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Jacob Tremblay, il bambino di Room che ora è l’Unabomber di Netflix

Penelope H. Fritz
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Jacob Tremblay
Jacob Tremblay
Photo: Gordon Correll / CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita5 ottobre 2006
Vancouver, British Columbia, Canada
ProfessioneAttore
Noto perRoom, Wonder, Luca
PremiCritics Choice · Premio Canadian Screen · National Board of Review Award for Breakthrough Performance · Chicago Film Critics Association Award for Most Promising Performer · Emmy

Essere il bambino che tutti ricordano comporta un problema ben preciso. Per la maggior parte degli spettatori, Jacob Tremblay è ancora Jack, il bambino dai capelli lunghi di Room, convinto che il mondo intero finisca dentro un capanno chiuso a chiave, oppure Auggie Pullman, nascosto dietro un casco da astronauta in Wonder. Negli ultimi due anni l’attore ha lavorato per scrollarsi di dosso quell’immagine. In Unabomber, ora su Netflix, interpreta Ted Kaczynski quando era uno studente ad Harvard, mentre gli uomini di cui si fida lo distruggono silenziosamente; ha dichiarato senza mezzi termini che «non stava davvero cercando di apparire carismatico in alcun modo». La domanda che oggi pone la sua carriera è se il pubblico che lo ha visto crescere gli permetterà di diventare qualcun altro.

Tremblay è cresciuto nella zona di Vancouver, terzo di tre figli. Suo padre è un detective della polizia e le sue due sorelle, Erica ed Emma Tremblay, hanno lavorato entrambe come attrici; il nonno materno è cileno. Vive ancora con la famiglia a Langley, nella Columbia Britannica, e ha mantenuto quella casa come punto fermo in ogni fase della carriera che ne è seguita.

Prima è arrivata la televisione. Il suo debutto al cinema, con una piccola parte ne I Puffi 2, risale al 2013: il nativo di Vancouver, nato nell’ottobre del 2006, aveva sei anni. La svolta è arrivata due anni dopo. In Room, adattamento di Lenny Abrahamson del romanzo di Emma Donoghue, interpreta il figlio di cinque anni di una donna tenuta prigioniera per anni, al fianco di Brie Larson, che per quel ruolo ha poi vinto l’Oscar. Tremblay ha compiuto nove anni durante il tour promozionale del film. L’interpretazione gli è valsa il Critics’ Choice Movie Award come miglior giovane interprete e il Canadian Screen Award come miglior attore protagonista, consegnatogli da Christopher Plummer, e lo ha reso il più giovane candidato di sempre nella categoria di miglior attore non protagonista dello Screen Actors Guild. Non ha vinto, ma la candidatura ha impresso il suo nome nella memoria dell’industria. La sua gioia nell’incontrare C-3PO, R2-D2 e BB-8 alla cerimonia degli Oscar di quell’anno è stata uno dei momenti più belli della serata.

È seguito un periodo di attività che pochi attori della sua età possono vantare. È apparso nei thriller Before I Wake e Shut In, in The Book of Henry di Colin Trevorrow e in The Predator di Shane Black. Il successo più grande è stato Wonder, adattamento del romanzo di R.J. Palacio in cui interpreta un bambino con la sindrome di Treacher Collins che affronta per la prima volta la scuola; il film ha incassato oltre 285 milioni di dollari in tutto il mondo, a fronte di un budget di circa 20 milioni. Nel 2019 è stato protagonista di Good Boys – Quei cattivi ragazzi, commedia vietata ai minori con Brady Noon e Keith L. Williams, che ha debuttato al primo posto al botteghino nordamericano.

Nello stesso anno è arrivata la scena che ha cambiato il modo in cui i registi parlavano di lui. In Doctor Sleep di Mike Flanagan, sequel di The Shining, compare per pochi minuti nel ruolo di un bambino rapito e torturato a morte da una setta. Flanagan ha raccontato di aver temuto che la sequenza fosse troppo inquietante per essere mantenuta nel montaggio finale. È rimasta, e il regista ha definito Tremblay «uno dei migliori attori con cui abbia mai lavorato in tutta la mia vita». Flanagan lo ha poi richiamato per The Life of Chuck, il suo adattamento di Stephen King, affidandogli la versione adolescente del personaggio interpretato da Tom Hiddleston nei minuti conclusivi del film.

