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Cyberpunk: Edgerunners 2, su Netflix un mercenario finito senza impianti e un ragazzo con la cinepresa

Liv Altman
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La prima Cyberpunk: Edgerunners ha chiuso la storia del suo eroe di strada, David Martinez, e il sequel non prova nemmeno a riaprirla. «Cyberpunk: Edgerunners 2», la nuova serie anime per adulti realizzata da CD Projekt Red e dallo studio di animazione giapponese Trigger, arriva su Netflix con una nuova banda di mercenari e un cast di doppiatori del tutto inedito. Al centro c’è Weak, un edgerunner che un tempo si faceva chiamare King ed era al culmine della carriera, ma che ora è finito e costretto a vivere a Night City senza il chrome che lo rendeva pericoloso.

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Weak è uno dei quattro protagonisti, ciascuno con una storia tutta sua. D, che Netflix definisce un nomade letale, è un netrunner della Snake Nation sulle tracce dell’assassino che ha sterminato il suo clan; la caccia lo porterà vicino a segreti aziendali che non avrebbero mai dovuto venire alla luce. Talia Yang è cresciuta nelle torri delle corporazioni, ma si è temprata tra le fila dei Maelstrom, la gang che la guida ai personaggi di CD Projekt Red descrive come ossessionata dal chrome e dalla violenza estrema. Roman Carax è un giovane cinefilo in cerca di storie vere in una città che ha abbandonato il cinema per il braindance, l’intrattenimento basato su esperienze registrate dell’universo di Cyberpunk. La sinossi ufficiale racconta che le loro vite finiranno per intrecciarsi in modo estremo.

Roman è il personaggio che rivela meglio il tipo di storia che la serie vuole raccontare. La guida ai personaggi spiega che segue le vite degli altri perché è ossessionato dal documentare la verità, salvo scoprire che, a differenza dei suoi film preferiti, le storie di Night City sono caotiche, brutali e raramente si concludono con un finale ordinato. Netflix ha costruito la presentazione della serie intorno alla domanda che lo accompagna: quando il mondo è accecato dallo spettacolo, fino a che punto bisogna spingersi perché la propria storia conti? La sinossi riprende lo stesso tema e promette una storia di famiglia, ossessione, eredità e del modo in cui il nostro sguardo riflette le vicende delle persone che ci circondano.

Il ricambio dietro la macchina da presa è ampio quanto quello davanti. La prima serie era diretta da Hiroyuki Imaishi; con questa, Kai Ikarashi debutta alla regia. Bartosz Sztybor, sceneggiatore e produttore della prima Edgerunners e direttore creativo del franchise Cyberpunk per CD Projekt Red, passa al ruolo di showrunner; Masahiko Otsuka adatta la sceneggiatura e Ichigo Kanno è il character designer principale. Netflix spiega che la nuova banda prende vita attraverso uno stile d’animazione ripensato: l’aspetto che il pubblico ricorda della prima serie, dunque, non è affatto scontato.

Anche le voci sono nuove. Nella versione originale giapponese, Kentaro Tone interpreta Weak, Koki Uchiyama dà la voce a D, Akari Kito a Talia e Momoka Terasawa a Roman. Nel doppiaggio inglese, Weak è affidato al veterano Clancy Brown, con Nazeeh Tarsha nel ruolo di D, Kimoy Lee in quello di Talia e Valeria Rodriguez in quello di Roman.

Sztybor ha chiarito che si tratta di una storia nuova, non di un seguito. Quando CD Projekt Red ha annunciato il progetto, ha dichiarato: «La storia di David potrebbe essere finita, ma a Night City c’è ancora molto da scoprire». Ha promesso «una cronaca cruda e autentica di redenzione e vendetta, qualcosa di diverso da ciò che abbiamo fatto finora». Ha anche raccontato di aver presentato a Trigger la serie come qualcosa che ricordava Pulp Fiction e Léon: The Professional. La premessa suggerisce che il paragone riguardi soprattutto la struttura: vite criminali separate che finiscono per scontrarsi e un giovane estraneo che si avvicina troppo a un mondo di assassini professionisti.

Per CD Projekt Red la posta in gioco è commerciale tanto quanto creativa. La prima serie è entrata nella top ten di Netflix, totalizzando 14,88 milioni di ore di visione nella sua prima settimana; il suo successo ha contribuito a portare le vendite del videogioco Cyberpunk 2077 a 20 milioni di copie e le è valso il premio Anime dell’anno ai Crunchyroll Anime Awards. Un sequel senza protagonisti di ritorno è una scommessa: il pubblico si è appassionato a Night City in sé, non soltanto a David e Lucy. L’ultima anteprima diffusa da Netflix, che mostra una fuga da un edificio Arasaka, riporta al centro della scena la megacorporazione fulcro del gioco.

Anche la colonna sonora segnala un cambio di tono. La prima serie si apriva con This Fffire dei Franz Ferdinand. Il sequel comincia con 10:15 Saturday Night dei The Cure e si chiude con Watson di Petite Meller.

Cyberpunk: Edgerunners 2, Netflix anime series
Cyberpunk: Edgerunners 2. Photo: Netflix

Sulla carta, il sequel ribalta la premessa della prima serie. Quella seguiva un ragazzo di strada nel suo percorso per diventare un edgerunner; la storia di Weak comincia dopo l’ascesa, con un ex re definito da ciò che ha perduto. E la macchina da presa di Roman introduce la domanda che la serie sembra voler lasciare aperta: in una città che trasforma ogni vita in contenuto, registrare la storia di qualcuno serve a proteggerla o la rende soltanto un’altra cosa da vendere?

«Cyberpunk: Edgerunners 2» debutta su Netflix il 20 ottobre 2026 con dieci episodi. È una storia autoconclusiva ambientata nel mondo di Cyberpunk 2077, quindi non è necessario aver visto la prima serie, arrivata su Netflix nel settembre 2022 e ancora disponibile sulla piattaforma. Kai Ikarashi dirige per Trigger e CD Projekt Red, con Bartosz Sztybor nel ruolo di showrunner.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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