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Daisy Ridley, la Rey di Star Wars che ha scelto i film piccoli e rischiosi

Penelope H. Fritz
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Daisy Ridley
Daisy Ridley
Photo: Our Movie Guide / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita10 aprile 1992
Westminster, London, England
ProfessioneAttrice e produttrice
Noto perStar Wars: Il risveglio della Forza, Star Wars: Gli ultimi Jedi, Assassinio sull'Orient Express
Premi2 Premio Empire · MTV Movie Award for Best Breakthrough Performance

Attorno al nome di Daisy Ridley si muovono due carriere, che quasi non si incontrano mai. Da una parte c’è Rey, la raccoglitrice di rottami di Jakku che ha chiuso la saga degli Skywalker assumendone il cognome: un personaggio che Lucasfilm tiene in serbo da allora e che, secondo quanto riportato questo autunno, vorrebbe riportare al centro di una nuova trilogia. Dall’altra c’è la produttrice e protagonista di film piccoli e tenaci, che parlano di solitudine, lutto e resistenza e che il pubblico in sala, perlopiù, ha ignorato. A renderla interessante è il fatto che continui a scegliere la seconda strada, mentre la prima resta lì ad aspettarla.

È la figlia minore del fotografo Chris Ridley e di Louise Fawkner-Corbett, che lavorava nel settore bancario, nonché pronipote di Arnold Ridley, attore e drammaturgo che scrisse il thriller teatrale The Ghost Train e interpretò il soldato semplice Godfrey in Dad’s Army. A nove anni una borsa di studio le permise di entrare alla Tring Park School for the Performing Arts, nell’Hertfordshire, dove rimase fino ai diciotto. Un corso di civiltà classica alla Birkbeck, University of London, non riuscì a trattenerla.

Nata a Westminster il 10 aprile 1992, nei primi anni Venti collezionò i crediti tipici di una giovane attrice londinese: episodi di Casualty, Silent Witness e Mr Selfridge, una comparsa nella commedia Toast of London e una parte in The Inbetweeners 2 finita in sala di montaggio. Quando Scrawl, il suo primo lungometraggio a basso budget, arrivò sullo schermo, Lucasfilm l’aveva già annunciata nell’aprile 2014 come protagonista sconosciuta di Star Wars: Il risveglio della Forza di J. J. Abrams.

Uscito nel dicembre 2015, il film incassò oltre 2 miliardi di dollari in tutto il mondo, diventando la maggiore uscita dell’anno: il suo successo si fondava anche sulla capacità di una novellina di reggere la scena accanto a Harrison Ford e John Boyega. Ridley vinse l’Empire Award come miglior esordiente e l’MTV Movie Award per la migliore performance rivelazione. Tornò nel 2017 con Star Wars: Gli ultimi Jedi di Rian Johnson, che le valse l’Empire Award come miglior attrice, e concluse la trilogia con Star Wars: L’ascesa di Skywalker nel 2019. Tra un’opera spaziale e l’altra interpretò Mary Debenham in Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh, dove conobbe l’attore Tom Bateman, diede una storia tutta sua alla sventurata fidanzata di Amleto in Ofelia – Amore e morte di Claire McCarthy e prestò la voce a Cottontail in Peter Rabbit.

Il franchise non è stato tenero con lei. Fin dal primo film, una parte agguerrita del fandom liquidò Rey come un personaggio che diventava brava in tutto troppo in fretta; inoltre, la rivelazione dell’ultimo capitolo, secondo cui era la nipote dell’Imperatore Palpatine, divise proprio il pubblico che l’aveva accolta perché veniva dal nulla. Dopo che nel 2016 un post contro la violenza armata le attirò un’ondata di insulti, Ridley cancellò il proprio account Instagram e si tenne lontana dai social per sei anni. Da allora, sulla stampa di settore si è consolidata una seconda narrazione: la star di Star Wars i cui film si rivelano dei flop. Chaos Walking, l’avventura fantascientifica di Doug Liman con Tom Holland, affrontò riprese aggiuntive e un lungo rinvio prima di arrivare al cinema nel 2021 senza lasciare traccia; Cleaner, il thriller con ostaggi di Martin Campbell, nel 2025 incassò circa 1,3 milioni di dollari nelle sale, a fronte di un budget dichiarato di 25 milioni. È una lettura fin troppo semplice. Non considera che è stata lei a scegliere questi progetti, spesso anche in veste di produttrice, né che Cleaner è poi arrivato in cima alla classifica streaming di Max. La verità più scomoda è che nessuno dei film girati dopo Rey le ha ancora regalato un secondo ruolo che il pubblico associ al suo nome; ogni anno che passa senza che questo accada fa sembrare il ritorno alla Jedi meno una scelta e più la soluzione predefinita.

