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Julia Jones, la Leah di Twilight che Hollywood relega accanto all’eroe

Penelope H. Fritz
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Julia Jones
Julia Jones
Photo: Kevin Payravi / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita23 gennaio 1981
Boston, Massachusetts, U.S.
ProfessioneAttrice
Noto perI segreti di Wind River, The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte 2, The Twilight Saga – Eclipse

Sulla locandina di The Weight, il western di Padraic McKinley ambientato negli anni della Grande Depressione, il nome di Julia Jones viene subito dopo quelli di Ethan Hawke e Russell Crowe. La storia è quella di un gruppo di detenuti che trasporta l’oro di una miniera attraverso i boschi dell’Oregon prima che lo Stato lo sequestri. Jones è Anna, una donna indigena in fuga da un campo minerario: il prigioniero interpretato da Hawke la cattura lungo il sentiero e da lì lei cammina al suo fianco. A Sundance e a Berlino la critica ha notato che il ruolo le lascia pochissimo spazio. In quella distanza c’è tutta la sua carriera: il nome è salito in locandina, la cornice si è mossa appena.

La cornice si riconosce subito. Jones è stata Leah Clearwater, l’unica donna del branco di lupi quileute in The Twilight Saga; Cassie in Jonah Hex; Wilma, l’ex moglie arapaho del cacciatore interpretato da Jeremy Renner in I segreti di Wind River di Taylor Sheridan; Omera, la vedova che offre una casa al cacciatore di taglie di Pedro Pascal in The Mandalorian; e Angela Bishop, la comandante della polizia di una cittadina che si innamora dell’assassino di Michael C. Hall in Dexter: New Blood. La macchina da presa segue un uomo. Lei è la donna che potrebbe offrirgli un’altra vita.

È nata a Boston il 23 gennaio 1981 ed è cresciuta nel quartiere di Jamaica Plain. La madre ha origini inglesi; il padre, ha raccontato lei stessa, ha radici choctaw, chickasaw e afroamericane. Ha studiato alla Boston Ballet School dall’età di quattro anni, a otto girava spot e recitava nei teatri locali e nel 1999 si è diplomata alla Boston Latin School, la più antica scuola pubblica degli Stati Uniti. Nel 2005 si è laureata in letteratura inglese alla Columbia University, posando intanto per i cataloghi di Levi’s, Gap, Esprit e L’Oréal.

Gli esordi passano dal cinema indipendente. Black Cloud, il dramma sulla boxe diretto da Ricky Schroder nel 2004, le vale un premio FAITA come miglior attrice. Poi arriva Hell Ride, il film di motociclisti prodotto da Quentin Tarantino e presentato al Sundance nel 2008. Interpreta la dottoressa Kaya Montoya nelle ultime due stagioni di E.R. – Medici in prima linea e nel 2009 sale sul palco del Mark Taper Forum di Los Angeles con Palestine, New Mexico, testo del collettivo teatrale chicano Culture Clash.

Il 2010 cambia la scala. Jonah Hex e gli ultimi tre capitoli di The Twilight Saga la portano davanti a un pubblico adolescente in tutto il mondo. Leah, rabbiosa e ferita, segnata da un ex che è andato avanti, diventa il personaggio che la seguirà ovunque.

Il punto più basso arriva cinque anni dopo. In The Ridiculous 6, il western di Adam Sandler per Netflix, Jones è la protagonista femminile: Smoking Fox, la moglie devota del personaggio di Sandler. Nell’aprile 2015, durante le riprese in New Mexico, una dozzina tra attori e comparse native abbandona il set per protesta contro una sceneggiatura che dà alle donne indigene nomi come “Beaver’s Breath” o “No Bra”. Netflix replica che il film ha “ridicolo” nel titolo per una ragione. Esce a dicembre tra recensioni pessime, e alcuni critici nativi indicano proprio il suo personaggio, nome compreso, come razzista e sessista. Qualunque cosa ne pensasse Jones in privato, quel lavoro è finito al centro del dibattito su come Hollywood scrive le donne native.

La risposta è arrivata da una serie che non parlava di storia nativa. “Kiksuya”, ottavo episodio della seconda stagione di Westworld – Dove tutto è concesso, è andato in onda nel 2018 ed è recitato quasi interamente in lakota. È l’episodio di Akecheta, interpretato da Zahn McClarnon, e di Kohana, la donna che lui cerca per anni. Kohana era Jones. L’episodio è ancora citato tra i migliori della serie, e la sceneggiatrice Carly Wray ha raccontato che l’atmosfera sul set è cambiata quando McClarnon e Jones hanno cominciato a recitare il copione. Qui non stava accanto alla storia. Ne era la ragione.

Da allora le sue scelte migliori vanno nella stessa direzione. È stata Sally, impiegata di un casinò, in Rutherford Falls – Amici per la vita. In Echo della Marvel è apparsa, non accreditata, come Chafa, la prima choctaw nel racconto delle origini ripreso dalla serie, un ruolo legato al ramo paterno della sua famiglia. E in Rez Ball di Sydney Freeland, scritto con Sterlin Harjo e prodotto da LeBron James, ha offerto forse la sua prova più dura: Gloria Holiday, ex campionessa statale nella Nazione Navajo, costretta dalle condanne per guida in stato di ebbrezza a lavorare solo dentro la riserva, che ripete al figlio, stella della squadra di basket, che più in alto si sale, più dura è la caduta. Il film è stato presentato al Festival di Toronto nel settembre 2024 ed è arrivato su Netflix lo stesso mese.

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Gloria non è la compagna di nessuno. Ha un passato, un fallimento tutto suo e una scena finale in cui se ne assume il peso. Rez Ball e “Kiksuya” lo dimostrano: Jones dà il meglio quando una sceneggiatrice o un regista nativo costruisce la storia attorno a una comunità, invece di prenderla in prestito come sfondo.

The Weight mette alla prova questa lezione. Presentato al Sundance il 26 gennaio 2026 e fuori concorso alla Berlinale a febbraio, è uscito nelle sale statunitensi il 18 settembre con Vertical, mentre le uscite europee proseguono per tutto l’autunno. Per la prima volta un western commerciale mette il suo nome subito sotto quelli delle due star maschili, eppure la critica ha trovato Anna scritta in modo esile. Il passo successivo per Julia Jones dovrebbe essere un ruolo con il suo nome sopra il titolo e scritto all’altezza di quel posto.

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