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Karen Gillan, l’attrice scozzese che Hollywood ha nascosto dietro cyborg e avatar

Penelope H. Fritz
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Karen Gillan
Karen Gillan
Photo: Pedro Heshike for Galaxy Con / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita28 novembre 1987
Inverness, Scotland, UK
ProfessioneAttrice, regista e sceneggiatrice
Noto perAvengers: Infinity War, Avengers: Endgame, Guardiani della Galassia
PremiNational Television Award for Best Drama Performance · Premio Empire · Glasgow Film Festival Audience · TV Choice Award for Best Actress

Basta contare i volti che Karen Gillan ha indossato sul grande schermo per accorgersi che il suo è sorprendentemente in fondo alla lista. Per Marvel si è rasata la testa e ha trascorso lunghe sessioni sulla poltrona del trucco per diventare Nebula, la figlia adottiva blu e per metà meccanica di Thanos. Nei film di Jumanji è l’avatar in cui si ritrova intrappolata una timida adolescente. In Dual ha interpretato una donna in fin di vita e il clone creato per sostituirla. Un critico di The Hollywood Reporter ha riassunto una volta gli anni successivi a Doctor Who come una sequenza di «cyborg, avatar informatici e un’assassina tratteggiata appena», una descrizione difficile da contestare.

La contraddizione è che il film più personale che abbia realizzato non prevede alcun travestimento. The Party’s Just Beginning, il lungometraggio che ha scritto, diretto e interpretato, è stato girato d’inverno a Inverness, la città delle Highlands dove è cresciuta, e affronta di petto il tasso di suicidi della regione. Il suo prossimo grande ruolo chiude il cerchio. In Highlander di Chad Stahelski interpreta Heather, la moglie mortale di Connor MacLeod, il personaggio di Henry Cavill; le scene ambientate nel XVI secolo sono state girate al castello di Eilean Donan, a un paio d’ore di macchina dalla strada in cui è cresciuta.

Figlia unica a Inverness

Karen Sheila Gillan, unica figlia di Marie e Raymond Gillan, è nata a Inverness il 28 novembre 1987. Suo padre è un cantante che si esibisce con il nome di John Gillan. A sedici anni si è trasferita a Edimburgo per studiare recitazione e arti performative al Telford College; a diciotto si è spostata a Londra per formarsi alla Italia Conti Academy of Theatre Arts. Un’agenzia di modelle l’ha notata quando era ancora una studentessa di recitazione e nel 2007 ha sfilato alla London Fashion Week. Ha raccontato di essersi divertita, pur senza preferire mai la moda alla recitazione.

La televisione è arrivata presto, e perlopiù in costume. Ha lasciato la scuola per ottenere una prima parte nella serie poliziesca di ITV Rebus, poi si è unita al cast corale di The Kevin Bishop Show di Channel 4, un programma di sketch in cui imitava celebrità da Cheryl Cole ad Angelina Jolie. Tra un lavoro e l’altro ha interpretato una profetessa ne «I fuochi di Pompei», un episodio di Doctor Who. Nessuno ancora lo sapeva, ma era un provino.

Amy Pond

Quando Steven Moffat ha assunto il ruolo di showrunner di Doctor Who, la sua prima stagione ha presentato Gillan nei panni di Amy Pond, la ragazza di un villaggio del Gloucestershire che aspetta per anni il ritorno del Dottore e poi fugge con lui la sera prima delle nozze. È apparsa accanto all’Undicesimo Dottore di Matt Smith ne «L’undicesima ora», con la cugina nella vita reale Caitlin Blackwood nel ruolo della giovane Amelia, ed è rimasta nella serie per la quinta e la sesta stagione e per i primi cinque episodi della settima. Amy era impaziente, spiritosa e testarda, e Gillan ha mantenuto il proprio accento delle Highlands. Il ruolo le è valso il National Television Award come migliore interprete drammatica nel 2012. È tornata per un breve saluto nell’ultimo speciale natalizio di Smith, «The Time of the Doctor».

Ha sfruttato quella visibilità per mettersi alla prova in un altro ambito. Nel 2011 ha interpretato Shirley in Inadmissible Evidence di John Osborne al Donmar Warehouse di Londra, accanto a Douglas Hodge. Nel 2012 è stata la modella Jean Shrimpton nel film televisivo We’ll Take Manhattan, dedicato al sodalizio tra Shrimpton e il fotografo David Bailey. Un anno dopo è apparsa a Broadway per una sola sera, in un breve spettacolo intitolato Time to Act, messo in scena nell’ambito della serata di beneficenza The 24 Hour Plays on Broadway.

