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Linda Blair, la bambina de L’esorcista che tornò nel sequel solo per soldi

Penelope H. Fritz
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Linda Blair
Linda Blair
Photo: Super Festivals from Ft. Lauderdale, USA / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita22 gennaio 1959
St. Louis, Missouri, United States
ProfessioneAttrice
Noto perL'esorcista, Scream, L'esorcista – Il credente
PremiGolden Globe

A metà di Boorman and the Devil, il documentario sul famigerato seguito che John Boorman girò de L’esorcista, Linda Blair spiega perché accettò di tornare nei panni di Regan MacNeil. Non parla del personaggio, né del regista: parla dei soldi. Pochi attori lo ammettono davanti a una cinepresa, e ancora meno a proposito del ruolo che li definisce. Ma Blair dice da anni cose scomode su Regan. «Fu un abuso su minore», ha dichiarato una volta a proposito delle riprese originali, chiedendo che nessuno facesse mai più una cosa simile a una bambina. Eppure continua ad aprire la porta a quella ragazzina: nelle convention dei fan, in un cameo per il rilancio della saga e ora in un film sul suo capitolo più detestato.

Tutta la biografia sta in questa contraddizione. Blair ha passato gran parte della vita adulta a rinnegare l’esperienza che l’ha resa famosa, e nessuno le ha mai permesso di lasciarsela alle spalle.

Linda Denise Blair è cresciuta lontano dalla scalinata di Georgetown. Ultima dei tre figli di James Frederick Blair, pilota collaudatore della Marina diventato cacciatore di teste, e di Elinore Leitch Blair, trascorse l’infanzia a Westport, nel Connecticut, dove la famiglia si era trasferita da St. Louis, nel Missouri, la città in cui era nata il 22 gennaio 1959. A cinque anni posava già per i cataloghi dei grandi magazzini e arrivò a girare più di 70 spot pubblicitari. Una soap opera, Hidden Faces, le diede il primo ruolo, seguito da piccole parti in The Way We Live Now e The Sporting Club.

Poi arrivò il provino a cui si presentarono circa 600 ragazzine. Friedkin la scelse per interpretare la dodicenne il cui corpo viene invaso nel suo adattamento del romanzo di William Peter Blatty, e L’esorcista, uscito negli Stati Uniti alla fine del 1973, trasformò una bambina del Connecticut nel volto del più grande successo horror del decennio. Vinse il Golden Globe come miglior attrice non protagonista e ottenne la candidatura all’Oscar nella stessa categoria. Il critico Mark Clark scrisse poi che teneva testa a Ellen Burstyn nota per nota, la descrizione più onesta di ciò che quel ruolo pretendeva. Il prezzo arrivò insieme al successo: voci di un esaurimento nervoso, che lei smentì, minacce di morte anonime e un tour promozionale organizzato dalla Warner Bros. per dimostrare che era un’adolescente normale. «Tutti pensavano che fossi il diavolo», raccontò decenni dopo. «La gente era turbata da me».

La televisione le offrì l’opposto della bambina posseduta, ma non sempre qualcosa di più gentile. La ragazza del riformatorio, film tv su una giovane rinchiusa in un istituto minorile, scatenò una polemica nazionale per una scena di violenza; Sarah T. – Portrait of a Teenage Alcoholic la calò in un’altra crisi adolescenziale e Airport ’75 la portò nel filone catastrofico. Nel 1977 tornò a essere Regan ne L’esorcista II – L’eretico di Boorman, accanto a Richard Burton e Louise Fletcher. La critica lo stroncò, anche se incassò 30,7 milioni di dollari, e Blair si prese un anno per gareggiare nel circuito equestre nazionale con il nome di Martha McDonald.

