Attori

Joseph Quinn, da Eddie Munson a George Harrison senza mai restare solo

Penelope H. Fritz
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Joseph Quinn
Joseph Quinn
Photo: France RC – Roster Con / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita26 gennaio 1994
Londra, Regno Unito
ProfessioneAttore
Noto perI Fantastici 4 – Gli inizi, Il gladiatore II, Overlord
PremiMTV Movie & TV Award per la miglior performance rivelazione · British Independent Film Award per il miglior cast (condiviso) · Manchester Theatre Award come miglior attore in una produzione da studio

Joseph Quinn è diventato famoso morendo. Il personaggio che ha portato il suo volto sugli schermi dei telefoni di tutto il mondo, Eddie Munson, l’outsider appassionato di metal di Stranger Things, è stato ucciso alla fine della stessa stagione in cui era apparso. Da allora, l’attore londinese si è ritrovato in una posizione insolita per qualcuno così noto: quasi mai è solo in cima alla locandina. Ha condiviso il trono di Roma con un fratello imperatore ed è entrato nella prima famiglia Marvel nei panni del suo membro più impulsivo; ora sta girando il ruolo di uno dei quattro Beatles, quello che la storia ha archiviato come «il Beatle tranquillo». La domanda che la sua carriera continua a porre è se questa compagnia sia una strategia o un limite.

Quinn è cresciuto nel sud di Londra e, grazie ai genitori, ha la doppia cittadinanza britannica e irlandese. Ha frequentato la Emanuel School di Battersea e poi la London Academy of Music and Dramatic Art; appena uscito dalla scuola di recitazione, si è ritrovato quasi subito protagonista su BBC One: Arthur Havisham, il fratello rancoroso della promessa sposa abbandonata di Dickens, nella serie di Tony Jordan Dickensian, che riuniva i personaggi di una dozzina di romanzi lungo una stessa strada londinese.

Nato a Londra nel 1994, si è diplomato alla LAMDA nel 2015; è stato però il teatro a mostrare per primo ai direttori del casting quanto sapesse essere preciso. Al Royal Court ha recitato in Wish List di Katherine Soper, interpretazione che gli è valsa il Manchester Theatre Award come miglior attore in una produzione da studio. Al National Theatre è stato Luke, l’adolescente problematico figlio della fisica interpretata da Olivia Williams e interlocutore polemico della zia di Olivia Colman, in Mosquitoes di Lucy Kirkwood, diretto da Rufus Norris. Nel 2018 Screen International lo ha inserito tra le sue Stars of Tomorrow.

La televisione britannica, intanto, gli ha fatto indossare costumi d’epoca, come spesso accade ai giovani attori dal volto un po’ tormentato. È stato Leonard Bast, il commesso schiacciato dalle differenze di classe nell’adattamento di Kenneth Lonergan di Casa Howard, accanto a Hayley Atwell, ed Enjolras, lo studente ribelle sulle barricate, in I miserabili di Andrew Davies. In Caterina la Grande ha interpretato Paul, l’erede trascurato dell’imperatrice di Helen Mirren. A riempire gli intervalli sono arrivati ruoli minori: un episodio di Il Trono di Spade nei panni di un soldato Stark, un agente di polizia in Mangrove, il film d’apertura di Small Axe di Steve McQueen e il debutto sul grande schermo nel film horror di guerra Overlord, prodotto da J. J. Abrams.

Eddie Munson ha cambiato le proporzioni. Quinn è stato scelto nel 2019, ha girato la quarta stagione di Stranger Things nel 2021 e, quando è arrivata su Netflix nel 2022, è diventato la rivelazione di una serie già piena di rivelazioni: un liceale all’ultimo anno dai capelli lunghi, a capo del club scolastico di Dungeons & Dragons, accusato di un omicidio che non ha commesso e protagonista di un assolo di chitarra nel Sottosopra che ha riportato «Master of Puppets» dei Metallica in cima alle classifiche. Ha vinto l’MTV Movie & TV Award per la miglior performance rivelazione, ha ottenuto una candidatura ai Saturn Awards, ha firmato con CAA ed è diventato il volto della fragranza Gris Dior di Dior.

Hollywood ha risposto in fretta. In A Quiet Place – Giorno 1 di Michael Sarnoski ha interpretato Eric, uno studente inglese di giurisprudenza che si lega al personaggio di Lupita Nyong’o mentre l’invasione si abbatte su New York. Ridley Scott lo ha scelto per il ruolo di Geta in Il gladiatore II, metà di una coppia di fratelli imperatori sprezzanti, accanto al Caracalla di Fred Hechinger, in un film con Paul Mescal come protagonista. In Warfare – Tempo di guerra, la ricostruzione in tempo reale di Ray Mendoza e Alex Garland di un’operazione dei Navy SEAL a Ramadi nel 2006, è stato uno dei soldati di un plotone senza un eroe al centro; il cast ha vinto il British Independent Film Award per il miglior ensemble. Poi è arrivato Johnny Storm, la Torcia Umana, in I Fantastici Quattro – Gli inizi, accanto a Pedro Pascal, Vanessa Kirby ed Ebon Moss-Bachrach.

Da lontano, questa traiettoria sembra la scalata ideale dallo streaming al cinema degli studios. Da vicino, rivela uno schema dai risvolti ambivalenti. I ruoli che hanno raggiunto il pubblico più vasto sono stati tutti condivisi, mentre il film in cui Quinn ha il peso maggiore è quello che ha visto meno persone: Hoard, opera prima di Luna Carmoon, presentata alla Settimana della Critica di Venezia. Quinn interpreta Michael, un giovane impulsivo che irrompe nella vita della ragazza interpretata da Saura Lightfoot Leon; insieme, i due attori hanno ricevuto una candidatura come migliori protagonisti in coppia ai British Independent Film Awards. Quinn ha anche alimentato l’unica trama che non poteva controllare. Per due anni ha lasciato intendere nelle interviste che Eddie potesse tornare in Stranger Things, finché i fratelli Duffer non hanno dichiarato chiaramente che il personaggio era morto e che l’attore era troppo impegnato. Lavorare con continuità all’interno di franchise non è la stessa cosa che essere al centro di un film, e finora nessuno ne ha costruito uno attorno a lui.

I prossimi dodici mesi metteranno questo schema ancora più in evidenza. Avengers: Doomsday riporterà Johnny Storm al cinema a dicembre, un anno prima di Avengers: Secret Wars. Per gran parte di quest’anno, però, Quinn è stato a Londra nei panni di George Harrison per i quattro film sui Beatles di Sam Mendes prodotti da Sony, con Harris Dickinson nel ruolo di John Lennon, Paul Mescal in quello di Paul McCartney e Barry Keoghan in quello di Ringo Starr. A settembre, lui, Dickinson e Keoghan sono stati fotografati mentre ricreavano l’inseguimento iniziale di Tutti per uno. Ognuno dei quattro film racconterà la storia dal punto di vista di un Beatle e tutti arriveranno al cinema nell’aprile del 2028.

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Harrison è un ruolo rivelatore per un attore nella posizione di Quinn: il più giovane dei Beatles, che scriveva all’ombra di due autori celebri e riuscì comunque a portare «Something» e «Here Comes the Sun» sui dischi della band. Uno dei quattro film di Mendes sarà raccontato dal suo punto di vista. Per Joseph Quinn, che da quattro anni fa parte del gruppo, è la prima volta che una storia di queste dimensioni viene narrata attraverso gli occhi del personaggio che interpreta.

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