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David Spade, la spalla di Un weekend da bamboccioni che si produce i film da solo

Penelope H. Fritz
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David Spade
David Spade
Photo: Kingkongphoto & www.celebrity-photos.com from Laurel Maryland, USA / CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita22 luglio 1964
Birmingham, Michigan, United States
ProfessioneAttore e comico
Noto perLe follie dell'imperatore, Hotel Transylvania, Hotel Transylvania 2
PremiMTV Movie Award for Best On-Screen Duo · Star on the Hollywood Walk of Fame

C’è un sequel che David Spade non farà. Qualcuno gli ha proposto un seguito di Tommy Boy incentrato sui figli ormai adulti dei due personaggi originali, con il suo a guidarli lungo l’autostrada, ma lui ha detto di no. «Non riesco a immaginare una storia senza Chris Farley», ha detto a Theo Von nel podcast di quest’ultimo. «Era lui il film». Quel rifiuto racconta di Spade più di qualsiasi battuta-tormentone abbia mai pronunciato. Il suo lavoro migliore è sempre nato dall’essere metà di una coppia; ha perso il suo primo partner quando era ancora giovane e, nei decenni successivi, ha continuato a mettere insieme nuovi duo comici, senza mai fingere che uno di loro potesse sostituire l’originale.

Il sarcasmo aveva un’origine. Il ragazzo che avrebbe fatto della condiscendenza il proprio mestiere è cresciuto con pochi soldi a Scottsdale, in Arizona, un sobborgo costruito per chi ne aveva in abbondanza. Da piccolo era arrivato lì da Birmingham, in Michigan, la città in cui era nato; i suoi genitori si separarono poco dopo e sua madre Judith, scrittrice e redattrice, crebbe lui e i suoi fratelli maggiori Bryan e Andy per lo più da sola.

Lasciò l’Arizona State University per dedicarsi alla stand-up e un’esibizione all’Improv di Los Angeles gli procurò una piccola parte in Police Academy 4, uscito nel 1987, quando Spade, nato il 22 luglio 1964, aveva appena 22 anni. In seguito Dennis Miller lo aiutò a entrare nel cast di Saturday Night Live, dove iniziò nel 1990 come autore per poi passare presto davanti alla telecamera. Fu lì che trovò il personaggio che interpreta ancora oggi: il guardiano annoiato. Alla reception della Dick Clark Productions accoglieva i volti più famosi del mondo con un secco «E lei chi è?», mentre nel suo «Hollywood Minute» lanciava frecciate in una sola battuta alle celebrità, da dietro una scrivania da telegiornale. In un cast che comprendeva anche Adam Sandler, Chris Rock e Rob Schneider, diventò l’esile contrappeso biondo di Farley.

Quella coppia arrivò al cinema. In Tommy Boy, nel 1995, Farley era una palla demolitrice e Spade l’uomo che osservava il disastro con un sopracciglio alzato; La pecora nera ripropose la formula l’anno dopo e i due si aggiudicarono insieme l’MTV Movie Award per il miglior duo sullo schermo. Era previsto un terzo film. Nel dicembre 1997 Farley morì per overdose a 33 anni. Spade non andò al funerale e la sua assenza alimentò le voci di un litigio, che da anni cerca di smentire. «Non sarei riuscito a entrare in una stanza in cui Chris era dentro una bara», disse in seguito.

La televisione gli offrì la stabilità che il cinema non poteva dargli. Nei panni di Dennis Finch, l’assistente intrigante di Just Shoot Me!, in onda sulla NBC dal 1997 al 2003, trasformò il receptionist di SNL in un personaggio da sitcom a tutto tondo e ottenne una candidatura agli Emmy e due ai Golden Globe. Diede la voce a Kuzco, l’imperatore vanitoso trasformato in lama, in Le follie dell’imperatore della Disney, e insieme a Fred Wolf si inventò un mullet e un ruolo da protagonista in Le avventure di Joe Dirt. Dopo la morte di John Ritter entrò nell’ultima stagione di 8 Simple Rules, poi interpretò per sette stagioni Russell, l’amico single senza peli sulla lingua, in Le regole dell’amore della CBS.