Il racconto abituale di ciò che venne dopo è quello di un declino, ed è troppo comodo. Nel dicembre 1977, a 18 anni, fu arrestata per droga; si dichiarò colpevole di un’accusa ridotta di associazione finalizzata al possesso di cocaina e fu condannata a tre anni di libertà vigilata, con l’obbligo di parlare ai giovani dei rischi degli stupefacenti. Roller Boogie la reinventò come sex symbol e seguì una serie di film di exploitation, da Hell Night a Chained Heat fino a Savage Streets, mentre i Razzie la candidavano più e più volte nella prima metà degli anni Ottanta. Letto come una caduta, quel decennio sembra uno spreco. Fu anche l’unica porta che l’industria lasciò aperta a un’adolescente incasellata come innocenza violata, e ciò che le offrì fu semplicemente l’immagine rovesciata. Blair la accettò e più tardi imparò a ridere dell’originale: parodiò Regan accanto a Leslie Nielsen in Riposseduta e comparve, non accreditata, come giornalista televisiva in Scream di Wes Craven.

Il vero secondo atto non si è svolto sullo schermo. Vegetariana per anni e vegana dal 2001, quando firmò con altri il libro Going Vegan!, Blair ha fondato la Linda Blair WorldHeart Foundation per salvare e riabilitare animali maltrattati. Dopo l’uragano Katrina portò via dal Mississippi 51 cani abbandonati. La recitazione è diventata occasionale: ha condotto Scariest Places on Earth su Fox Family, è apparsa come guest star in Supernatural e nella serie Pit Boss di Animal Planet. Concorrente di The Masked Singer nel 2022 con il costume dello Spaventapasseri, rinunciò al suo posto per parlare della fondazione. Lei stessa descrive l’addio a Hollywood come qualcosa accaduto senza una vera decisione, la conseguenza di una promessa fatta agli animali.

Il ritorno a Regan, quando è arrivato, aveva delle condizioni. In L’esorcista – Il credente di David Gordon Green, uscito nell’ottobre 2023, compare per pochi minuti come donna adulta, e ha raccontato di aver accettato solo quando i produttori si impegnarono a rispettare le sue richieste per proteggere le due adolescenti che interpretavano le nuove possedute. Il suo compito, ha spiegato, era prendersi cura delle ragazze. È la frase più chiara che abbia mai detto su ciò che le è costato il primo film.

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L’ultimo anno è stato meno lineare. Nel dicembre 2025 ha rivelato che nel 2023 le era stato diagnosticato il morbo di Basedow-Graves, dopo una tempesta tiroidea che per poco non la uccise. Nell’agosto 2026 i servizi veterinari e l’ufficio urbanistico della contea di Los Angeles hanno eseguito un mandato di ispezione nella proprietà della fondazione ad Acton, nel deserto a nord della città. Hanno contato 251 cani in una struttura la cui licenza di canile, per un massimo di 100 animali, era scaduta nel 2023, e hanno emesso due sanzioni: per gestione di una struttura senza licenza e per superamento del numero di animali consentito in un’abitazione. Nessun cane è stato sequestrato; la contea ha ordinato cure veterinarie per tre di loro e interventi su ricoveri e igiene. Blair sostiene che sia solo una questione di carte. Non è accusata di alcun reato e, secondo quanto riferisce la contea, l’indagine è ancora aperta. Per una donna che dagli anni Settanta ha costruito la propria immagine pubblica in opposizione a quella di un mostro, un’ispezione nel suo rifugio è il titolo più duro che si possa immaginare.

Nello stesso mese, il 28 agosto 2026, Boorman and the Devil, presentato da David Kittredge alla Mostra di Venezia nel 2025, è uscito al Quad Cinema di New York con Yellow Veil Pictures, e Blair, mentre parla di Burton e del suo compenso, ne è la voce più disarmante. Dice di lavorare a un libro di memorie su come il pubblico e le chiese la trattarono dopo L’esorcista, e di voler tornare a recitare. Se il libro arriverà, sarà il primo racconto di Regan affidato alla bambina che le diede il volto, senza un regista nella stanza.

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