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John Goodman, da Pappa e ciccia ai Coen: il caratterista che l’Oscar ha sempre ignorato

Penelope H. Fritz
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John Goodman
John Goodman
Photo: Georges Biard / CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita20 giugno 1952
Affton, Missouri
ProfessioneAttore
Noto perMonsters & Co., Il grande Lebowski, Cars – Motori ruggenti
PremiGolden Globe · Emmy · Disney Legend

C’è un tipo di scena che appartiene a John Goodman. Un uomo imponente condivide la stanza con il protagonista, occupa gran parte dell’inquadratura e, a un certo punto dello scambio, la scena finisce per spostarsi dalla sua parte. Walter Sobchak estrae una pistola per un fallo di piede ne Il grande Lebowski, e il film trova il suo motore. Dan Conner fa ridere al tavolo della cucina in Pappa e ciccia proprio perché non cerca di strappare la risata. Da quarant’anni i registi lo chiamano quando un film ha bisogno di una presenza forte al centro e del nome di qualcun altro sopra il titolo. Questo ruolo lo ha reso uno degli interpreti più affidabili del cinema e della televisione americani. Non lo ha mai reso il protagonista, e la domanda che la sua carriera continua a porre, ora che l’attore ha superato i settant’anni ed è più impegnato che mai da anni, è se lo abbia mai desiderato.

Quella solidità nasce da un’infanzia tutt’altro che stabile. Goodman è cresciuto ad Affton, un sobborgo operaio di St. Louis, nel Missouri. Suo padre, Leslie, morì d’infarto quando John aveva due anni. Il football avrebbe dovuto offrirgli una via d’uscita: grazie a una borsa di studio frequentò la Southwest Missouri State, oggi Missouri State University, ma un infortunio mise fine a quel progetto prima ancora che cominciasse. Fu il dipartimento di teatro ad accoglierlo; ne uscì con una laurea in belle arti e un biglietto dell’autobus per New York.

Gli anni newyorkesi furono poco glamour. Nato il 20 giugno 1952, Goodman arrivò in città dopo la laurea, nel 1975; girò spot pubblicitari, lavorò nell’off-Broadway, ottenne una piccola parte nel film Eddie Macon’s Run nel 1982 e approdò a Broadway nei panni di Pap Finn, il padre violento e alcolizzato di Huck, nel musical Big River, che gli valse una candidatura ai Drama Desk Awards. Nel 1987 Joel ed Ethan Coen lo scelsero per il ruolo di Gale Snoats, uno dei due detenuti evasi, in Arizona Junior. Fu l’inizio del sodalizio artistico più lungo della sua vita.

L’anno successivo arrivò Pappa e ciccia, che lo rese famoso in un modo ben preciso. Dan Conner, il cartongessista sposato con Roseanne Conner, interpretata da Roseanne Barr, era stato scritto come il marito di una sitcom, ma Goodman lo interpretò da pari a pari: un uomo della classe lavoratrice, divertente senza fare smorfie e a cui veniva lasciato spazio per pensare. La serie andò in onda dal 1988 al 1997. Per questo ruolo Goodman vinse un Golden Globe nel 1993 e ottenne sette candidature agli Emmy, senza mai vincerne uno. In quegli anni conobbe Annabeth Hartzog a New Orleans, dove stava girando Everybody’s All-American; si sposarono nel 1989 e la loro figlia, Molly, nacque nel 1990.

I Coen continuarono ad affidargli ruoli che nessun altro avrebbe potuto sostenere. In Barton Fink – È successo a Hollywood è Charlie Meadows, il cordiale assicuratore della porta accanto, la cui affabilità si trasforma in qualcosa di infernale nell’ultima parte del film. Ne Il grande Lebowski è Walter, un uomo per il quale lealtà e rabbia sono la stessa cosa. In Fratello, dove sei? è Big Dan Teague, un venditore di Bibbie con un bastone e una benda sull’occhio; in A proposito di Davis, anni dopo, interpreta un musicista jazz allo sbando, accasciato sul sedile posteriore di un’auto. I tentativi di Hollywood di trasformarlo in protagonista, con The Babe e il film in live action I Flintstones, non durarono. Il risultato più duraturo di quel periodo fu una voce: James P. Sullivan, il mostro blu che tutti chiamano Sulley, in Monsters & Co. della Pixar, un ruolo a cui è tornato più volte.