Rasarsi la testa per Marvel

Il salto a Hollywood è arrivato grazie a due film molto diversi. Mike Flanagan l’ha scelta per il ruolo di Kaylie Russell in Oculus, un horror su una giovane donna convinta che uno specchio antico abbia distrutto la sua famiglia e decisa a dimostrarlo davanti alla macchina da presa. Il film è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival e ha dato a Gillan il suo primo ruolo da protagonista in un lungometraggio americano; Brian Tallerico di RogerEbert.com ha descritto il suo personaggio come «una donna determinata sull’orlo della follia».

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Poi è arrivato Guardians of the Galaxy di James Gunn, per il quale si è rasata la testa per interpretare Nebula. Il momento non era dei più comodi: era anche la protagonista della sitcom di ABC Selfie, in cui vestiva i panni di Eliza Dooley, una versione aggiornata e ossessionata dai social media di Eliza Doolittle, al fianco di John Cho. Quel ruolo richiedeva i capelli, così Marvel le ha fatto realizzare una parrucca con quelli che aveva tagliato. Selfie è stata cancellata dopo sette episodi; i restanti sono usciti su Hulu e solo in seguito la serie ha trovato un pubblico affezionato, soprattutto in Cina.

Per Nebula la parabola è stata opposta. Da scagnozza sempre corrucciata, attraverso Guardians of the Galaxy Vol. 2, Avengers: Infinity War, Avengers: Endgame, Thor: Love and Thunder e Guardians of the Galaxy Vol. 3, è diventata uno dei personaggi più sviluppati con cura dei film Marvel: una sorella rancorosa che finisce lentamente per unirsi alla squadra contro cui è stata cresciuta a combattere. In Endgame Gillan interpreta due Nebula contemporaneamente: quella del passato, piena di amarezza, e quella che ha fatto pace con lei. Un effetto che dipende quasi interamente dalla voce e dalla postura, sotto lo stesso trucco blu. Nel 2015 gli Empire Awards l’hanno premiata come miglior esordiente per Guardians of the Galaxy e Oculus.

Karen Gillan
Karen Gillan. Foto: Gage Skidmore da Peoria, AZ, Stati Uniti d’America / CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons (fonte)

Dentro l’avatar

Jumanji: Welcome to the Jungle ha spinto il travestimento ancora oltre. Gillan interpreta Ruby Roundhouse, l’avatar esperta di arti marziali in cui si ritrova intrappolata Martha, un’adolescente timida e studiosa, quando viene inghiottita da un videogioco. Il suo vero compito era quindi riprodurre il linguaggio del corpo impacciato di una studentessa dentro la fisicità di una combattente. La trovata ha funzionato. Quel film e il sequel, Jumanji: The Next Level, hanno trasformato Dwayne Johnson, Kevin Hart, Jack Black e Gillan in uno dei quartetti comici più affidabili del loro decennio.

Tra un blockbuster e l’altro ha continuato a scegliere parti più piccole, capaci di portarla in direzioni diverse: un breve ruolo in The Big Short di Adam McKay, il western di Ti West In a Valley of Violence, The Circle con Emma Watson e Tom Hanks, la commedia Stuber, una voce nel film d’animazione Spies in Disguise e l’adattamento di Jack London The Call of the Wild, in cui ha condiviso lo schermo con Harrison Ford.

Dietro la macchina da presa

Ha iniziato a scrivere e dirigere prima che arrivassero i compensi di Marvel. Il suo cortometraggio Coward è stato presentato all’Edinburgh International Film Festival; poi ha scritto, diretto e interpretato un secondo corto, Conventional. The Party’s Just Beginning è stata la scommessa più impegnativa. Si è affidata il ruolo di Liusaidh, una giovane donna di Inverness bloccata in un lavoro al supermercato e intenta a bere per superare l’anno trascorso da quando il suo migliore amico, Alistair, si è tolto la vita. Ha girato il film in città tra gennaio e febbraio del 2017, nel buio inverno delle Highlands. Nel 2018 la pellicola ha vinto il premio del pubblico al Glasgow Film Festival ed è stata candidata come miglior lungometraggio ai BAFTA Scotland. L’ha portata anche a conoscere Mikeysline, un’associazione di Inverness che offre sostegno nelle situazioni di crisi, che ha visitato e alla quale ha promesso pubblicamente il proprio sostegno. Nel 2020 ha scritto e diretto un altro film, The Hoarding.

