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Cristiano Caccamo, dal «troppo bellino» dei provini alla saga Canale 5 nella sua Calabria

Penelope H. Fritz
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Cristiano Caccamo
Cristiano Caccamo
Photo: Cinemio / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita21 marzo 1989
Taurianova, Italy
ProfessioneAttore

Prima di ottenere una parte davvero importante, Cristiano Caccamo arrivava sempre secondo. I direttori del casting avevano una motivazione ricorrente, che lui ha poi raccontato ridendo a Rolling Stone Italia: era «troppo orientale, troppo bello» per interpretare il figlio di qualcuno. Il volto che gli faceva perdere quelle audizioni è lo stesso che la televisione generalista italiana ha poi portato davanti a milioni di spettatori ogni settimana, e attorno al quale Prime Video ha costruito una commedia romantica. La sua carriera non ha ancora chiarito se quel volto sia un capitale da spendere o un limite da superare con la recitazione.

Viene da Taurianova, un piccolo centro in provincia di Reggio Calabria, ed è figlio del poeta e scrittore Michele Caccamo. A quindici anni partì per un collegio statale ad Assisi. Ha raccontato che all’epoca non aveva un piano: era semplicemente stufo del Sud e voleva studiare all’estero, ma suo padre riuscì a convincerlo a scegliere l’Umbria. Poi arrivò l’università a Roma, dove studiò inglese e russo: di quest’ultima lingua, ammette, gli sono rimaste più o meno tre parole.

Anche l’idea di recitare fu del padre. Mentre andavano in macchina verso Trastevere, Michele Caccamo gli propose di frequentare un corso di recitazione; il figlio rispose che si sarebbe vergognato troppo. All’inizio fu proprio così, e dovette ripetere l’esame di recitazione. Lavorare da solo con un insegnante gli fece cambiare idea e, un anno dopo, fu ammesso al Centro Sperimentale di Cinematografia, la scuola nazionale di cinema italiana. Nel 2010 arrivò una piccola parte da soldato nella pièce Ciechi, poi alcuni ruoli minori al cinema e infine il primo da protagonista in Cenere, nei panni di un artista di strada ribelle.

È con la televisione che il pubblico lo ha scoperto. Nel 2015, a ventisei anni (era nato il 21 marzo 1989), interpretò Cosimo, il figlio di un latitante, in Questo è il mio paese, e Quinto, un timido magazziniere, ne Il paradiso delle signore. Poi arrivarono due capisaldi della fiction Rai: un giovane cardiochirurgo in Che Dio ci aiuti e Giovanni Santucci, fidanzato del capitano Anna Olivieri, nell’undicesima stagione di Don Matteo. Ricky Tognazzi lo scelse accanto a Luisa Ranieri in La vita promessa. Caccamo ha fatto lui stesso i conti di questa esposizione: un film di successo può raggiungere quattro milioni di persone, mentre una fiction televisiva arriva a sei milioni di spettatori a episodio, e «entri nelle case della gente».

Il primo ruolo da protagonista al cinema arrivò con Puoi baciare lo sposo, la commedia di Alessandro Genovesi in cui interpretava Antonio, l’uomo la cui proposta di matrimonio da parte di Paolo, interpretato da Salvatore Esposito, costringe le rispettive famiglie a incontrarsi. Uscito a marzo 2018, il film esordì al terzo posto al botteghino italiano, incassando circa 952.000 euro in 369 sale.

Nel 2019 fu testimonial di Campari, servì da bere nei panni di un barista nel cortometraggio sul Negroni di Matteo Garrone, Entering Red, accanto ad Ana de Armas, e disse ai giornalisti che voleva una serie Netflix: «Lo dico in ogni intervista». Netflix lo accontentò. In Sotto il sole di Riccione interpretò Ciro, un ragazzo del Sud che sogna di cantare e finisce per fare il bagnino, e si unì al cast della terza stagione di Summertime. Su Prime Video è apparso nei panni di se stesso in Celebrity Hunted e nella terza edizione di LOL – Chi ride è fuori, e in quelli di Edoardo in Sono Lillo, serie entrata nella shortlist dei Nastri d’Argento per la commedia. Ha pubblicato anche un romanzo, Chiedimi la luna, con HarperCollins.

Il prezzo di tanta visibilità si legge chiaramente nella filmografia. Tra il 2021 e il 2023 i suoi lavori per il cinema si muovono tutti sullo stesso registro: Una famiglia mostruosa e il sequel Un matrimonio mostruoso, Bla Bla Baby, La donna per me, Le mie ragazze di carta, commedie commerciali in cui è quasi sempre il bell’uomo che complica le cose. Il suo modo di fare in pubblico, autoironico e allergico a prendersi sul serio, lo rende un compagno ideale nei reality e una scelta facile per il ruolo del fidanzato affascinante. È più difficile immaginare cosa potrebbe ottenere un regista chiedendogli di dare spessore a un personaggio: per gran parte di un decennio, infatti, sono stati in pochi a farlo.

Sergio Rubini lo ha fatto. In Leopardi – Il poeta dell’infinito ha affidato a Caccamo il ruolo di Antonio Ranieri, l’amico napoletano che condivise gli ultimi anni del poeta e attraverso il cui racconto si dipana l’intera vicenda. La miniserie è stata presentata fuori concorso a Venezia nel 2024, con Caccamo accreditato subito dopo Leonardo Maltese, e nel gennaio 2025 ha raccolto circa 4,1 milioni di spettatori su Rai 1, mentre critica e pubblico discutevano del poeta giovane e senza gobba immaginato da Rubini. Caccamo ha difeso il suo personaggio prendendo le distanze dall’interpretazione più diffusa: Ranieri, ha detto, è ricordato come uno che approfittò di Leopardi e si appropriò delle Operette morali, «ma in realtà fu un grande difensore». È stato il primo ruolo in cui il modo in cui leggeva un uomo contava più del suo aspetto.

Il protagonista romantico, però, non è scomparso. Non è un paese per single, adattamento di Laura Chiossone del bestseller di Felicia Kingsley, è arrivato in tutto il mondo su Prime Video l’8 maggio 2026, con Caccamo nel ruolo di Michele, un erede milanese che vuole vendere una tenuta nel Chianti per costruirci un campo da golf, accanto a Matilde Gioli, già sua compagna di set in Bla Bla Baby. A Sorrisi ha riassunto Michele con una parola che la rivista ha dovuto troncare. Fuori dal set gestisce Nena, un ristorante nel quartiere San Lorenzo di Roma, e ha detto che è in arrivo un secondo locale a Milano.

La prossima prova è più vicina a casa. Dal 21 settembre sta girando in Calabria Madre Terra – Il segreto delle origini per Canale 5, diretta da Cinzia TH Torrini, nel ruolo di Antonio accanto a Caterina, interpretata da Elda Pardo: una scienziata cresciuta in Germania che torna per dirigere una sperimentazione su un farmaco antitumorale a base di bergamotto e finisce invece per imbattersi in una storia familiare sepolta. La prossima stagione sono previste sei serate da 100 minuti. A più di vent’anni dalla partenza, quando la regione lo annoiava, Caccamo è tornato in Calabria per reggere una saga in prima serata. E la domanda a cui i direttori del casting un tempo rispondevano al posto suo — che cosa può interpretare, oltre al bello? — ora spetta a lui rispondere sullo schermo.

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