Documentari

Norm: la storia di Norm Macdonald su Netflix, dal Weekend Update ai video girati dai fan

Martha O'Hara
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Nel trailer, la prima immagine è una barra di ricerca. Qualcuno cerca le battute di Norm Macdonald e i risultati lasciano spazio a un montaggio dei suoi vecchi sketch televisivi, tra cui quelli di Saturday Night Live. Norm: la storia di Norm Macdonald, il documentario di lungometraggio diretto da Judd Apatow per Netflix, si fonda proprio su questa idea. Non c’è nessuno seduto in uno studio illuminato a spiegare Macdonald a posteriori. Il film è composto interamente da materiali d’archivio, foto personali e video girati in casa, molti dei quali inviati da fan e amici: così il comico che per tutta la carriera si è rifiutato di spiegare le proprie battute finisce per raccontare la sua vita.

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Apatow dirige e produce il film insieme ad Amanda Rohlke e Ross M. Dinerstein. Accanto a Macdonald ci sono i volti di chi ha condiviso con lui palchi e divani, che compaiono come lui attraverso filmati: tra gli altri Adam Sandler, David Letterman, Jim Carrey, Conan O’Brien, David Spade, Dave Chappelle e Sarah Silverman. La sinossi di Netflix segue il suo percorso, dagli anni in cui era il conduttore impassibile del Weekend Update di Saturday Night Live alla reputazione che gli è sopravvissuta: quella di un comico amatissimo dagli altri comici, «maestro dell’assurdo, dell’umorismo secco e dell’imprevisto».

Il metodo è nato da un appello pubblico. Quando Apatow ha annunciato il progetto su Instagram, non ha chiesto interviste, ma filmati: «Ci servono foto e video di Norm Macdonald per un documentario che stiamo realizzando per @netflix. Se conoscete interviste o video interessanti di cui magari non abbiamo sentito parlare o che potremmo non riuscire a trovare da soli, ci sarebbero molto utili anche quelli». Un documentario su uno dei volti più riconoscibili della televisione è stato quindi realizzato, almeno in parte, grazie ai contributi di chi aveva puntato una videocamera su di lui.

La scelta è significativa, se si pensa a chi fosse Macdonald lontano dalle telecamere. Era notoriamente riservato. Ha combattuto contro il cancro per circa nove anni senza parlarne quasi con nessuno; gran parte del pubblico ha appreso della malattia nello stesso momento in cui ha saputo che era morto, a 61 anni, di leucemia. I materiali stampa del film descrivono un ritratto che si addentra nella sua vita privata e nei problemi di salute mai rivelati, mantenendo però al centro del racconto lui, e non un gruppo di persone in lutto.

Il materiale di partenza proviene da fonti che non erano mai state pensate per stare una accanto all’altra, e l’impostazione lascia intendere che il film non finga il contrario. Le riprese televisive dalla scrivania del telegiornale, le apparizioni nei talk show della seconda serata, il suo podcast con il collaboratore di lunga data Adam Eget, le foto personali e i video casalinghi inviati dai fan: ogni fonte ha immortalato un Macdonald leggermente diverso, il dipendente di una rete televisiva, l’ospite, il conduttore, l’amico. Un film costruito interamente con materiali d’archivio è, in pratica, un collage, e anche le giunture tra i vari frammenti fanno parte di ciò che lo spettatore interpreta.

La carriera documentata da queste immagini è ben nota. Macdonald è nato a Quebec City, si è fatto le ossa al Yuk Yuk’s di Ottawa e si è fatto conoscere al Just for Laughs di Montreal, prima di approdare a Saturday Night Live. Alla fine del 1997 la NBC lo ha allontanato dalla scrivania del Weekend Update; l’anno successivo è stato protagonista di Dirty Work, diretto da Bob Saget, e ha trasformato il divano dei talk show nel suo vero palcoscenico. La battuta sulla falena raccontata nello show di Conan O’Brien — una storia che impiega minuti per arrivare a una conclusione costruita su un singolo, normalissimo dettaglio — è il tipo di clip che i fan continuano a condividersi. È anche il genere di preparazione paziente che gli è valso, fin dall’inizio, l’etichetta di comico amatissimo dagli altri comici.

Per Apatow, questo è il nuovo capitolo di un progetto coltivato per anni: documentare i comici che lo hanno influenzato. The Zen Diaries of Garry Shandling si basava sui diari privati di Shandling, George Carlin’s American Dream ripercorreva i decenni trascorsi da Carlin sul palco e Bob and Don: A Love Story raccontava l’amicizia tra Bob Newhart e Don Rickles. I film su Shandling e Carlin alternavano materiali d’archivio e nuove interviste. Norm: la storia di Norm Macdonald elimina del tutto le interviste inedite: un vincolo più rigoroso, che affida interamente il senso del racconto al montaggio.

Netflix aveva già raccontato Macdonald. Nothing Special, lo speciale di un’ora registrato da solo in casa prima di una procedura medica, è arrivato sulla piattaforma dopo la sua morte, come l’ultimo spettacolo di un uomo che sapeva cosa lo aspettava ma non lo aveva detto sul palco. Il nuovo documentario allarga l’inquadratura: da un’ora a un’intera vita, e dalla sua unica videocamera ai filmati raccolti da quelle degli altri.

Ed è qui che la promessa del film si trasforma in una domanda aperta. Anche un ritratto costruito interamente con materiali d’archivio ha un autore: Apatow e i suoi montatori decidono quale clip risponde a un’altra, dove una battuta arriva a segno e dove lasciare spazio al silenzio. «Con la sua stessa voce» è una promessa affidata al montaggio. Per anni Macdonald ha scelto che cosa il pubblico non dovesse sapere di lui. Si può raccontare con le sue parole un uomo che ha custodito la propria riservatezza con tanta cura, se è un’altra persona a scegliere quali parole conservare?

Norm: la storia di Norm Macdonald è una storia vera? Sì. È un documentario sul comico canadese, realizzato con autentici materiali d’archivio, fotografie e video girati in casa.

Chi compare nel film? Norm Macdonald, attraverso materiali d’archivio, insieme ad Adam Sandler, David Letterman, Jim Carrey, Conan O’Brien, David Spade e Dave Chappelle, anch’essi presenti in filmati d’archivio.

Norm Macdonald laughing during a television interview
Archive footage of Norm Macdonald in Norm: The Tale of Norm Macdonald. Photo: Netflix

Ci sono nuove interviste? No. Secondo Netflix, il film è composto interamente da materiali d’archivio, foto personali e video girati in casa e forniti da amici e fan.

Norm: la storia di Norm Macdonald debutterà in tutto il mondo su Netflix il 16 ottobre 2026, un giorno prima di quello che sarebbe stato il 67º compleanno di Macdonald. Negli Stati Uniti il film è vietato ai minori di 17 anni se non accompagnati da un adulto. Macdonald è morto il 14 settembre 2021.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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