrò nella soap nei panni di Amy Kortenaer e, nel giro di circa sei mesi, si ritrovò protagonista del suo spin-off, Nieuwe Tijden, la prima serie originale mai realizzata da Videoland, andata in onda per tre stagioni fino al 2018. Al provino per quella serie conobbe l’attore Soy Kroon, suo compagno dal 2016.

Da quel momento la sua carriera si è divisa in due. Da una parte è arrivato l’intrattenimento: nel 2018 lei e Kroon hanno vinto il programma di danza Dance Dance Dance, aggiudicandosi 100.000 euro da destinare in beneficenza; dal 2019 ha co-condotto la versione olandese-fiamminga di Love Island con Viktor Verhulst; nel 2021 è stata una delle traditrici della prima stagione di De Verraders. Dall’altra parte c’è stata la recitazione. Nel 2019 e nel 2020 Ivo van Hove l’ha scelta per il ruolo di Maemi in Lazarus, il musical di David Bowie, al teatro DeLaMar di Amsterdam. Ha interpretato Kelly Matulessy, l’assistente del personaggio di Angela Schijf, nel dramma Videoland Meisje van Plezier, è stata protagonista del thriller Vals e ha recitato nella commedia corale Alles is zoals het zou moeten zijn e nel suo sequel.

La svolta, almeno sulla carta, è stata The Takeover, un thriller olandese di Netflix diretto da Annemarie van de Mond e uscito il 1º novembre 2022. Brood ne è la protagonista nel ruolo di Mel Bandison, un’hacker etica che sventa una violazione dei dati su un autobus a guida autonoma e viene poi incastrata per omicidio tramite un video deepfake. I dati settimanali di Netflix hanno registrato circa 25,9 milioni di ore di visione nella prima settimana. I critici olandesi sono stati molto meno indulgenti: TV Gids ha definito il film un lavoro pasticciato. Questa distanza tra pubblico e critica è una chiave di lettura onesta per buona parte della sua carriera, finora. Le sue opere più viste raramente sono state anche le più apprezzate, e la notorietà ottenuta come conduttrice ha un doppio effetto: riempie le sale e le code delle piattaforme, ma la tiene anche sotto i riflettori dei tabloid, dove il cognome Brood, la sua relazione e i vecchi servizi fotografici ricevono più spazio delle sue interpretazioni. Ha detto che quel cognome le mette pressione e la spinge a dare il meglio; l’ostacolo maggiore potrebbe però essere il ruolo da presentatrice, che rende più difficile per il pubblico dimenticare chi sta interpretando.

I ruoli più recenti hanno cominciato a riequilibrare la situazione. Nel febbraio 2024 Videoland ha lanciato PATTY, il dramma in cinque episodi di Will Koopman sulla cantante e conduttrice Patty Brard, in cui Brood interpreta la giovane Patty negli anni del gruppo femminile, mentre Eva van de Wijdeven veste i panni della sua versione adulta. Nello stesso anno ha avuto ruoli da protagonista in tre film usciti al cinema, De Break-Up Club, Tegendraads e Schitterend, e ha inciso la canzone che dà il titolo a quest’ultimo insieme alla band I.O.S. Nel marzo 2025 ha condotto la prima stagione del programma di incontri di Videoland I Kissed a Girl.

È arrivato poi un ruolo da protagonista in un film di genere. In Amsterdamned II, sequel di Dick Maas del thriller del 1988 ambientato nei canali, uscito nelle sale olandesi nel dicembre 2025, interpreta Tara Lee, una giovane detective ambiziosa che convince Eric Visser, il personaggio di Huub Stapel ormai in pensione, a tornare a dare la caccia a un assassino nei canali. Per il ruolo ha preso lezioni di motocicletta e ha girato da sola gran parte delle acrobazie. Le recensioni sono state contrastanti, più benevole con l’azione che con la sceneggiatura, ma il film ha venduto oltre 100.000 biglietti, ottenuto un Golden Film e si è classificato tra i cinque film olandesi più visti del 2025.

Nell’aprile 2026 è entrata nella serie crime di Videoland Rippers, ambientata nel contesto di una guerra tra bande a Eindhoven, nel ruolo di Ava. A luglio, durante una commemorazione ad Amsterdam per i 25 anni dalla morte di Herman Brood, ha detto che ciò che più la rattristava era che lui non l’avesse vista crescere e non avesse mai conosciuto Kroon.

Il prossimo progetto è quello che lei stessa ha definito un ruolo che potrebbe diventare davvero suo. La Vida Barcelona, una dramedy romantica in otto episodi prodotta da Millstreet Films per Videoland, la vede nei panni di Juul (Julia nei materiali in lingua inglese), figlia di una potente figura olandese del mondo del design, mandata sotto copertura a sabotare un’agenzia rivale a Barcellona. Ma la città, il lavoro e due uomini finiranno per farle cambiare rotta. Nel cast ci sono Priscilla Delgado, Greta Fernández, Martiño Rivas e Agustín Della Corte. La prima stagione, girata a Barcellona e Amsterdam, arriverà su Videoland nel 2027 ed è già stata venduta in Germania. Prima, la vedremo nel ruolo di Amira in De bovenburen, diretto da Simone van Dusseldorp e atteso nelle sale olandesi all’inizio del 2027. Per la prima volta, il progetto che porta il suo nome viene venduto all’estero facendo leva sulla sua interpretazione, non sul suo cognome.

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