Cinema

Terapia creativa, su Netflix Darín è lo psicanalista che non crede più alle regole

Jun Satō
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In «Terapia creativa», Ricardo Darín siede dalla parte dell’analista e Diego Peretti interpreta l’uomo che si rivolge a lui in cerca di aiuto. Dei due, è Peretti ad avere la formazione adatta a quel ruolo. Ha studiato medicina e lavorato come psichiatra negli ospedali pubblici di Buenos Aires, prima che la recitazione allontanasse gradualmente la professione dalla sua vita. Netflix ha scelto l’ex medico per interpretare il paziente.

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«Terapia creativa», distribuito in spagnolo con il titolo Lo dejamos acá, è una commedia nera argentina e un film originale Netflix, diretto da Hernán Goldfrid e scritto da Emanuel Diez. La premessa, nella sinossi ufficiale di Netflix: uno psicoanalista pragmatico, che ha perso fiducia nei metodi consueti della sua disciplina, comincia a oltrepassare i limiti etici con i pazienti e sembra funzionare, finché nel suo studio non entra un romanziere afflitto dal blocco dello scrittore. Darín interpreta l’analista. Peretti il romanziere. Completano il cast Antonia Bengoechea, Inés Efron, Andrea Politti, Patricia Echegoyen, Carlos Santamaría e Miriam Odorico.

Il titolo spagnolo è una frase che a Buenos Aires ogni paziente conosce. «Lo dejamos acá» significa, più o meno, «ci fermiamo qui»: è ciò che dice l’analista per chiudere una seduta, spesso proprio quando il paziente vorrebbe continuare a parlare. Diversi titoli internazionali del film mantengono la stessa formula, in francese, in portoghese europeo, in coreano e in svedese. Il titolo inglese suggerisce invece un’altra idea, legata al metodo. Tra i due si colloca la domanda posta dalla premessa: le regole della seduta sono la cura, o soltanto la cornice che la circonda?

L’ambientazione dà peso a questa domanda. L’Argentina ha più psicologi pro capite di qualsiasi altro Paese: circa 222 ogni 100.000 abitanti, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, e all’incirca la metà lavora a Buenos Aires. Lì la terapia è molto meno stigmatizzata che altrove. Per quel pubblico, una commedia su un analista che infrange le regole è meno una satira di una professione esotica che il ritratto di qualcuno da cui potrebbe andare la settimana prossima, alla solita ora.

La storia personale di Peretti rende la battuta ancora più incisiva. Si è laureato in medicina, ha svolto la specializzazione in psichiatria all’Hospital Castex ed è diventato responsabile degli specializzandi all’Hospital Argerich, mentre già recitava a teatro. La serie poliziesca Poliladrón lo ha fatto conoscere al pubblico televisivo; ha lasciato la medicina proprio quando il passo successivo sarebbe stato aprire uno studio tutto suo. In alcune interviste ha raccontato che il discorso artistico lo interessava più di quello scientifico. In «Terapia creativa» si ritrova dalla parte della stanza che aveva scelto di abbandonare.

Darín arriva alla seduta anche nelle vesti di produttore, oltre che di protagonista. Il film è realizzato da Kenya Films, la società che dirige insieme al figlio Chino Darín e a Federico Posternak, e nel cast c’è anche sua nipote Antonia Bengoechea, figlia della scomparsa attrice Alejandra Darín. È il suo primo lungometraggio dopo Argentina, 1985 e arriva dopo il successo internazionale della sua serie Netflix El Eternauta. Intervistato da Radio El Observador, Darín ha detto che il progetto è nato dal desiderio di tornare a lavorare con Peretti e ha descritto la storia come strana e, a suo parere, divertente. «Ma non è soltanto divertente», ha aggiunto. «Ti porta anche a riflettere, a pensare. E farà discutere. Non è facile da digerire».

I due attori avevano recitato insieme l’ultima volta in un film, La señal, diciannove anni fa. Goldfrid conosce entrambi fin dagli inizi della sua carriera. Nel suo primo lungometraggio, Música en espera, Peretti interpretava un compositore incapace di trovare la melodia per la colonna sonora di un film. Il thriller Tesis sobre un homicidio affidava a Darín il ruolo di un esperto di diritto penale convinto che uno dei suoi studenti fosse un assassino. Un artista in crisi e un uomo che si fida troppo del proprio metodo: il regista ha già portato sullo schermo entrambe queste figure. Qui la premessa le mette nella stessa stanza, con una delle due pagata per ascoltare l’altra.

