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Alexander Zverev, due Slam in tre mesi e dieci sconfitte di fila contro Sinner

Penelope H. Fritz
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Alexander Zverev
Alexander Zverev
Photo: Keith Allison from Hanover, MD, USA / CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita20 aprile 1997
Hamburg
ProfessioneTennista
PremiPremi ATP Tour · Sportivo dell'anno in Germania

Fino all’ultimo punto della finale degli US Open, la frase che più spesso veniva rinfacciata ad Александр Зверев (Alexander Zverev) era quella che aveva pronunciato lui stesso davanti a un microfono a Melbourne, con il piatto del finalista in mano: «Non sono semplicemente abbastanza bravo. È tutto qui». A quel punto aveva già perso tre finali Slam, la prima dopo essere stato avanti di due set. Quella frase, ormai, è superata. Зверев ha vinto il Roland Garros e gli US Open nell’arco di tre mesi, poi è volato a Londra e ha conquistato il punto decisivo per la vittoria dell’Europa in Laver Cup. I trofei, però, non hanno chiuso le due questioni che lo accompagnano in ogni sala stampa: se sia in grado di battere Jannik Sinner e come interpretare le accuse nei suoi confronti, finite senza un verdetto in un senso o nell’altro.

La sua storia comincia in Unione Sovietica e approda ad Amburgo. I suoi genitori, Ирина Зверева (Irina Zvereva) e Александр Зверев-старший (Alexander Zverev Sr.), erano entrambi tennisti classificati per l’Unione Sovietica, si allenavano al CSKA di Mosca, il club gestito dall’esercito, e restavano in patria perché lo Stato concedeva di rado ai suoi atleti di viaggiare. Mentre l’Unione Sovietica si disgregava, una trasferta in Germania per un torneo si trasformò in un incarico da allenatori al club Uhlenhorster di Amburgo, dove decisero di fermarsi. Il loro secondogenito nacque in città, quasi dieci anni dopo il fratello Миша Зверев (Mischa Zverev), che avrebbe giocato anche lui nel circuito.

Quel figlio, Александр, nacque nell’aprile del 1997. In famiglia lo chiamavano Саша, diminutivo russo; a 20 anni chiese al pubblico di chiamarlo Alexander, spiegando di essere nato in Germania e di considerarsi tedesco. La tecnica gliel’ha trasmessa la madre. Il rovescio, che oggi gli avversari considerano uno dei migliori del tennis, è, come dice lui, «merito al 100 per cento di mia madre», mentre il padre gli ha impartito quello che Зверев definisce «un modo molto sovietico» di allenare il fisico. È diventato numero 1 del mondo juniores e nel 2014 ha vinto il titolo maschile agli Australian Open.

Il salto nel circuito maggiore è arrivato quasi subito. A 17 anni ha vinto un torneo Challenger, da adolescente ha battuto Roger Federer sull’erba di Halle e nel 2017 ha conquistato due titoli Masters 1000, salendo al numero 3 del ranking a soli 20 anni. L’anno seguente, a Londra, ha battuto Federer e Novak Djokovic in due giorni consecutivi, aggiudicandosi le ATP Finals. Per gran parte del mondo del tennis era ormai il successore designato.

Gli Slam, però, non hanno seguito il copione. Agli US Open del 2020, in un Arthur Ashe Stadium senza pubblico, era avanti di due set contro Dominic Thiem e perse la finale al tie-break del quinto. L’estate successiva ha vinto l’oro olimpico a Tokyo, battendo Djokovic lungo il cammino, a novembre ha aggiunto un secondo titolo alle ATP Finals e nel giugno 2022 è salito al numero 2 del mondo. Pochi giorni dopo, durante la semifinale del Roland Garros contro Rafael Nadal, si è lesionato i legamenti della caviglia ed è uscito dal Court Philippe-Chatrier in sedia a rotelle. Al rientro sono arrivate altre due finali perse: Carlos Alcaraz lo ha battuto in cinque set a Parigi nel 2024, mentre Sinner lo ha superato in tre set a Melbourne nel 2025.

