Calcio

Kai Havertz, l’attaccante dell’Arsenal che lascia il segno nelle finali

Penelope H. Fritz
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Kai Havertz
Kai Havertz
Photo: Bryan Berlin / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita11 giugno 1999
Aachen, Germany
ProfessioneCalciatore (attaccante)
PalmarèsChampions 2020 · Supercoppa UEFA 2021 · Campionato del mondo per club 2021 · Premier League 2025
Premi individualiSquadra della stagione della Bundesliga · FA Community Shield · Medaglia Fritz Walter Under 19 Oro

Per gran parte della carriera di Kai Havertz, la discussione su di lui è ruotata attorno a una domanda: dove schierarlo? Nel calcio tedesco esiste una parola per descrivere il tipo di giocatore che sembrava da adolescente: Alleskönner, uno che sa fare tutto. Per anni, però, è sembrata più una diagnosi che un elogio. Gli allenatori hanno provato a impiegarlo da trequartista, falso nueve, centrocampista di sinistra e centravanti abile nel gioco aereo, e ogni soluzione ha attirato qualche critica. Eppure, nelle serate che finiscono negli annali, la palla continua a trovare lui.

È il tedesco più prolifico nella storia della Premier League, l’uomo il cui colpo di testa ha portato l’Arsenal a un passo dal primo titolo di campionato dopo una generazione, nonché l’unico tedesco ad aver segnato in due finali di Champions League. Eppure, nelle serate più importanti della sua ultima stagione, a festeggiare è stato qualcun altro: una volta a Budapest e una a Boston. Resta da capire se il giocatore che continua a segnare gol decisivi possa anche essere l’attaccante capace di trascinare una squadra per un’intera stagione.

Havertz è nato ad Aquisgrana l’11 giugno 1999 ed è cresciuto a Mariadorf, un quartiere di Alsdorf vicino al confine olandese. Suo padre, Ralf, è un poliziotto; sua madre, Anne, avvocata, ha origini olandesi. Il calcio era una tradizione di famiglia da parte materna: suo nonno, Richard, aveva giocato da professionista e in seguito era diventato presidente dell’Alemannia Mariadorf, la squadra dilettantistica in cui il nipote iniziò a giocare a quattro anni. Nel 2009 seguì un anno nel vivaio dell’Alemannia Aachen; a 11 anni passò al Bayer Leverkusen.

Esordì in Bundesliga nell’ottobre 2016, a 17 anni, entrando dalla panchina contro il Werder Bremen. Fu il più giovane debuttante nella storia del Leverkusen, record mantenuto fino a quando Florian Wirtz lo superò, quattro anni dopo. Pochi mesi più tardi saltò la partita di ritorno di Champions League contro l’Atlético Madrid perché coincideva con gli esami scolastici. Fu il più giovane giocatore a raggiungere prima le 50 e poi le 100 presenze in Bundesliga; i suoi 17 gol in campionato nel 2018-19 furono il bottino più alto mai realizzato da un adolescente in una singola stagione di Bundesliga. Marco Reus lo precedette di 37 voti nella corsa al premio di calciatore tedesco dell’anno. I paragoni spaziavano da Mesut Özil a Toni Kroos, il giocatore che aveva ammirato da bambino.

Nel settembre 2020 il Chelsea pagò per lui una cifra iniziale di 62 milioni di sterline. Il 29 maggio 2021, a Porto, si involò verso la porta del Manchester City e segnò l’unico gol della finale di Champions League. Nel febbraio 2022 firmò anche la rete decisiva nella finale del Mondiale per club contro il Palmeiras, su rigore al 117° minuto. Nonostante questo, continuò a cambiare ruolo, i suoi numeri in campionato parvero modesti rispetto al prezzo pagato e, nel giugno 2023, il Chelsea lo cedette all’Arsenal, dall’altra parte di Londra, per una cifra stimata in 65 milioni di sterline.

Il trasferimento fu accolto con aperto scetticismo. Mikel Arteta lo schierò inizialmente a sinistra a centrocampo, prima di avanzarlo: lì il suo gioco di sponda e la sua presenza nel gioco aereo risultavano più efficaci. Concluse la prima stagione con 13 gol in campionato e sette assist. Poi il suo corpo lo fermò. Uno strappo al tendine del ginocchio rimediato a Dubai pose fine alla sua stagione 2024-25 a febbraio; un infortunio al ginocchio subito nella partita d’esordio del 2025-26, contro il Manchester United, rese necessario un intervento chirurgico e lo tenne fuori fino a gennaio.

