Calcio

Thomas Tuchel vinceva e veniva esonerato: con l’Inghilterra è rimasto

Penelope H. Fritz
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Thomas Tuchel
Thomas Tuchel
Photo: Bryan Berlin / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita29 agosto 1973
Krumbach
ProfessioneAllenatore di calcio
PalmarèsChampions 2020-21 · Mondiale per club 2021 · Supercoppa UEFA 2021 · Bundesliga 2022-23 · Ligue 1 ×2 · DFB-Pokal 2016-17 · Coppa di Germania 2017 · Supercoppa
Premi individualiMiglior allenatore maschile della FIFA · Allenatore dell'anno UEFA per uomini

Ad Atlanta mancavano quattro minuti alla fine dei tempi regolamentari e l’Inghilterra conduceva 1-0 sull’Argentina in una semifinale mondiale. Poi Enzo Fernández ha segnato da fuori, Lautaro Martínez ha incornato un cross di Lionel Messi in pieno recupero, e Thomas Tuchel, in sala stampa, ha definito il cammino della squadra «un risultato», ammettendo nella stessa frase che in quel momento nessuno voleva sentirselo dire, lui per primo. Sul proprio futuro gli è bastata una frase: «Andiamo avanti con il contratto fino all’Europeo in casa».

Detta da Tuchel, quella frase era la notizia. Pochi allenatori della sua generazione hanno vinto così tanto restando così poco sulla stessa panchina. Il Borussia Dortmund lo ha esonerato tre giorni dopo la vittoria della Coppa di Germania. Il Paris Saint-Germain se n’è liberato quattro mesi dopo la prima finale di Champions League della sua storia, e il Chelsea ha fatto lo stesso poco più di un anno dopo che lui lo aveva portato sul tetto d’Europa. Dopo una semifinale persa al 93°, la federazione inglese non ha nemmeno riaperto la questione.

La strada era cominciata a Krumbach, cittadina della Svevia bavarese dove Tuchel è nato il 29 agosto 1973 e dove il padre, Rudolf, lo allenava nella squadra locale. Il vivaio del FC Augsburg lo ha lasciato andare a 19 anni senza una presenza in prima squadra. Difensore centrale con lo Stuttgarter Kickers e l’SSV Ulm, ha chiuso la carriera a 25 anni per una lesione alla cartilagine del ginocchio. Mentre studiava economia aziendale serviva da bere al Radio Bar di Stoccarda.

Ralf Rangnick lo ha portato nel settore giovanile del VfB Stoccarda, dove la sua Under 19 ha vinto il titolo nazionale nel 2005. Dopo altri tre anni ad Augusta, il Mainz 05, il club dove Jürgen Klopp si era fatto un nome, gli ha affidato la prima squadra nel 2009. Lì i giocatori hanno conosciuto gli esercizi che ancora oggi lo accompagnano: campi con gli angoli tagliati, difensori che provano i movimenti stringendo palline da tennis. Il Mainz ha chiuso quinto nel 2011 conquistando l’Europa; nel 2014 Tuchel se n’è andato e ha trascorso un anno senza squadra.

Il Dortmund lo ha ingaggiato nel 2015, ancora una volta come successore di Klopp. La sua prima squadra è arrivata seconda con 82 gol in campionato, record del club, e ha perso ai rigori la finale di coppa contro il Bayern. La seconda stagione ha portato il primo grande trofeo, il 2-1 all’Eintracht Francoforte nella finale di Coppa di Germania del 2017. È stata anche la stagione in cui alcuni ordigni sono esplosi accanto al pullman della squadra diretto ai quarti di Champions contro il Monaco. La partita si è giocata la sera successiva, Tuchel ha detto pubblicamente che nessuno aveva consultato i giocatori, e la distanza con la dirigenza non si è più ricomposta. È stato esonerato tre giorni dopo la finale.

A Parigi ha avuto Neymar e Kylian Mbappé. Ha vinto due volte la Ligue 1, ha conquistato tutti i trofei nazionali nella seconda stagione e ha portato il club alla sua prima finale di Champions League, persa 1-0 contro il Bayern a Lisbona nell’agosto 2020. Alla vigilia di Natale di quell’anno il PSG lo ha esonerato. Un mese dopo il Chelsea lo ha chiamato al posto di Frank Lampard, e in quattro mesi la squadra era campione d’Europa grazie all’1-0 sul Manchester City nella finale di Porto, cui sono seguiti la Supercoppa europea e il Mondiale per club. Nel 2022 il club ha cambiato proprietà; con il consorzio guidato da Todd Boehly, Tuchel è durato fino al mattino dopo una sconfitta per 1-0 a Zagabria, a settembre.

