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Luke Littler, il ragazzo delle freccette che ha vinto quasi tutto e ora divide il pubblico

Penelope H. Fritz
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Luke Littler
Luke Littler
Photo: Original: Sandro Halank, Wikimedia Commons; Derivative work: Nagae Iku / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita21 gennaio 2007
Warrington Hospital
ProfessioneGiocatore di freccette
PremiMembro dell’Ordine dell’Impero Britannico · BBC Giovane Personalità Sportiva dell’Anno

Nella serata inaugurale del World Grand Prix a Leicester, il miglior giocatore di freccette al mondo non è riuscito a centrare un doppio. Luke Littler, campione in carica, ha chiuso con una media di 82,41 e ha perso per due set a uno contro Luke Woodhouse, un avversario che di solito si sarebbe aspettato di liquidare prima dell’intervallo. Woodhouse ha poi usato la sua intervista per chiedere al pubblico di andarci piano con Littler. «Luke non è un robot», ha detto. Quando il vincitore sente di dover difendere lo sconfitto, significa che sta succedendo qualcosa di insolito: il giocatore che ha trasformato le freccette in uno spettacolo di massa è diventato il bersaglio dei fischi di ampie fasce del pubblico.

All’inizio, però, c’era il fascino. Littler è nato al Warrington Hospital, figlio di Lisa Littler, che lavorava in un negozio di candele, e di Anthony Buckley, tassista. Ha trascorso i primi sei anni nella vicina Runcorn, prima che la famiglia tornasse a Warrington, dove ha frequentato la Padgate Academy. Quando aveva 18 mesi, suo padre gli comprò un bersaglio magnetico per le freccette in un negozio da una sterlina. Littler racconta di aver centrato il suo primo 180 a sei anni e di aver realizzato la sua prima chiusura in nove freccette a 13. A dieci anni entrò nella St Helens Darts Academy e cominciò a giocare nei campionati under 21; il soprannome «the Nuke» nacque durante una chiacchierata al pub con suo padre, perché faceva rima con Luke.

La data di nascita di Littler è il 21 gennaio 2007, e il circuito amatoriale si accorse presto di lui. A 14 anni vinse il titolo senior all’Irish Open, risultato che gli permise di partecipare al WDF World Championship a Lakeside. Lì diventò il più giovane giocatore a vincere un incontro in un campionato del mondo senior, prima di essere battuto 3-0 da Richard Veenstra. Nel 2023 vinse cinque gare del PDC Development Tour e sconfisse Gian van Veen per 6-4 nella finale del World Youth Championship: un risultato che, tre anni dopo, avrebbe assunto un significato diverso.

Arrivò poi la quindicina di giorni che cambiò il pubblico di questo sport. Littler si presentò al PDC World Championship 2024 al 164º posto del ranking e quotato 66/1; in semifinale batté l’ex campione Rob Cross per 6-2, diventando il finalista più giovane nella storia del torneo. In finale si portò sul 4-2 contro Luke Humphries, prima di perdere 7-4 davanti a un’audience televisiva record di 3,7 milioni di spettatori. Barry Hearn, presidente della PDC, la definì «Littlermania». Nel giro di cinque mesi vinse la Premier League, conquistandola con una chiusura in nove freccette contro Humphries in finale e diventando il più giovane vincitore di un grande torneo PDC. A novembre arrivò il Grand Slam of Darts.

L’anno seguente tornò all’Alexandra Palace da testa di serie numero quattro e batté Van Gerwen per 7-3 in finale. A 17 anni e 347 giorni diventò il più giovane campione del mondo di freccette di sempre, strappando il record a Jelle Klaasen, che lo deteneva dal 2006. Nel 2025 vinse altri cinque grandi tornei, tra cui il suo primo World Matchplay, completando la Triple Crown della PDC. A novembre superò Humphries, diventando il più giovane numero uno al mondo nella storia della PDC.

