Attori

Dave Chappelle, il comico che rinunciò a 50 milioni di dollari e da allora detta soltanto le sue regole

Penelope H. Fritz
Aggiungici su Google
Dave Chappelle
Dave Chappelle
Photo: John Bauld from Toronto, Canada / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita24 agosto 1973
Washington, D.C., United States
ProfessioneComico di stand-up, attore e sceneggiatore
Noto perA Star Is Born, Con Air, C'è post@ per te
Premi5 Emmy · 6 Grammy · Mark Twain Prize for American Humor

All’apice del programma di sketch più chiacchierato d’America, Dave Chappelle salì su un aereo diretto in Sudafrica e non tornò per finirlo. Si lasciò alle spalle un contratto che, secondo le indiscrezioni, valeva cinquanta milioni di dollari, una terza stagione registrata solo a metà e un’industria convinta che avesse perso la ragione. A distanza di due decenni, quel passo indietro sembra meno un crollo che l’atto fondativo di tutto ciò che ha fatto da allora. Chappelle lavora quando vuole, dove vuole e su materiale che si rifiuta di addolcire: condizioni che gli sono costate una parte del pubblico, rendendo però il resto ancora più fedele.

È anche uno dei rari comici le cui battute finiscono regolarmente per diventare notizie a sé. Uno speciale di Chappelle viene recensito come un film, discusso come un editoriale e, in più di un caso, contestato davanti agli uffici della società che lo ha trasmesso in streaming. Non sembra che la cosa lo infastidisca. Semmai, le polemiche sono diventate parte dello spettacolo.

David Khari Webber Chappelle è cresciuto tra Washington, D.C., dove è nato il 24 agosto 1973, e la piccola cittadina universitaria di Yellow Springs, in Ohio. Suo padre, William David Chappelle III, insegnava canto e lavorava come amministratore all’Antioch College; sua madre, Yvonne Seon, era una ministra unitariana e una studiosa. In casa si respirava un’atmosfera accademica, e lo si sente in una voce comica che è sempre sembrata più quella di uno zio colto che di un protagonista da club.

Ha studiato teatro alla Duke Ellington School of the Arts di Washington e si è diplomato nel 1991. A quel punto si esibiva già nel circuito della stand-up comedy. Durante una serata per dilettanti all’Apollo Theater fu sommerso dai fischi e costretto a lasciare il palco: un episodio che ha spesso descritto come ciò che gli fece capire di poter sopravvivere a qualsiasi reazione del pubblico. Un’apparizione in Def Comedy Jam della HBO, nel 1992, lo portò davanti a un pubblico nazionale quando era ancora adolescente.

Hollywood si accorse presto di lui. A 19 anni Mel Brooks lo scelse per il ruolo di Ahchoo in Robin Hood: Men in Tights e, nel resto del decennio, Chappelle inanellò ruoli di supporto in The Nutty Professor, Con Air, You’ve Got Mail e Blue Streak. I ruoli da studio erano ben pagati, ma raramente valorizzavano ciò che lo rendeva divertente. Cercò di rimediare con Half Baked, la commedia sugli stoner del 1998 che scrisse insieme a Neal Brennan e interpretò da protagonista. Massacrata dalla critica, finì poi per diventare in sordina un film di culto in home video: uno schema che la sua carriera avrebbe ripetuto più di una volta.

La vera svolta arrivò con la stand-up. Killin’ Them Softly, registrato per HBO a Washington nel 2000, mostrava un comico capace di raccontare con tono quasi conversazionale episodi di fermi di polizia e quartieri poveri, per poi piazzare la battuta finale come una porta sbattuta. For What It’s Worth, girato a San Francisco per Showtime nel 2004, confermò che quel tempismo non era un caso.

Nel frattempo, lui e Brennan erano riusciti a convincere Comedy Central a puntare su Chappelle’s Show. La serie debuttò nel 2003 e nel giro di due stagioni era diventata un riferimento culturale. Sketch come i True Hollywood Stories di Charlie Murphy su Rick James, Clayton Bigsby, il suprematista bianco nero e cieco, e il Racial Draft, in cui i gruppi etnici si scambiano le celebrità come le squadre sportive scelgono i giocatori, entrarono subito nel linguaggio comune. Lo show prendeva di mira razza, classe sociale e celebrità trasformandole in comicità fisica, senza mai fingere che fossero argomenti innocui. La prima stagione diventò una delle uscite televisive in DVD più vendute di sempre e Comedy Central lo premiò con un nuovo accordo, il cui valore, secondo le indiscrezioni, era di 50 milioni di dollari.

Poi, nel maggio 2005, mentre si stava girando la terza stagione, se ne andò. Riapparve in Sudafrica e in seguito spiegò nelle interviste di essere diventato inquieto per il modo in cui ridevano alcuni spettatori e alcune delle persone che lavoravano allo show. Portò come esempio uno sketch in cui interpretava un personaggio con il volto dipinto di nero: la risata di un membro della troupe gli fece pensare che la battuta fosse passata dalla satira a qualcos’altro. Nel 2006 il network mandò in onda il materiale rimasto, senza di lui, con il titolo Chappelle’s Show: The Lost Episodes.