Le riserve della critica

Non tutto ha funzionato, e i critici sono stati precisi nell’indicare il perché. Gunpowder Milkshake, il thriller al neon sulle assassine che ha guidato accanto a Lena Headey, Angela Bassett, Carla Gugino e Michelle Yeoh, le è valso una candidatura ai Critics’ Choice Super Awards, anche se il personaggio fatica a liberarsi dello stile dai colori confetto del film. All’uscita di Dual di Riley Stearns, una storia di fantascienza impassibile che Gillan ha sostenuto con un doppio ruolo e girata interamente a Tampere, in Finlandia, John DeFore di The Hollywood Reporter ha scritto che le offriva «un ruolo appena più umano da interpretare». È questo il vero rischio della sua filmografia: meccanismi di genere che nascondono l’interprete attorno alla quale sono costruiti, mentre l’attrice è spesso più interessante dell’idea di partenza.

Quando i registi rinunciano a quei meccanismi, cambiano anche i giudizi. Damon Wise di Deadline ha elogiato la sua «interpretazione coinvolgente e piacevolmente priva di vanità» nella piccola commedia Late Bloomers, mentre Lucy Mangan ha scritto sul Guardian che la sua «magnifica interpretazione tiene aperte tutte le possibilità» in Douglas Is Cancelled.

Di nuovo con Moffat, e la fine del mondo

Quella serie ITV in quattro puntate, trasmessa nell’estate del 2024, l’ha riunita a Steven Moffat, lo sceneggiatore che le aveva affidato il ruolo di Amy Pond. Gillan interpretava Madeline, la giovane e brillante co-conduttrice del notiziario di Douglas Bellowes, interpretato da Hugh Bonneville, la cui carriera comincia a sgretolarsi dopo che una battuta pronunciata a un matrimonio di famiglia viene sentita da altri. Nel cast c’era anche Alex Kingston, la River Song di Doctor Who. Nello stesso anno è stata protagonista accanto a Russell Crowe del thriller Sleeping Dogs, girato in Australia, ed è tornata a lavorare con Mike Flanagan in The Life of Chuck, il suo adattamento di un romanzo breve di Stephen King. Interpreta Felicia Gordon, un’infermiera il cui ex marito Marty, interpretato da Chiwetel Ejiofor, attraversa la città per starle vicino mentre l’universo sembra sul punto di spegnersi. Nel settembre 2024 il film ha vinto il People’s Choice Award al Toronto International Film Festival, lo stesso festival in cui Gillan ha annunciato di essere incinta; Neon lo ha distribuito nelle sale americane nel giugno 2025.

Vita privata

Nel maggio 2022 Gillan ha sposato l’attore comico e sceneggiatore americano Nick Kocher, metà del duo di sketch BriTANicK, al Castle Toward, vicino a Dunoon, sul Firth of Clyde. I due si erano conosciuti su Instagram. La loro figlia, Clementine, è nata alla fine del 2024 e Gillan ne ha annunciato la nascita il 2 gennaio 2025. All’inizio del 2026 il produttore di whisky scozzese Compass Box l’ha scelta come volto della sua edizione Hedonism 2026: è la prima volta che l’etichetta mette in copertina una persona in carne e ossa, con un’illustrazione realizzata dall’artista australiana Emma Hack.

Il futuro

I prossimi quindici mesi sono fitti di impegni. Let’s Have Kids!, la commedia di Adam Sztykiel su due migliori amiche, interpretate da Gillan e Zoë Chao, che decidono di rimanere incinte nello stesso momento, arriverà sulle piattaforme digitali il 13 ottobre 2026. Nel cast ci sono anche Sam Richardson, Max Greenfield e Mary Steenburgen. Il 25 dicembre 2026, con due settimane di ritardo rispetto ai piani iniziali, Jumanji: Open World la riunirà a Johnson, Hart e Black sotto la regia di Jake Kasdan. Presentato come l’ultimo capitolo, il film vedrà il gioco uscire dalla console e invadere il mondo reale. Apple TV l’ha inserita nella quarta stagione di Shrinking, la serie in cui Harrison Ford interpreta un terapeuta, affidandole un ruolo che per ora resta segreto; la stagione è attesa nel 2027.

E poi c’è Highlander, che United Artists, società di Amazon MGM, sta preparando per le sale nel 2027, con Russell Crowe e Dave Bautista nel cast. Dopo un decennio tra pelle blu, avatar di videogiochi e cloni, il film riporta Gillan nelle Highlands da cui proviene, per interpretare l’unico personaggio della storia che è, ostinatamente e completamente, mortale.

Film principali

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