Non ha rallentato. Nel gennaio 2026 batté Van Veen, il suo avversario nella finale giovanile di un tempo, per 7-1 e conservò il titolo mondiale. Si unì così a Phil Taylor, Adrian Lewis e Gary Anderson, gli unici ad aver vinto due campionati del mondo PDC consecutivi, e incassò il primo assegno da un milione di sterline destinato al vincitore. Aggiunse al palmarès il World Masters e una seconda UK Open, batté Humphries per 11-10 nella finale della sua seconda Premier League, vinse la World Cup con Humphries per l’Inghilterra e difese il titolo del World Matchplay con una media di torneo di 111,04, sottraendo nel frattempo due record a Phil Taylor. Aveva dichiarato di voler vincere tutti i grandi tornei dell’anno; Jonny Clayton pose fine a quel progetto battendolo 10-4 nei quarti di finale delle World Series Finals ad Amsterdam, a settembre. Il bilancio provvisorio è di 14 grandi titoli, terzo nella classifica di tutti i tempi, e 30 successi nei tornei PDC.

Dietro ai trofei c’è una storia più difficile. La compostezza che in un sedicenne suscitava ammirazione viene vista diversamente da una parte del pubblico quando appartiene a un diciannovenne che vince quasi ogni settimana. Fischiato durante e dopo il successo per 4-2 su Rob Cross all’Alexandra Palace, nel dicembre 2025, disse al pubblico: «Pagate il biglietto e pagate i miei premi, quindi grazie per i fischi». In seguito ammise di aver «perso» la testa. Nell’aprile 2026, durante la Premier League a Manchester, esultò dopo una freccetta decisiva mancata da Van Veen; finì per perdere l’incontro e fece il gesto di piangere rivolto al pubblico. Van Veen lo definì un cattivo perdente e giudicò il suo comportamento «fuori luogo». Una settimana dopo, a Brighton, Littler perse contro Stephen Bunting con una media di 83,94 e disse che non aveva avuto voglia di esserci. Il pubblico olandese e quello tedesco lo hanno fischiato durante gli incontri e, dopo Amsterdam, ha lasciato intendere che avrebbe potuto smettere di partecipare alle tappe dell’European Tour nei Paesi Bassi. La lettura più semplice è che questo sia il prezzo normale da pagare quando si vince troppo spesso. Quella più corretta è che Littler sia stato costretto a crescere sotto gli occhi di tutti, in diretta televisiva, dentro uno sport che si nutre di pantomima; e che la stessa grinta che lo rende così difficile da battere sia anche ciò che gli aliena il pubblico.

Lontano dal bersaglio, è al centro del mondo commerciale delle freccette. Target Darts lo sponsorizza da quando aveva 12 anni, ha assunto la gestione della sua carriera nell’ottobre 2025 e, nel gennaio 2026, gli ha offerto un contratto decennale che, secondo quanto riportato, potrebbe valere fino a 20 milioni di sterline. Tifa per il Manchester United e per i Warrington Wolves, che per una sera, nel febbraio 2025, hanno ribattezzato il loro stadio Luke Littler Stadium. Nello stesso mese Warrington lo ha nominato cittadino onorario e, nel luglio 2026, ha inaugurato un suo murale. È stato insignito del titolo di MBE nell’ambito dei 2025 Birthday Honours, è stato il primo giocatore di freccette a essere nominato BBC Young Sports Personality of the Year, ha ricevuto una candidatura ai Laureus Breakthrough of the Year ed è stato inserito da Time nella lista delle 100 persone più influenti nello sport del 2026.

Il calendario lascia poco spazio per rimuginare. Il 5 ottobre sarà la testa di serie numero uno al World Youth Championship di Wigan. Il 30 ottobre Netflix trasmetterà Beat Luke Littler, uno speciale dal vivo condotto da Gary Lineker e Richard Osman, in cui 20 dilettanti proveranno a batterlo per aggiudicarsi 501.000 sterline; Osman ha stimato all’85 per cento la possibilità che qualcuno riesca a vincere il premio. Poi toccherà difendere i titoli del Grand Slam e delle Players Championship Finals e, a dicembre, tornare all’Alexandra Palace per inseguire il terzo titolo mondiale consecutivo, un’impresa riuscita nel campionato PDC soltanto a Phil Taylor. L’altra frase di Woodhouse a Leicester, «potremmo non vedere mai più un altro Luke Littler», era un invito ad avere pazienza. Alla luce di quanto visto in tre stagioni, suona anche come una previsione.

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