Cinema

Duncan Jones, il figlio di Bowie che ha girato Moon in 33 giorni

Penelope H. Fritz
Aggiungici su Google
Duncan Jones
Duncan Jones
Photo: Gage Skidmore / CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita30 maggio 1971
Bromley, London, England
ProfessioneRegista
Noto perSource Code, Moon, Warcraft – L'inizio
PremiBAFTA · British Independent Film Award for Best British Independent Film · British Independent Film Awards · Hugo Award for Best Dramatic Presentation, Long Form

Prima che un solo animatore mettesse mano a Rogue Trooper, Duncan Jones ha preso la sceneggiatura e ha dato la voce a tutti i personaggi: il soldato geneticamente modificato, i tre commilitoni morti la cui coscienza sopravvive nel fucile, nell’elmetto e nello zaino, il traditore a cui dà la caccia. Quel radiodramma fatto in casa è diventato il primo montaggio del film. È un’origine coerente per il lavoro più indipendente che abbia firmato dai tempi di Moon, e un ritratto onesto della sua carriera. Ha lavorato con i soldi di una major e con la libertà di una piattaforma, e ne ha concluso che nessuna delle due gli garantisce il film che vuole.

L’abitudine a fare di testa sua viene da lontano. Duncan Zowie Haywood Jones è venuto al mondo all’ospedale di Bromley, nel sud di Londra, il 30 maggio 1971, unico figlio di David Bowie e della prima moglie Angie; è il neonato per cui il padre scrisse “Kooks”, nell’album Hunky Dory. Dopo il divorzio la custodia andò a Bowie, e il bambino crebbe tra Londra, Berlino e Vevey, in Svizzera, cresciuto soprattutto dal padre e da una tata scozzese, Marion Skene. I giornali lo chiamavano Zowie Bowie. A 12 anni chiese di essere chiamato Joey, poi Joe, e verso i 18 tornò al nome scritto sul certificato di nascita. Jones, non Bowie.

La strada verso la regia è stata lunga e quasi accademica. Ha frequentato il collegio di Gordonstoun, in Scozia, si è laureato in filosofia al College of Wooster, in Ohio, ha iniziato un dottorato alla Vanderbilt University e l’ha lasciato per iscriversi alla London Film School, dove si è diplomato nel 2001. Poi la pubblicità e un incarico come regista delle sequenze animate del videogioco politico Republic: The Revolution. Il suo spot del 2006 per French Connection, in cui due donne si azzuffano e si baciano per un istante, raccolse 127 reclami presso l’autorità britannica per la pubblicità. Dagli spot ha imparato la cosa che serviva di più al suo primo film: far sembrare costosa un’immagine che costa poco.

Moon è stato scritto su misura per Sam Rockwell, è costato cinque milioni di dollari ed è stato girato in 33 giorni in un unico set di base lunare agli studi di Shepperton, con modellini veri al posto degli effetti digitali. Rockwell interpreta un uomo che sta finendo un contratto di tre anni, da solo, sul lato nascosto della Luna e scopre di non essere né il primo né l’unico ad aver occupato quel posto. Dopo l’anteprima al Sundance nel 2009 il film ha incassato meno di dieci milioni nel mondo, ma ha fruttato a Jones il BAFTA per il miglior esordio britannico, due British Independent Film Awards e il premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica. Nel cast c’era il comico Matt Berry, che oggi torna come voce in Rogue Trooper.

Hollywood si è mossa in fretta. Jake Gyllenhaal ha visto Moon e ha insistito perché fosse Jones a dirigere Source Code, un thriller costruito su un ciclo di otto minuti a bordo di un treno pendolari diretto a Chicago, che nel 2011 ha incassato 147 milioni di dollari a fronte di un budget di 32. Jones ha raccontato che lo studio sostiene ancora oggi che il film non abbia mai prodotto utili. Poi è arrivato Warcraft – L’inizio, l’adattamento del videogioco Blizzard prodotto da Legendary, ereditato nel 2013 da Sam Raimi e riscritto perché gli orchi avessero nella storia lo stesso peso degli umani. La malattia ha incorniciato l’intera lavorazione. La moglie, la fotografa Rodene Ronquillo, era in cura per un tumore al seno quando il progetto è partito, e il padre è morto nel gennaio 2016, cinque mesi prima dell’uscita. “Il mio film è cominciato ed è finito con il cancro”, ha detto al New York Times.