Le critiche a Havertz non hanno mai riguardato soltanto il costo del suo cartellino. C’entrano anche i lunghi periodi in cui si fa notare poco tra un momento decisivo e l’altro, e il dischetto del rigore. Sbagliò nella serie che assegnò al Chelsea la Supercoppa del 2021 e di nuovo quando l’Arsenal uscì dalla FA Cup contro il Manchester United nel gennaio 2025. Dopo quel secondo errore ci fu una brutta coda: sua moglie, Sophia, rese pubblici alcuni messaggi ricevuti, contenenti anche minacce al loro bambino non ancora nato; l’Arsenal segnalò il caso alla polizia e Arteta disse che simili abusi dovevano essere estirpati dal calcio. Chi lo difende sostiene che gran parte del suo lavoro — il pressing e i movimenti che creano spazio per gli altri — non compare mai nella colonna dei gol. I critici ribattono che un attaccante pagato tanto non dovrebbe aver bisogno di simili giustificazioni. Entrambe le parti hanno le loro ragioni.

La scorsa stagione ha contribuito molto a chiarire la questione per l’Arsenal. Tornato dopo l’intervento chirurgico, segnò al 97° minuto il gol della vittoria contro il Chelsea, mandando l’Arsenal in finale di Coppa di Lega, poi persa contro il Manchester City. Il 18 maggio il suo colpo di testa decise la vittoria per 1-0 sul Burnley; la sera seguente, il pareggio del City a Bournemouth consegnò all’Arsenal il primo titolo di campionato dopo 22 anni. Dodici giorni più tardi, nella finale di Champions League a Budapest, portò l’Arsenal in vantaggio contro il Paris Saint-Germain dopo sei minuti. Ousmane Dembélé pareggiò su rigore e il PSG vinse la serie dal dischetto per 4-3. Havertz diventò il primo tedesco a segnare in due finali di Champions League e il terzo giocatore, dopo Cristiano Ronaldo e Mario Mandžukić, a riuscirci con due club diversi.

Il Mondiale ha riproposto lo stesso copione. Havertz segnò due gol nella vittoria per 7-1 della Germania contro Curaçao e fu nominato migliore in campo: un risultato che portò la Germania davanti al Brasile come nazione con più reti nella storia dei Mondiali. Nei sedicesimi di finale a Boston pareggiò contro il Paraguay, poi calciò il primo rigore della serie e si vide parare il tiro da Orlando Gill. La Germania perse 4-3: era la sua prima sconfitta ai rigori in un Mondiale. Havertz si scusò con i tifosi. Julian Nagelsmann si dimise e Jürgen Klopp prese il suo posto. Nella prima partita di Klopp, ad Amsterdam a settembre, Havertz lasciò il campo zoppicando dopo mezz’ora, per un problema al tendine del ginocchio.

Nel giro di poche settimane era di nuovo in campo. La stagione aveva già portato un gol nella vittoria sul City nel Community Shield e il suo primo gol in Premier League della stagione; poi, il 1° novembre, pochi giorni dopo l’eliminazione dell’Arsenal dalla Coppa di Lega per mano del Fleetwood Town, squadra di quarta divisione, raccolse sul secondo palo un cross rasoterra di Declan Rice ad Anfield. La vittoria per 1-0 fu la prima dell’Arsenal in quel campo dal 2012, portò la squadra in testa alla classifica e regalò a Havertz il suo 46° gol in Premier League, uno in più di İlkay Gündoğan. «Ci è voluto del tempo, ma riuscirci è comunque speciale», disse dopo la partita. Fuori dal campo, nel luglio 2024 aveva sposato Sophia Weber, sua compagna dal 2018; il loro figlio è nato nel marzo 2025.

La prossima tappa dell’Arsenal è la sfida di Champions League contro lo Slavia Praga, il 4 novembre: in palio c’è la difesa del titolo conquistato a maggio, mentre la finale persa a Budapest resta ancora sullo sfondo. La prossima estate Havertz compirà 28 anni, con un record tedesco che appartiene soltanto a lui e una nazionale in fase di ricostruzione sotto Klopp, ancora alle prese con la domanda che lo accompagna dai tempi del Leverkusen: a cosa serve, esattamente? Le sue serate più importanti continuano a dare la stessa risposta: è lui quello che segna.

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