Parallelamente, la sua voce è diventata una delle più richieste nell’animazione per famiglie. È stato il protagonista di Luca della Pixar, Elmer in My Father’s Dragon, Flounder nel remake live action de La sirenetta diretto da Rob Marshall e il bambino che ha paura della notte in Orion e il Buio, ruolo che gli è valso un Children’s and Family Emmy come miglior doppiatore giovane. In televisione ha dato voce a Damian Wayne, il più giovane Robin, nella serie animata per adulti Harley Quinn e al protagonista della serie prescolare Pete the Cat.

È proprio qui, nel doppio percorso, che la storia si fa meno lineare. Durante l’adolescenza, il lavoro di doppiaggio lo ha mantenuto bambino sullo schermo proprio nell’età in cui un attore in carne e ossa di solito si allontana dai riflettori per crescere: è rimasto visibile, ma quell’immagine si è consolidata e ora cerca di lasciarsela alle spalle. E la sua svolta adulta è stata più rapida dei ruoli che le sono stati offerti. La critica ha apprezzato la sua interpretazione in Unabomber: SlashFilm lo ha definito «eccellente», sottolineando che non aveva mai affrontato un ruolo così intenso. Il film, però, ha ricevuto recensioni negative, con diversi critici che ne hanno contestato la doppia linea temporale e la sottotrama dell’FBI. Scegliere ruoli cupi per dimostrare di essere diventati adulti è una strada già percorsa da molti ex bambini prodigio, e funziona soltanto se i film sono abbastanza solidi da sostenere l’interpretazione.

La prova più chiara che la svolta può funzionare è arrivata con Sovereign, il dramma di Christian Swegal ispirato alle sparatorie della polizia del 2010 a West Memphis, in Arkansas. Tremblay interpreta Joe Kane, un adolescente cresciuto dal padre, interpretato da Nick Offerman, all’interno del movimento dei cittadini sovrani. I recensori hanno messo in risalto il modo discreto in cui dà vita a un ragazzo che comincia a dubitare di ciò che gli è stato insegnato; il ruolo gli è valso una candidatura agli Independent Spirit Award per la miglior interpretazione non protagonista. Ha descritto questo film e Unabomber, girati a poca distanza l’uno dall’altro, come i due progetti che lo hanno messo «in una buona posizione come attore drammatico».

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È stato scelto per Unabomber nel giugno 2025 e ha girato il film nello stesso mese a Montréal, sotto la direzione del regista danese Janus Metz Pedersen. Russell Crowe interpreta Henry Murray, lo psicologo di Harvard ai cui esperimenti partecipò il giovane Kaczynski, mentre Shailene Woodley veste i panni di un’agente dell’FBI immaginaria che indaga sul caso decenni più tardi. Tremblay ha raccontato di aver attinto alla propria ammirazione per Crowe per interpretare uno studente affascinato dal suo professore. Netflix ha distribuito il film il 25 settembre 2026, pochi giorni prima del ventesimo compleanno dell’attore.

Lontano dallo schermo mantiene un profilo discreto. È un fan di Star Wars da sempre e ha chiamato la sua cagnolina Rey, come il personaggio di Daisy Ridley; nelle interviste parla tanto di arrampicata nei dintorni di Vancouver quanto di Hollywood.

Il mese prossimo mostrerà contemporaneamente entrambe le sue anime. Il 23 ottobre 2026 Laika porterà Wildwood – I segreti del bosco proibito nelle sale statunitensi: il film in stop motion di Travis Knight, tratto dal romanzo di Colin Meloy, vede Tremblay dare voce a Curtis Mehlberg accanto a Peyton Elizabeth Lee, Carey Mulligan e Mahershala Ali. Più avanti arriverà The Night House, un horror tratto da un romanzo dello stesso Jo Nesbø, da lui adattato e diretto da Jesper Ganslandt, le cui riprese si sono svolte nella provincia basca di Álava. Tremblay interpreta il giovane Richard, mentre Aaron Paul ne veste i panni da adulto. Un film mantiene in attività la voce del bambino, l’altro gli chiede di cedere il personaggio a un uomo adulto: è nello spazio tra i due che si sta decidendo il futuro della sua carriera.

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