I numeri di Warcraft – L’inizio si possono leggere in due modi, ed entrambi sono veri. Il film ha incassato 439 milioni di dollari nel mondo, 225,5 dei quali in Cina, ed è rimasto per sette anni l’adattamento da videogioco più redditizio di sempre. Negli Stati Uniti si è fermato a 47,4 milioni, la critica gli ha dato il 29% su Rotten Tomatoes e, con 160 milioni di budget più la promozione, non è mai andato in pareggio. La versione comoda della sua storia è quella dell’autore schiacciato dalla macchina del franchise. Mute la smentisce. Netflix gli ha lasciato realizzare il progetto che inseguiva da più di dieci anni, un noir berlinese con Alexander Skarsgård nei panni di un barista muto e Paul Rudd come l’uomo che gli sbarra la strada, senza un botteghino a cui rendere conto. È il suo film peggio recensito, con il 21%. Quello che si è inceppato dopo Source Code non dipende soltanto dalle ingerenze degli studios.

Ha annunciato Rogue Trooper nel luglio 2018, pochi mesi dopo Mute. Il personaggio, creato da Gerry Finley-Day e Dave Gibbons per il fumetto britannico 2000 AD, aveva già fatto naufragare un precedente tentativo di adattamento. Insieme a Stuart Fenegan, il produttore che lo accompagna da Moon, Jones ha convinto Rebellion, proprietaria di 2000 AD, a farlo con loro, e ha scelto l’animazione perché un film di guerra dal vero di quelle dimensioni era fuori dalla portata di un budget indipendente. Treehouse Digital lo ha costruito con Unreal Engine 5 di Epic Games, anche se la squadra ha dovuto abbandonare il motore per lunghi tratti e passare ad altri programmi. Ci sono voluti poco più di quattro anni. Il cast vocale è un appello del cinema britannico: Aneurin Barnard nel ruolo del protagonista, Hayley Atwell, Jack Lowden, Sean Bean, Diane Morgan e Reece Shearsmith.

Il film ha avuto la prima mondiale al festival dell’animazione di Annecy il 22 giugno 2026, otto anni dopo il lungometraggio precedente, ed è passato nella sezione Midnight Madness di Toronto il 19 settembre. Le recensioni sono state calde ma non unanimi. Screen Daily lo ha definito una piccola alternativa britannica, scalcinata e sfrontata, alla Marvel americana, ammettendo però che non tutto funziona; Looper ha lodato l’umorismo e avvertito che l’estetica da videogioco richiede un po’ di abitudine. Al momento della proiezione a Toronto non aveva ancora un distributore per le sale. “Non sto facendo un film da studio”, ha detto Jones, convinto che le reazioni del pubblico e della critica possano dare ai compratori la fiducia che di solito arriva dal logo di una major.

YouTube video

Nella vita privata, Jones ha sposato Rodene Ronquillo nel novembre 2012 e da allora la coppia si batte per la diagnosi precoce del tumore al seno. Hanno due figli, un maschio nato nel 2016 e una femmina nel 2018. Ha anche allargato il mondo di Moon e Mute oltre lo schermo con Madi: Once Upon a Time in the Future, un romanzo a fumetti che ha scritto a quattro mani.

A settembre, interrogato sui suoi anni con Netflix, ha detto che quella stagione favorevole ai registi, la stessa che aveva reso possibile Mute, si è chiusa: “Non succede più”. Rogue Trooper è la sua risposta, un lungometraggio finito e finanziato in modo indipendente con strumenti che non esistevano quando provò a metterlo in piedi la prima volta. La prossima mossa non spetta più a lui. Spetta al distributore che deciderà se la deviazione di otto anni di un regista britannico dentro un motore per videogiochi meriti il buio di una sala.

Film principali

Tag: , , , , ,

Aggiungici su Google

Discussione

Ci sono 0 commenti.