Lo sceneggiatore Emanuel Diez arriva dalla commedia televisiva argentina, con titoli come El encargado, Nada e Coppola, el representante. «Terapia creativa» segna il suo passaggio a un lungometraggio costruito intorno a due voci.

I titoli di coda rivelano quanto il film si affidi al suono e all’atmosfera. La colonna sonora è firmata dal compositore spagnolo Roque Baños, autore di musiche che spaziano da Evil Dead di Fede Álvarez a In the Heart of the Sea di Ron Howard. La fotografia è di Rodrigo Pulpeiro, il montaggio di Andrés Quaranta, la scenografia di Daniel Gimelberg e i costumi di Jam Monti. Secondo la stampa argentina, la storia punta sul dialogo tra analista e paziente e sull’evoluzione lenta di un rapporto che nasce all’interno di una cornice clinica. Un film costruito intorno a due personaggi ha pochi posti in cui nascondersi. La stanza, la distanza tra due sedie, la musica che entra quando nessuno parla: in questo genere, sono questi elementi a esprimere ciò che il dialogo non può dire. Come la squadra di Goldfrid affronta quello spazio è l’unica cosa che una sinossi non può svelare.

Le storie di terapeuti e pazienti hanno una lunga tradizione sullo schermo, dalle commedie farsesche di Hollywood come What About Bob? e Analyze This alla serie israeliana BeTipul e al suo adattamento americano, In Treatment, in cui la seduta stessa diventava il formato. «Terapia creativa» affronta il genere da una prospettiva argentina, in un luogo dove l’analista è una figura familiare, non una novità, e una commedia sulla terapia sbagliata incontra un pubblico che ha idee precise su quella giusta. La parola scelta da Darín, «controverso», indica il rischio. Una commedia che per un po’ lascia vincere chi infrange le regole chiede anche al pubblico di godersi la trasgressione.

Per Netflix, il film è anche un biglietto da visita da festival. È stato presentato in anteprima mondiale alla 74ª edizione del Festival internazionale del cinema di San Sebastián, dove Darín è il volto del manifesto ufficiale di quest’anno e dove nel 2017 ha ricevuto il Premio Donostia. Da lì salta l’uscita nelle sale e arriva direttamente al pubblico di tutto il mondo: un altro film originale argentino costruito intorno all’attore più esportato del Paese.

La premessa contiene una trappola. Se un analista che ignora le regole ottiene risultati, le regole cominciano a sembrare un semplice ornamento e i confini della professione una consuetudine. Eppure quei confini esistono anche per il paziente che non si adatta al metodo: ed è proprio quel paziente che la sinossi fa entrare dalla porta. Il film lascia aperta la domanda a cui nessuna seduta può mettere fine: quando infrangere le regole della terapia funziona, chi proteggevano quelle regole, il paziente o l’analista?

«Terapia creativa» è stato presentato in anteprima mondiale a San Sebastián martedì 22 settembre e arriverà su Netflix in tutto il mondo venerdì 16 ottobre 2026. Dura 97 minuti ed è in lingua spagnola.

«Terapia creativa» è un film o una serie? È un lungometraggio di 97 minuti. Non è una serie.

Chi fa parte del cast di «Terapia creativa»? Ricardo Darín interpreta lo psicoanalista e Diego Peretti il romanziere in crisi, affiancati da Antonia Bengoechea, Inés Efron, Andrea Politti, Patricia Echegoyen, Carlos Santamaría e Miriam Odorico.

Qual è il titolo originale? Lo dejamos acá. Il film è argentino, diretto da Hernán Goldfrid e prodotto da Kenya Films.

Diego Peretti raising his hand while holding a glass in the Netflix film Therapy Done Right
Diego Peretti in Therapy Done Right. Photo: Netflix

È tratto da una storia vera? Nei materiali promozionali non viene presentato come ispirato a fatti reali. È un lungometraggio di finzione scritto da Emanuel Diez.

Dove posso vedere «Terapia creativa»? Su Netflix, in tutto il mondo, dal 16 ottobre 2026.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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