È nel lavoro di produzione che il suo gusto emerge con maggiore chiarezza. Sometimes I Think About Dying, diretto da Rachel Lambert e presentato in anteprima al Sundance Film Festival nel 2023, le affidò il ruolo di Fran, un’impiegata che si rifugia così a fondo nei propri pensieri che un piccolo gesto di gentilezza di un collega diventa per lei un evento; fu il suo primo credito da produttrice. Magpie, diretto da Sam Yates nel 2024, nacque da un’idea che portò a Bateman, autore della sceneggiatura, e la affiancò a Shazad Latif nel ruolo di una moglie che scopre quanto poco spazio le lasci il matrimonio. In La ragazza del mare di Joachim Rønning, sempre del 2024, interpretò Gertrude Ederle, la prima donna ad attraversare a nuoto la Manica, girando le scene di nuoto in mare aperto; dopo le ottime reazioni alle proiezioni di prova, Disney spostò il film dallo streaming a una distribuzione limitata nelle sale, ma gli incassi furono modesti.

Il suo ruolo da protagonista più recente è arrivato nei cinema americani il 2 gennaio 2026. In We Bury the Dead di Zak Hilditch interpreta Ava, una volontaria di una squadra incaricata di recuperare i corpi in Tasmania, dopo che un attacco accidentale dell’esercito americano ha sterminato gran parte della popolazione dell’isola. Ava cerca il marito nella zona di quarantena: si trovava lì quando è successo. La parte centrale del film ha diviso la critica, che invece si è trovata in gran parte d’accordo su di lei: un film di zombie che funziona soprattutto come indagine sul lutto, sostenuto da un’interpretazione che non ha fretta di arrivare.

Ridley e Bateman hanno confermato di essersi sposati durante il festival di Sundance, nel gennaio 2023. Ha parlato pubblicamente della diagnosi di endometriosi e sindrome dell’ovaio policistico ricevuta a quindici anni e, nel 2023, di quella di morbo di Graves, che le aveva provocato tachicardia, perdita di peso e affaticamento.

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La prossima fase è già delineata. Il 13 novembre 2026 Paramount distribuirà nel Regno Unito e negli Stati Uniti Scrooge e gli spiriti del Natale di Ti West, una rilettura cupa di Dickens con Johnny Depp nei panni di Scrooge e Ridley in un cast corale che comprende Rupert Grint, Andrea Riseborough e Ian McKellen. The Last Resort, commedia romantica diretta da Donald Petrie e girata nelle Filippine con Alden Ehrenreich, è atteso per il 2027; nel thriller d’azione di Pierre Morel The Good Samaritan, invece, Ridley interpreta una dottoressa coinvolta in una cospirazione dopo aver soccorso in mare un uomo ferito insieme al marito, interpretato da Lucien Laviscount. La pratica Rey è ancora aperta. Il film annunciato nel 2023 con Sharmeen Obaid-Chinoy alla regia non ha ancora una data d’uscita e, alla fine di settembre 2026, Deadline ha riferito che Lucasfilm aveva scelto Jon Watts per dirigere il primo film di una trilogia scritta da Simon Kinberg e ambientata dopo la saga degli Skywalker, con Ridley attesa di nuovo nel cast; Disney non ha dato il via libera e Lucasfilm non ha commentato. Se il progetto andrà in porto, tornerà nella stanza più grande del cinema dopo aver passato un decennio a dimostrare di preferire quelle più piccole.

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