Non si può raccontare Зверев con onestà senza parlare di ciò che non ha nulla a che fare con il suo diritto. Nel 2020 l’ex fidanzata Ольга Шарыпова (Olga Sharypova) lo ha accusato di violenze fisiche e psicologiche, in un’inchiesta del giornalista Ben Rothenberg. Зверев ha negato le accuse e nel 2023 un’indagine commissionata dall’ATP si è conclusa senza provvedimenti, per insufficienza di prove. In seguito è arrivato un secondo caso. La procura di Berlino ha proceduto nei suoi confronti per presunte lesioni ai danni di Brenda Patea, sua ex compagna e madre di sua figlia. Зверев ha contestato il decreto penale, portando così il caso a un processo pubblico; nel giugno 2024 il tribunale ha archiviato il procedimento dopo un accordo extragiudiziale con Patea, a condizione che versasse 200.000 euro allo Stato e in beneficenza. Non è stata accertata alcuna colpevolezza e non c’è stata alcuna ammissione, e lui ha sempre respinto le accuse. La vicenda giudiziaria è chiusa; quella pubblica, invece, non si è mai del tutto conclusa. L’ATP è stata criticata per averlo mantenuto nel proprio Players Advisory Council mentre era ancora sotto accusa. Anche il suo temperamento ha una storia a sé: nel 2022 ad Acapulco è stato squalificato dopo aver colpito ripetutamente con la racchetta la sedia dell’arbitro.

Poi è arrivato il 2026. L’anno è cominciato con una sconfitta contro Alcaraz in semifinale a Melbourne, al termine di cinque ore e cinque set. Raggiungendo le semifinali a Indian Wells, è diventato il primo giocatore al di fuori dei Big Four ad aver raggiunto almeno una volta il penultimo atto di tutti e nove i tornei Masters 1000; eppure lì Sinner lo ha battuto, come ha fatto a Miami, a Monte-Carlo e nella finale di Madrid. A Parigi, con Alcaraz fermato da un infortunio e con Sinner e Djokovic eliminati nei primi turni, Зверев era considerato il favorito e per tutta la quindicina ha rifiutato quell’etichetta. In finale ha battuto Flavio Cobolli, imponendosi 6-1 nel quinto set.

I libri dei record hanno dovuto aggiornarsi su più fronti. Nessun tedesco aveva vinto il Roland Garros dai tempi di Henner Henkel, nel 1937, e nessun tedesco aveva conquistato uno Slam dai tempi di Boris Becker, nel 1996. Зверев, che convive con il diabete di tipo 1 fin dalla prima infanzia, è diventato anche il primo uomo affetto da questa patologia a vincere un torneo del Grande Slam. Sul Court Philippe-Chatrier, lo stesso campo da cui era stato portato via con la caviglia gravemente lesionata, ha detto di aver vissuto su quella terra battuta «i momenti più belli della mia vita» e «il momento peggiore della mia vita».

Wimbledon ha riportato in primo piano l’altra metà della storia. Зверев ha raggiunto per la prima volta la finale, ha vinto il tie-break del primo set e poi ha perso in quattro set contro Sinner, alla sua decima vittoria consecutiva contro il tedesco. A New York, testa di serie numero 1 in assenza di Sinner, è arrivato a due punti dalla sconfitta al primo turno contro Lorenzo Sonego; dal terzo turno alla semifinale, però, non ha più perso un set. Ha battuto Ben Shelton 6-3, 7-6, 5-7, 6-2, diventando il primo tedesco a vincere gli US Open dai tempi di Becker, nel 1989. «Per 30 anni non abbiamo vinto un titolo del Grande Slam, e poi ne abbiamo conquistati due nell’arco di tre mesi», ha detto. Ha chiuso con un bilancio di 25 vittorie e 2 sconfitte negli Slam.

Lontano dal circuito vive a Monte Carlo. Sua figlia, Mayla, è nata nel 2021; la sua compagna è la conduttrice televisiva e attrice tedesca Sophia Thomalla, presente nel suo box a Parigi e a New York. Ha tenuto nascosto il diabete fino al 2022, quando ha deciso di parlarne pubblicamente e ha fondato un’organizzazione a sostegno delle persone che convivono con la patologia.

Questa settimana è arrivato a Pechino da testa di serie numero 1 del China Open, un titolo che non ha mai vinto, con Djokovic nella sua parte di tabellone. La classifica è l’obiettivo ancora da raggiungere. Зверев insegue Sinner a 1.810 punti, con Parigi e le ATP Finals di Torino ancora da giocare e molti meno punti da difendere: ha davvero la possibilità di diventare il trentesimo numero 1 della storia. I calcoli gli consentono di arrivarci senza battere Sinner. Ma il tennis continuerà comunque a chiedergli di farlo.

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