YouTube video

Dave Chappelle
Dave Chappelle

Da fuori, gli anni successivi sembrarono una scomparsa. In realtà continuò a esibirsi, spesso senza preavviso, nei club e nei piccoli teatri, e pubblicò Dave Chappelle’s Block Party, un film-concerto diretto da Michel Gondry intorno a uno spettacolo gratuito che aveva organizzato a Brooklyn nel 2004 con Kanye West, Erykah Badu, Mos Def e i Fugees riuniti. Per il resto rimase nella sua fattoria vicino a Yellow Springs, dove vive ancora con la moglie Elaine Mendoza Erfe, sposata nel 2001, e i loro tre figli. Si è convertito all’Islam a 17 anni e ha parlato della propria fede con parsimonia, senza farne una performance.

Il ritorno avvenne alle sue condizioni e con un compenso che fece notizia. Nel novembre 2016 Netflix annunciò un accordo che, secondo le indiscrezioni, prevedeva circa 20 milioni di dollari per ogni speciale. I primi due, The Age of Spin e Deep in the Heart of Texas, uscirono insieme nel marzo 2017; la notte di Capodanno arrivarono poi Equanimity e The Bird Revelation. Sempre a novembre, il fine settimana dopo le elezioni presidenziali, condusse Saturday Night Live in una puntata che gli valse il suo primo Emmy. Da allora ha condotto il programma altre tre volte, l’ultima nel gennaio 2025.

I premi si sono accumulati in un modo che pochi comici di stand-up hanno mai eguagliato. Ha vinto cinque Primetime Emmy Awards, tra cui due per la sua partecipazione come guest star a Saturday Night Live e due per Sticks & Stones, oltre a sei Grammy Awards per il miglior album comico, da The Age of Spin a The Dreamer. Nel 2019 il Kennedy Center gli ha assegnato il Mark Twain Prize for American Humor. Nel frattempo ha interpretato Noodles, l’amico fedele della rockstar in declino di Bradley Cooper, in A Star Is Born.

La stessa serie di successi ha prodotto le polemiche che oggi definiscono la sua immagine per una larga parte del pubblico. Uscito nel 2019, Sticks & Stones ha ricevuto stroncature feroci dalla critica e un’approvazione pressoché unanime nei giudizi del pubblico. Nel 2021 The Closer si è spinto oltre con battute sulle persone transgender; i dipendenti di Netflix hanno inscenato una protesta abbandonando il lavoro, mentre i vertici dell’azienda difendevano lo speciale. Il progetto di intitolare a lui il teatro della sua vecchia scuola superiore si è trasformato in un doloroso confronto pubblico con gli studenti, che in seguito ha rielaborato nel materiale di What’s in a Name?. Nel maggio 2022 un uomo si è lanciato sul palco dell’Hollywood Bowl e lo ha placcato a metà dello spettacolo. The Dreamer, girato al Lincoln Theatre di Washington e uscito l’ultimo giorno del 2023, è tornato sugli stessi bersagli; la sua partecipazione al Riyadh Comedy Festival del 2025, durante la quale ha scherzato dicendo che lì era più facile parlare liberamente che negli Stati Uniti, ha attirato le critiche di gruppi per i diritti umani e colleghi comici.

È qui che la versione lineare della sua storia si inceppa. I suoi ammiratori vedono un artista che difende il diritto della comicità di essere sbagliata, scomoda e incompiuta. I critici vedono un comico che un tempo abbandonò uno show perché a ridere erano le persone sbagliate e che ora sembra indifferente a chi ride e al perché. Entrambe le letture trovano riscontro nelle sue stesse parole, e lui sembra disposto a lasciare la contraddizione sul palco invece di scioglierla nelle interviste. Ciò che non è in discussione è la maestria: la pazienza con cui costruisce le premesse, le lunghe digressioni che all’improvviso trovano il loro senso e il modo in cui lascia che il silenzio faccia metà del lavoro.

Il capitolo più recente mostra entrambi i lati. The Unstoppable…, pubblicato da Netflix alla fine del 2025 con pochissima promozione preventiva, ha diviso ancora una volta i recensori: per alcuni è uno dei suoi spettacoli più riflessivi, per altri un sermone interrotto ogni tanto da una battuta. È diventato anche una sorta di custode della storia di quest’arte, partecipando agli omaggi a Mel Brooks, l’uomo che gli diede il suo primo ruolo cinematografico, e a Eddie Murphy in occasione dell’AFI Life Achievement Award nel 2026.

A Yellow Springs ha investito nella città tanto quanto in sé stesso: ha comprato una vecchia caserma dei pompieri per trasformarla in un locale dedicato alla comicità e organizza una rassegna estiva di spettacoli all’aperto, arrivata alla sua sesta edizione nel 2026. Ad agosto ha ospitato a Londra il festival Diaspora Calling! e a settembre è tornato a Washington per uno spettacolo di beneficenza a favore della Duke Ellington School of the Arts, alla DAR Constitution Hall.

Il prossimo appuntamento è Karmageddon, una breve tournée nelle arene composta da sette spettacoli senza telefoni, che partirà da Nashville il 20 ottobre e si concluderà il 6 novembre al Madison Square Garden, dove sarà il protagonista della serata inaugurale del New York Comedy Festival. Prima che lui dica una parola, tutti i telefoni presenti saranno chiusi in una custodia. A vent’anni di distanza da quando rinunciò all’assegno più alto della sua vita, Dave Chappelle decide ancora esattamente come e a chi raccontare le sue battute.

Film principali

Tag: , , , , ,

Notizie in evidenza — Who is Dave Chappelle

Vedi tutte →

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.