Tornato in televisione, nel 2007 vinse un Emmy come attore ospite in Studio 60 on the Sunset Strip. In Treme interpretò un professore della Tulane furioso per il modo in cui New Orleans era stata trattata dopo l’uragano Katrina: un ruolo vicino alla sua esperienza, per un attore che aveva fatto della città la propria base. In rapida successione apparve in The Artist, Flight e Argo; in quest’ultimo, vincitore dell’Oscar per il miglior film, interpretò il truccatore di Hollywood John Chambers. In 10 Cloverfield Lane trasformò la stessa affabilità che aveva reso adorabile Dan Conner nella minaccia di un uomo che ha rinchiuso due sconosciuti nel proprio bunker: forse la prova più spaventosa della sua carriera.

Il racconto critico di Goodman ha un punto cieco: il suo corpo. Per decenni la sua corporatura ha influenzato gran parte dei ruoli che gli venivano affidati, dal simpatico scansafatiche all’uomo delle caverne dei cartoni animati. Ora che ha perso più di 200 libbre grazie a circa dieci anni di esercizio fisico e diari alimentari, la prospettiva della stampa è cambiata senza cambiare argomento: gli articoli sul red carpet lo presentano con la parola «irriconoscibile». Nessuna delle due inquadrature dice molto della sua recitazione. L’Academy non lo ha mai candidato, né per Barton Fink – È successo a Hollywood né per il bunker. E il ruolo che lo ha definito si è concluso male. Il revival di Pappa e ciccia del 2018 fu cancellato dopo che Barr pubblicò un tweet che la presidente della divisione entertainment di ABC definì «abominevole e ripugnante»; il cast proseguì senza di lei con The Conners. Nel 2025 Goodman disse che lui e Barr non si parlavano da sette o otto anni.

The Conners è arrivata al finale nell’aprile 2025, e l’ultima immagine è stata un’idea sua: Dan da solo sul divano, che guarda in camera e dà la buonanotte al pubblico, con una battuta che non era prevista dal copione. Nello stesso anno si è conclusa anche The Righteous Gemstones, la commedia HBO in cui per quattro stagioni ha interpretato Eli Gemstone, il patriarca di una famiglia di telepredicatori, dando alla satira di Danny McBride il suo peso morale.

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Da allora, il lavoro è stato più insolito e vario di un giro d’onore finale. Nel marzo 2026 Chili Finger, commedia nera di Edd Benda e Stephen Helstad, ha debuttato al South by Southwest con Goodman nei panni di Blake Jr., fondatore di una catena regionale di fast food molto amata, nel cui chili spunta un dito amputato. Nel cast, al suo fianco, ci sono Judy Greer e Bryan Cranston. Il 22 settembre ha sfilato sul red carpet della Royal Film Performance a Londra per Digger di Alejandro G. Iñárritu, una satira con Tom Cruise nel ruolo di un magnate del petrolio, in cui Goodman interpreta Compson, un presidente dittatoriale. Il film esce negli Stati Uniti e nel Regno Unito il 2 ottobre, con recensioni nettamente divise. Annabeth, sua moglie da oltre trent’anni, lo ha accompagnato alla première di Los Angeles; Goodman è sobrio dal 2007 e ha parlato apertamente degli anni in cui beveva.

Ciò che lo aspetta porta avanti questo percorso anche nel genere. HBO lo ha scelto per la terza stagione di The Last of Us nel ruolo di Joey, che insieme a Paco, interpretato da Ian Alexander, forma un duo affiatato che si fa chiamare Heroes of the Highway. Si è inoltre unito a Brie Larson in Skeletons, horror con creature diretto da JT Mollner per Sony, ritrovando la Bad Robot di J.J. Abrams a dieci anni da 10 Cloverfield Lane. Sono entrambi film corali. In entrambi serve qualcuno nella stanza capace di spostare l’asse della scena.

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