Attori

Kristen Johnston, l’aliena di Una famiglia del terzo tipo che ha smesso di farsi piccola

Penelope H. Fritz
Aggiungici su Google
Kristen Johnston
Kristen Johnston
Photo: David Shankbone / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita20 settembre 1967
Washington, D.C., United States
ProfessioneAttrice
Noto perL'era glaciale, Austin Powers – La spia che ci provava, Bride Wars – La mia migliore nemica
Premi2 Emmy

Per gran parte della sua vita professionale, a Kristen Johnston hanno ripetuto che era troppo ingombrante per stare nell’inquadratura. A undici anni era già alta un metro e ottantatré; da ragazzina portava scarpe ortopediche e i compagni la prendevano in giro. Ancora oggi ne parla senza compatirsi: «Credo di essere sempre stata un fenomeno da baraccone». Alla fine la televisione l’ha ricompensata profumatamente per quella diversità, con due Emmy per il ruolo della soldatessa aliena intrappolata nel corpo di una donna in 3rd Rock from the Sun. Ma la stessa voracità che la rendeva divertente ha quasi finito per ucciderla, da sola, in un ospedale londinese.

Quello che fa oggi sembra più discreto e, a modo suo, è più difficile. Su Netflix interpreta Carol, la sorella minore divorziata due volte che torna a Knoxville in Leanne, la sitcom multicamera costruita attorno alla comica Leanne Morgan e prodotta da Chuck Lorre. Johnston la descrive come una serie sulla sorellanza e sulle donne cinquantenni: in altre parole, parla di lei. È di nuovo quella che fa più rumore. Stavolta, però, non sembra chiedere scusa.

Kristen Angela Johnston è nata il 20 settembre 1967 a Washington, D.C., ed è cresciuta nella periferia di Milwaukee, dove suo padre, Rod Johnston, sedeva nel Senato del Wisconsin. Si è diplomata alla Whitefish Bay High School nel 1985 e ha conseguito una laurea in recitazione alla New York University, che l’ha indirizzata verso il palcoscenico più che verso la macchina da presa.

La sua palestra è stata l’Atlantic Theater Company, la compagnia newyorkese fondata da David Mamet, dove ha recitato in As You Like It e Stage Door. La candidatura ai Drama Desk per The Lights al Lincoln Center Theater le ha permesso di farsi notare da un agente di casting della Carsey-Werner, alla ricerca di un’attrice per il ruolo di Sally Solomon in una nuova sitcom della NBC sugli alieni che studiano l’umanità servendosi di corpi presi in prestito. Sally è a capo della sicurezza della spedizione, un’ufficiale dura e mascolina a cui è stato assegnato un corpo femminile. Johnston si è presentata più e più volte alle audizioni, finché la parte non è stata sua. E sapeva benissimo come interpretarla: «Be’, in fondo sono già una drag queen, quindi l’ho interpretata più o meno così». Il cast era guidato da John Lithgow; Johnston si è aggiudicata l’Emmy come miglior attrice non protagonista in una serie comica nel 1997 e di nuovo nel 1999, dopo aver ricevuto una candidatura l’anno intermedio. La serie si è conclusa nel 2001.

Il cinema l’ha impiegata tra un impegno e l’altro. È stata Ivana Humpalot in Austin Powers: The Spy Who Shagged Me e Wilma in The Flintstones in Viva Rock Vegas, per poi comparire in Music and Lyrics e Bride Wars. La sua apparizione più citata dura un solo episodio di Sex and the City: è Lexi Featherston, l’ex festaiola ormai avanti con gli anni che dichiara di essere così annoiata da poter morire e poi precipita da una finestra.

Fuori dallo schermo, la festa era cominciata molto prima. Nel memoir Guts: The Endless Follies and Tiny Triumphs of a Giant Disaster, entrato nella lista dei bestseller del New York Times, ha fatto risalire la sua dipendenza da alcol e pillole ai tempi del liceo; nel periodo peggiore, ha scritto, arrivava a scolarsi due bottiglie di vino a sera. Il conto è arrivato a Londra nel 2006, il giorno dopo il debutto dello spettacolo Love Song: un’ulcera allo stomaco, aggravata dalla dipendenza dal Vicodin, si è perforata e l’ha lasciata in setticemia in una città dove conosceva quasi nessuno. È diventata sobria nel 2007 e da allora non ha più bevuto. A settembre, nel podcast di Chelsea Handler Dear Chelsea, ha fatto risalire il problema a un momento ancora precedente al primo drink: «Credo di essere dipendente da quando ero bambina».