Poi è arrivato il Bayern Monaco, nel marzo 2023, al posto di Julian Nagelsmann. Tuchel ha vinto la Bundesliga all’ultima giornata, e nella stagione successiva, con lui in panchina, si è interrotta la serie di undici titoli consecutivi del club. L’addio era stato concordato a febbraio, prima che il Bayern eliminasse l’Arsenal e raggiungesse le semifinali di Champions, perse con il Real Madrid dopo un fuorigioco molto contestato. Risultati che avrebbero soddisfatto quasi chiunque. Il rapporto, però, si era esaurito prima.

La spiegazione più diffusa è che Tuchel sia difficile da gestire, e la sua storia offre argomenti. Heinz Müller, portiere del Mainz, lo ha definito un dittatore; Roman Weidenfeller, che difendeva per lui la porta del Dortmund, lo ha descritto come inattaccabile sul piano sportivo e complicato su quello umano. In Inghilterra il fascicolo si è arricchito. Dopo un’amichevole persa contro il Senegal ha detto che la rabbia di Jude Bellingham in campo a volte usciva in modo «un po’ ripugnante», salvo poi scusarsi, spiegando di aver parlato in una lingua straniera e dopo aver dormito poco. Ha lasciato fuori dalla lista mondiale Phil Foden, Cole Palmer e Trent Alexander-Arnold. In semifinale, il passaggio alla difesa a cinque dal 71° è diventato la prova principale per chi pensa che il vantaggio lo abbia buttato via lui. Quella versione, tuttavia, dimentica un dettaglio: la stessa pignoleria ha costruito una squadra capace di vincere le otto partite di qualificazione senza subire un gol.

La Football Association lo aveva annunciato nell’ottobre 2024 come successore di Gareth Southgate e primo tedesco alla guida dell’Inghilterra, con insediamento a gennaio 2025. Nel febbraio 2026 gli ha rinnovato il contratto fino alla fine dell’Europeo 2028, che l’Inghilterra organizza insieme ai vicini, con una clausola legata ai risultati di cui l’amministratore delegato della federazione ha confermato l’esistenza. Il Mondiale ha messo alla prova ogni aspetto del metodo. L’Inghilterra ha vinto il girone L, aperto con un 4-2 alla Croazia; Harry Kane ha rimontato da solo la RD del Congo ad Atlanta con due gol nell’ultimo quarto d’ora, e in dieci uomini la squadra ha vinto 3-2 all’Azteca, eliminando il Messico dal suo stesso Mondiale.

Nei quarti, a Miami, Bellingham ha firmato entrambi i gol del 2-1 alla Norvegia. Tuchel ha detto pubblicamente che la squadra aveva giocato sotto il proprio livello; Bellingham ha risposto davanti alle telecamere: «Vabbè, comunque… Là fuori è dura». L’allenatore ha parlato a tutto il gruppo e ha voltato pagina prima dell’Argentina. Tre giorni dopo la semifinale l’Inghilterra ha battuto la Francia 6-4 nella finale per il terzo posto, con una tripletta di Bukayo Saka: prima vittoria ufficiale sui francesi dal 1982 e miglior Mondiale dal 1966. «Abbiamo fatto un primo tempo brillante e un secondo turbolento», ha commentato Tuchel.

L’autunno racconta una squadra che ha imparato la lezione: tre vittorie in quattro partite di Nations League. L’unica sconfitta è arrivata contro la Spagna campione del mondo, 3-2. Poi l’Inghilterra ha vinto 7-0 a Fiume, la peggiore sconfitta nella storia della Croazia, e 3-0 contro la Cechia a Wembley il 6 ottobre, la sera in cui Kane ha raggiunto Peter Shilton a quota 125 presenze. «Siamo a un livello alto», ha detto Tuchel a fine gara.

Lontano dal campo parla tedesco, francese e inglese. Nel 2009 ha sposato Sissi Tuchel; la coppia, che ha due figlie, ha divorziato nel 2022. Tra i riconoscimenti individuali figurano il The Best FIFA come miglior allenatore e il premio di allenatore dell’anno della UEFA, entrambi legati al Chelsea del 2021.

A novembre tornano Croazia e Spagna, e con loro il verdetto del girone. L’appuntamento vero è l’estate del 2028, un Europeo in casa per cui il suo contratto è stato scritto e che la clausola sui risultati lascia sospeso. Tuchel non è quasi mai rimasto abbastanza a lungo in un posto da difendere ciò che aveva costruito. L’Inghilterra, stavolta, gliene concede il tempo.

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