Autori

Beau Willimon, il drammaturgo del potere passato dall’Off-Broadway a Game of Thrones

Penelope H. Fritz
Aggiungici su Google
Beau Willimon
Beau Willimon
Photo: Peabody Awards / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita26 ottobre 1977
Alexandria, Virginia, Stati Uniti
ProfessioneDrammaturgo
PremiDayton Playhouse FutureFest · Borsa di studio per drammaturghi Lila Acheson Wallace della Juilliard · Premio Lecomte du Noüy

Ogni storia di Beau Willimon si svolge in una stanza, dove qualcuno tratta per ottenere potere e ne paga il prezzo sacrificando una parte di sé. Un giovane addetto stampa baratta la propria lealtà per un’offerta migliore. Una mondana di Washington usa il suo fascino come capitale per far avanzare il marito nella scala sociale. Un prigioniero, sul pavimento di una fabbrica imperiale, scopre che la liberazione verso cui ha contato i giorni non esiste. Le stanze si sono fatte più grandi: da un palcoscenico Off-Broadway alla home page di Netflix, fino a un pianeta-prigione di Disney+, e presto a Westeros. I repertori continuano a indicarlo innanzitutto come drammaturgo: è dalle sue opere teatrali che prende avvio il discorso.

Il teatro è arrivato tardi, quasi per caso. Stando al suo racconto, entrò nel corso di drammaturgia della Columbia come la persona meno preparata del gruppo: «Ero di gran lunga lo studente peggiore del nostro corso. Molti di loro sapevano da sempre di voler diventare drammaturghi. Io non conoscevo nessuno nel mondo del teatro e non avevo la minima idea di come si scrivesse davvero un’opera teatrale. Ma allora smisi di bere e mi dedicai sul serio a questo percorso». Quello che non gli mancava era il materiale. Prima della specializzazione aveva trascorso anni nelle campagne politiche, compresa una parentesi come assistente stampa durante una campagna per le primarie presidenziali: è questo il mondo di Farragut North, l’opera che scrisse alla Juilliard e che intitolò alla stazione della metropolitana di Washington più vicina agli uffici dei lobbisti e ai think tank.

Pack Beauregard Willimon nacque il 26 ottobre 1977 ad Alexandria, in Virginia. Suo padre era un capitano della Marina e la famiglia si trasferì più volte, tra le Hawaii, San Francisco e Philadelphia, prima di stabilirsi a St. Louis, dove il padre, dopo aver lasciato il servizio, si dedicò alla professione legale. Alla John Burroughs School il suo insegnante di teatro era un giovane Jon Hamm. Nel 1999 si laureò in storia e arti visive alla Columbia, poi vagò da un’esperienza all’altra: una borsa di studio per occuparsi di pratiche dell’Unione Europea al ministero dell’Interno estone, a Tallinn; un impiego in una piccola rivista culturale in Vietnam; un anno in Sudafrica con una borsa di studio artistica, per realizzare litografie sulla paranoia. Dopo il master in belle arti del 2003 arrivarono i turni da barista, il lavoro di scenografo e le lezioni private per preparare gli studenti al SAT; poi il Lila Acheson Wallace American Playwrights Program alla Juilliard, dove vinse anche il Lecomte du Noüy Prize del Lincoln Center.

Farragut North ha fatto una lunga gavetta. Nel 2005 vinse il FutureFest del Dayton Playhouse e arrivò a New York nel novembre 2008, all’Atlantic Theater Company, una settimana dopo le elezioni presidenziali. La regia era di Doug Hughes, con John Gallagher Jr., Chris Noth e Olivia Thirlby; nel 2009 lo spettacolo si trasferì al Geffen Playhouse di Los Angeles, con Chris Pine nel ruolo principale, e l’Outer Critics Circle candidò Willimon al John Gassner Award. Dramatists Play Service pubblica il testo in un’edizione per attori, il formato con cui le opere teatrali americane arrivano sui palcoscenici universitari e regionali.

Nello stesso anno arrivò Lower Ninth al The Flea, una pièce su uomini bloccati su un tetto mentre, dopo l’uragano Katrina, l’acqua sale. Il Village Voice la giudicò vicina a una versione annacquata di Waiting for Godot. Ci fu poi Zusammenbruch, un breve testo per The 24 Hour Plays diretto da Thomas Kail, seguito da Spirit Control al Manhattan Theatre Club nel 2010 e da Breathing Time con Fault Line Theater nel 2014.

Il passaggio allo schermo è arrivato grazie alla prima opera teatrale. Nel 2011 George Clooney portò Farragut North al cinema con il titolo The Ides of March, con Ryan Gosling nei panni dell’addetto stampa; la sceneggiatura, firmata da Clooney, Grant Heslov e Willimon, fu candidata all’Oscar, al BAFTA e al Golden Globe. Poi il nome di David Fincher lo attirò verso una serie alla quale inizialmente si era opposto. Sviluppò House of Cards a partire dalla serie originale britannica per Netflix, la lanciò nel febbraio 2013 e la guidò per quattro stagioni, prima di lasciare l’incarico nel gennaio 2016. L’abitudine di Frank Underwood di rivolgersi alla macchina da presa nel mezzo di una scena è un soliloquio sotto altro nome, il più antico espediente teatrale.

Il palcoscenico è stato meno generoso. The Parisian Woman, la sua rivisitazione di La Parisienne di Henri Becque, debuttò al South Coast Repertory nel 2013. Prima del debutto a Broadway all’Hudson Theatre, il 30 novembre 2017, con Uma Thurman al suo esordio a Broadway e Pam MacKinnon alla regia, Willimon la riscrisse in profondità, sostenendo che ignorare la nuova Washington avrebbe fatto apparire la pièce subito datata. I critici non ne furono convinti. Su Variety, Marilyn Stasio scrisse che aveva perso l’occasione di trasformare «questa frivolezza manierata in un dramma politico sostanzioso», mentre amNY la paragonò a una soap opera pomeridiana. Lo scrittore che aveva reso irresistibile Washington in televisione non riuscì a far funzionare la pièce su un palcoscenico di Broadway proprio nella stagione in cui la città dominava le notizie.

Negli anni successivi il suo percorso si è sviluppato su più fronti. Dal 2017 al 2021 ha ricoperto per due mandati la carica di presidente della Writers Guild of America, East. Ha creato The First per Hulu, una serie di una sola stagione sulla prima missione umana su Marte, e ha scritto Mary Queen of Scots per Josie Rourke. Per Andor di Tony Gilroy ha scritto i tre episodi ambientati nel carcere: Narkina 5, Nobody’s Listening! e One Way Out. Quest’ultimo gli è valso una candidatura agli Emmy per la sceneggiatura di una serie drammatica; nel 2025 è tornato per gli episodi ambientati su Ghorman della seconda stagione. Ha raccontato a Variety di aver delineato l’intera prima stagione in sei giorni insieme a Dan Gilroy e di essere «molto orgoglioso» della seconda. È inoltre entrato in Severance come produttore esecutivo della seconda stagione.

Il prossimo progetto si svolgerà nella stanza più grande di tutte. Warner Bros. ha programmato per il 2029 Game of Thrones: Aegon’s Conquest, il primo lungometraggio di Game of Thrones, con Owen Harris alla regia e una sceneggiatura di Willimon. Il testo si ispira ai capitoli iniziali di Fire & Blood di George R. R. Martin: la storia di un uomo che arriva con i draghi e chiede a sette regni di inginocchiarsi. È la trattativa più antica delle sue opere, stavolta con il fuoco sul tavolo.

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.