La carriera si può leggere in un modo scomodo, e Johnston stessa l’ha fatto, almeno in parte. L’industria ha continuato a pagarla per essere proprio ciò per cui da bambina veniva derisa. I suoi ruoli ruotano spesso attorno alla sorella sfacciata, alla vamp dal nome spiritoso, alla dominatrice nella puntata d’apertura della seconda stagione di Bored to Death. È stata schietta sui limiti imposti dalla sua altezza («Non sarò mai la protagonista al fianco di Tom Cruise, nemmeno quando avevo 26 anni») e sugli anni passati a cercare di rimpicciolirsi e adattarsi a una femminilità più delicata che «mi è sempre stata addosso come una scarpa sbagliata». E il formato in cui dà il meglio, la sitcom girata davanti a un pubblico in studio, è proprio quello che i critici più legati al prestigio tendono a considerare un semplice elemento d’arredo. Due Emmy non sono bastati a farne una protagonista agli occhi di chi si occupa di casting.

Il suo corpo l’ha fermata una seconda volta mentre interpretava l’avvocata divorzista Holly Franklin in The Exes di TV Land, serie durata quattro stagioni. Nel 2013, dopo aver consultato diciassette medici, le è stata diagnosticata una mielite lupica, un’infiammazione del midollo spinale; ha dovuto saltare alcune puntate e, alla fine, la chemioterapia, gli steroidi e le infusioni di immunoglobuline hanno portato la malattia in remissione. Il ritorno alla televisione generalista è passato da Mom, la sitcom della CBS in cui ha interpretato Tammy Diffendorf, la sorellastra di Bonnie, il personaggio di Allison Janney, appena uscita di prigione dopo aver scontato la pena. Prima come ospite, poi come presenza fissa nelle ultime due stagioni. Johnston ha riassunto Tammy definendola «la persona intelligente più stupida che incontrerete mai».

YouTube video

Negli ultimi anni ha inanellato una serie di notevoli ruoli da comprimaria. È stata May-May Montgomery, la sorella minore del patriarca interpretato da John Goodman, nella terza stagione di The Righteous Gemstones di HBO, e una vedova in Our Flag Means Death. In Going Dutch di Fox, la cui seconda stagione è iniziata nel gennaio 2026, interpreta il generale Martin, una generale combattente della NATO che ha un grado superiore a quello del colonnello interpretato da Denis Leary. Sul grande schermo è Beverlee Ralph, la madre che umilia il figlio in Maddie’s Secret di John Early: il film è stato presentato a Toronto nel settembre 2025 e distribuito negli Stati Uniti da Magnolia Pictures il 19 giugno 2026.

Leanne è arrivata su Netflix il 31 luglio 2025 con sedici episodi ed è stata rinnovata meno di sei settimane dopo. La seconda stagione, composta da dieci episodi, è uscita il 27 agosto 2026. Netflix non ha ancora ordinato una terza stagione e il debutto del nuovo capitolo nel fine settimana d’uscita non è riuscito a entrare nella Top 10 globale della piattaforma, lasciando la serie in bilico. Lontano dal set, Johnston ha cofondato SLAM, sigla di Sobriety, Learning and Motivation, un’organizzazione non profit che si è battuta per l’apertura di una scuola superiore per studenti sobri a New York.

Il futuro di Carol dipende dal gruppo di analisi dati di Netflix. La parte che Johnston può controllare, invece, l’ha decisa da tempo: alta un metro e ottantatré, verso la fine dei cinquant’anni e sobria da quasi due decenni, ha smesso di cercare di entrare nell’inquadratura e lascia che sia l’inquadratura a farle spazio.

Film principali

Tag: , , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.