La sua seconda collaborazione di lungo corso fu con un gruppo, non con una sola persona. Sandler lo volle in Un weekend da bamboccioni e nel suo sequel, insieme a Kevin James, Rock e Schneider, e i due film ottennero entrambi un grande successo commerciale. Diede anche vita a Griffin, l’uomo invisibile della serie animata Hotel Transylvania, un ruolo adatto a un comico il cui istinto è restare appena fuori dall’inquadratura e commentare.

Non è difficile costruire un atto d’accusa contro Spade. Il suo materiale più tagliente era fatto di cattiverie rivolte verso l’alto, ma a volte colpiva il bersaglio sbagliato: una battuta di «Hollywood Minute» del dicembre 1995, in cui definiva Eddie Murphy una stella in declino, gli costò la simpatia dell’attore fino a un incontro casuale nel 2011. Gli anni al fianco di Sandler gli hanno garantito sicurezza al prezzo dell’ambizione, mentre il ruolo en travesti in Jack and Jill gli è valso un Razzie come peggior attrice non protagonista. Neanche la seconda serata televisiva ha fatto per lui: Lights Out with David Spade, in onda su Comedy Central dal 2019 al 2020, non è stato rinnovato. Persino Dandelion, il suo speciale di stand-up del 2025 per Prime Video, è sembrato a diversi recensori stranamente prudente per un uomo la cui fama si è costruita sull’esatto contrario.

Fuori dal palcoscenico, la fama ha mostrato un volto più duro. Nel 2000 un suo ex assistente lo aggredì con una pistola stordente mentre dormiva; in seguito l’uomo si dichiarò colpevole. Nel giugno 2018 sua cognata, la designer Kate Spade, sposata con suo fratello Andy, morì suicida e lui donò 100.000 dollari alla National Alliance on Mental Illness. Nel memoir del 2015, Almost Interesting, scrisse di Farley, dell’assistente e della faida con Murphy. Ha una figlia, Harper, avuta con la modella Jillian Grace.

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Il suo lavoro attuale assomiglia molto alla vecchia formula, ma con nuovi compagni. Da gennaio 2022 conduce insieme a Dana Carvey, suo collega di SNL, Fly on the Wall, un podcast di aneddoti dietro le quinte che ha già generato uno spin-off, Superfly; inoltre si alterna con Nikki Glaser in una serie di spettacoli a Las Vegas, al Caesars Palace. Nell’aprile 2026 sono usciti due film a una settimana di distanza l’uno dall’altro. In Outcome – Hollywood non dimentica di Jonah Hill, su Apple TV, interpreta Buddy, il vicino della star tormentata interpretata da Keanu Reeves. Busboys è stato un progetto più personale: una commedia che ha scritto, prodotto e finanziato insieme a Theo Von, interpretando Markie, uno dei due amici convinti che fare i camerieri possa rimettere a posto le loro vite. Spade ha mantenuto il budget sotto i 3,5 milioni di dollari. Senza il sostegno di uno studio e con pochissime recensioni, il film è uscito in circa 800 sale e ha incassato intorno ai 2,6 milioni di dollari in Nord America: una cifra modesta, che tuttavia ha sostenuto la tesi secondo cui i comici dovrebbero essere proprietari delle proprie opere.

La prossima coppia è quella di sempre. Da agosto 2026 sta girando Grown Ups 3 per Netflix, prima nel New Jersey e poi in Italia, con Kyle Newacheck alla regia e Sandler, James, Rock e Schneider di nuovo insieme nei panni degli stessi amici, ormai sessantenni. La storia li porta in Europa per disperdere le ceneri di un amico morto; le riprese dovrebbero concludersi a metà ottobre e Netflix non ha ancora fissato una data d’uscita. Un film su uomini che non vogliono lasciare in silenzio un amico morto è, in fondo, il tema su cui Spade lavora da gran parte della sua vita.

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