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The Exorcist: Believer, il cuore emotivo soffocato dagli eccessi horror

Molly Se-kyung
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La scena iniziale di The Exorcist: Believer è brutale: un violento terremoto ad Haiti costringe il fotografo Victor Fielding a scegliere se salvare la moglie, gravemente ferita, o il bambino che porta in grembo. È un pugno allo stomaco viscerale ed emotivamente travolgente, che dà il tono al sequel di David Gordon Green e alla sua saga; eppure, alla fine, sembra scollegato dal resto della narrazione.

Green, che ha scritto la sceneggiatura insieme a Peter Sattler, cerca di rendere omaggio all’eredità del classico del 1973 di William Friedkin, tracciando al contempo una strada nuova. Ne risulta un film che fatica a trovare il proprio equilibrio e oscilla tra un dramma familiare toccante e l’horror più esplicito. Leslie Odom Jr. offre un’interpretazione intensa nei panni di Victor, un vedovo in lutto che ha perso la fede in Dio. Il suo passaggio dallo scetticismo alla disperazione è il cuore emotivo della storia, ma viene spesso messo in ombra dalla dipendenza del film dagli spaventi improvvisi e dalle immagini grottesche.

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I momenti più riusciti del film sono quelli incentrati sulle dinamiche tra Victor, Angela (Lidya Jewett) e Katherine (Olivia O’Neill). La lenta discesa verso la possessione è inquietante, soprattutto nella scena in cui Angela rivela dettagli intimi sul passato dell’infermiera Ann Brooks (Ann Dowd), lasciando il pubblico a chiedersi se sia davvero posseduta o stia semplicemente manipolando chi le sta intorno. Tuttavia, questi orrori sottili e psicologici vengono spesso interrotti da sequenze horror più convenzionali e meno efficaci.

La sequenza dell’esorcismo ecumenico, pensata per essere il culmine del film, è un pasticcio di ideologie in conflitto e personaggi poco sviluppati. L’inserimento di diverse figure religiose — padre Maddox (E.J. Bonilla), il pastore Don Revans (Raphael Sbarge), Stuart (Ben O’Tol) e la dottoressa Beehibe (Okwui Okpokwasili) — sembra forzato, come se Green cercasse di accumulare ogni possibile cliché sugli esorcismi, invece di lasciare respirare la storia.

Il ritorno di Ann Dowd nella saga è uno dei momenti migliori, anche se la sua presenza è breve. Il suo personaggio, l’infermiera Ann Brooks, crea un legame tangibile con il film originale e aggiunge profondità alla vicenda. Anche le apparizioni di Ellen Burstyn e Linda Blair sono gradite, ma i loro ruoli sono talmente marginali da sembrare più un omaggio per i fan che un contributo davvero significativo.

La produzione è solida e il direttore della fotografia Michael Simmonds firma alcune composizioni di grande impatto. La regia di Green, però, appare spesso discontinua e fatica a tenere insieme i cambi di tono e i problemi di ritmo del film. Il sound design costruisce efficacemente la tensione, ma la colonna sonora a tratti indebolisce l’orrore con interventi troppo invadenti.

In definitiva, The Exorcist: Believer inciampa perché non riesce a conciliare le proprie ambizioni con il risultato. Vorrebbe essere al tempo stesso un successore spirituale dell’originale e uno spettacolo horror autonomo, ma non riesce fino in fondo a essere né l’uno né l’altro.

Il tentativo del film di fondere il dramma familiare con l’horror soprannaturale è lodevole, ma le cuciture si vedono. I momenti di intesa tra Victor e Angela sono autentici e strazianti, in particolare quando Victor supplica la figlia di «tornare» dall’orlo della possessione. Queste scene, però, vengono indebolite dalla ricerca dell’effetto shock: per esempio, quando Katherine pugnala agli occhi Chris MacNeil (Ellen Burstyn) con una croce. È un momento decisamente scioccante, ma privo della profondità psicologica di scene analoghe nell’originale.

La sequenza dell’esorcismo ecumenico è un esempio emblematico. L’idea di riunire fedi diverse per combattere il male è intrigante, ma la realizzazione appare frettolosa e confusa. Ogni figura religiosa porta con sé i propri metodi e le proprie convinzioni, ma i loro scambi risultano più comici che coinvolgenti. Il rigido cattolicesimo di padre Maddox si scontra con il fervore evangelico del pastore Revans, mentre le pratiche di guarigione rootwork della dottoressa Beehibe sembrano aggiunte all’ultimo momento, anziché integrate nella storia. La sequenza sprofonda nel caos: i personaggi si parlano sopra e celebrano rituali che sembrano un elenco raffazzonato di cliché sugli esorcismi, più che una battaglia spirituale coerente.

La prova di Leslie Odom Jr. è l’ancora del film e dà spessore emotivo agli elementi soprannaturali. La sua interpretazione del dolore e della disperazione di Victor è sfumata e sentita, e rende convincente il passaggio del personaggio dallo scetticismo alla fede. Le prove del cast di supporto, però, sono disomogenee. Lidya Jewett e Olivia O’Neill offrono entrambe interpretazioni solide nei panni di Angela e Katherine, ma i loro personaggi finiscono spesso per sembrare semplici strumenti al servizio della possessione, anziché individui a tutto tondo. L’infermiera Brooks di Ann Dowd si distingue per autorevolezza e profondità, ma il personaggio è sfruttato troppo poco.

Le immagini del film sono notevoli: la fotografia di Simmonds crea un senso di inquietudine grazie a inquadrature e luci studiate con cura. Anche il sound design è efficace e sfrutta il silenzio e improvvise esplosioni sonore per accrescere la tensione. La colonna sonora, invece, a volte rema contro il film: i suoi interventi invadenti indeboliscono l’orrore anziché intensificarlo.

The Exorcist: Believer vuole essere tante cose insieme — un sequel, una storia horror autonoma, un dramma familiare, un’esplorazione spirituale — e, nel tentativo di esserle tutte, non riesce a realizzarne pienamente nessuna. È un peccato, perché esplorare la possessione da una prospettiva contemporanea è un’idea promettente. Il film ha le intenzioni giuste, ma la sua realizzazione è confusa.

Chi ama l’originale Exorcist troverà momenti capaci di gelare il sangue e spaventare sul serio, soprattutto nelle prime fasi della possessione di Angela. Ma per chi cerca un’esperienza horror coerente e coinvolgente sul piano emotivo, The Exorcist: Believer finisce per deludere.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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