Attori

Jeffrey Wright, l’attore di American Fiction che sarà Willy Loman per Chinonye Chukwu

Penelope H. Fritz
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Jeffrey Wright
Jeffrey Wright
Photo: David Shankbone / CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita7 dicembre 1965
Washington, D.C., Stati Uniti
ProfessioneAttore
Noto perHunger Games: La ragazza di fuoco, The Batman, Casino Royale
PremiTony · Emmy · Golden Globe · Independent Spirit · British Academy Games Award per la migliore interpretazione non protagonista · Premio del Presidente del Festival internazionale del cinema di Karlovy Vary

Per gran parte della sua carriera sullo schermo, Jeffrey Wright è rimasto un passo di lato rispetto all’eroe. Ha finanziato James Bond a un tavolo da poker in Montenegro e ha accompagnato il Batman di Robert Pattinson sulle scene del crimine che la polizia di Gotham avrebbe preferito tenergli nascoste. Nel multiverso animato Marvel si è spinto ancora oltre, prestando la voce all’Osservatore, un essere cosmico il cui compito è guardare senza intervenire. Sono ruoli solidi. Ma la domanda che la sua carriera continua a porre è cosa succeda quando qualcuno gli permette di stare al centro dell’inquadratura: le poche volte che è accaduto, la risposta è stata impossibile da ignorare.

Il teatro se n’è accorto per primo. A Broadway, in Angels in America di Tony Kushner, ha interpretato Belize, l’infermiere incaricato di assistere Roy Cohn mentre l’avvocato muore di AIDS: una prova che gli è valsa un Tony Award. Un decennio più tardi è tornato a vestire i panni di Belize nella versione di Mike Nichols per HBO, conquistando per lo stesso personaggio un Emmy e un Golden Globe.

Wright è nato a Washington, D.C., il 7 dicembre 1965. Sua madre era un’avvocata specializzata in diritto doganale; suo padre è morto quando lui era ancora bambino. Ha frequentato la St. Albans School e poi l’Amherst College, dove ha studiato scienze politiche, giocato a lacrosse e si è preparato a iscriversi a giurisprudenza. Al terzo anno, però, la prova di un amico in un corso di recitazione lo ha spinto a iscriversi allo stesso laboratorio come materia opzionale. Nel 1988 è rimasto due mesi nel corso di recitazione MFA della New York University, prima di lasciarlo per recitare in Les Blancs all’Arena Stage di Washington: lo spettacolo che ha chiarito quale sarebbe stato il suo mestiere.

Il suo primo ruolo cinematografico di rilievo è stato quello di un avvocato in tribunale in Presumed Innocent di Alan J. Pakula, nel 1990. Il Tony per Angels in America è arrivato nel 1994 e, due anni dopo, Julian Schnabel gli ha affidato il suo primo ruolo da protagonista: il pittore Jean-Michel Basquiat in Basquiat. Roger Ebert ha scritto che offriva «un’interpretazione dalla quasi mistica opacità», una definizione azzeccata di ciò che Wright sa fare meglio ancora oggi: far sentire al pubblico quello che un personaggio non dice.

Il decennio successivo lo ha reso uno degli attori più richiesti del cinema americano, senza trasformarlo in una star. Nel 2000 è stato Peoples Hernandez in Shaft, l’anno seguente ha interpretato Martin Luther King Jr. nel film HBO Boycott e, a Broadway, il fratello maggiore accanto a Mos Def in Topdog/Underdog di Suzan-Lori Parks, ruolo che nel 2002 gli ha fruttato una seconda candidatura al Tony. Nel 2006 è diventato Felix Leiter, l’alleato di Bond nella CIA, in Casino Royale, tornando a interpretarlo in Quantum of Solace e, tredici anni dopo, in No Time to Die. Tra un film e l’altro ha vestito i panni di Muddy Waters in Cadillac Records e quelli di una lunga serie di agenti e funzionari incaricati di aggiornare personaggi più celebri di lui.

La televisione gli ha lasciato più spazio. In Boardwalk Empire – L’impero del crimine ha interpretato Valentin Narcisse, un gangster di Harlem che pretende di essere chiamato dottore, nelle ultime due stagioni della serie. Nel 2013 è entrato anche nel cast di Hunger Games: La ragazza di fuoco nel ruolo di Beetee, il taciturno ingegnere della ribellione. Poi è arrivato Westworld – Dove tutto è concesso, in cui dal 2016 ha interpretato Bernard Lowe, il responsabile della programmazione di un parco a tema popolato da androidi, che scopre di essere uno di loro. Il ruolo gli è valso tre candidature agli Emmy.

Ed è qui che si vede anche la trappola. Westworld – Dove tutto è concesso è diventata sempre più criptica stagione dopo stagione e Bernard, il personaggio più interessante della prima, è stato usato sempre più spesso per spiegare gli sviluppi della trama. HBO ha cancellato la serie dopo la quarta stagione, nel 2022, e poche settimane dopo l’ha rimossa dal proprio servizio di streaming: per un breve periodo, il lavoro da protagonista più continuativo della carriera televisiva di Wright non ha avuto alcuna piattaforma legale che lo ospitasse. I franchise che lo hanno ingaggiato hanno apprezzato la sua autorevolezza più della sua versatilità e l’hanno sfruttata per rendere credibili i loro universi narrativi. Raramente gli hanno chiesto cosa fosse in grado di sostenere da solo.

American Fiction, diretto da Cord Jefferson e uscito nel 2023, ha posto proprio questa domanda, partendo da una premessa molto vicina al problema. Wright ha interpretato Thelonious «Monk» Ellison, uno scrittore a cui viene detto che i suoi libri non sono abbastanza neri e che, sotto pseudonimo, scrive una rozza parodia della narrativa sul trauma premiata dall’industria, per poi vederla diventare un bestseller. La sua prova gli ha procurato la prima candidatura all’Oscar, come miglior attore, e un Independent Spirit Award per la migliore interpretazione da protagonista. Con Sterling K. Brown candidato nella categoria non protagonista, è stata la prima volta che un attore nero protagonista e un attore nero non protagonista dello stesso film sono stati entrambi candidati agli Oscar. Nella stessa stagione Wright ha interpretato Adam Clayton Powell Jr. in Rustin.

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Da allora le proposte sono arrivate a condizioni migliori. Nel 2025 è tornato a interpretare Isaac Dixon, il comandante della milizia a cui aveva dato voce nel videogioco, nella seconda stagione di The Last of Us di HBO, ottenendo una candidatura agli Emmy. In The Agency interpreta l’agente della CIA Henry Ogletree, accanto a Michael Fassbender; la seconda stagione è arrivata nel 2026. Nel 2025 ha inoltre lavorato con Spike Lee in Highest 2 Lowest, nel ruolo dell’autista il cui figlio viene rapito al posto di quello del suo datore di lavoro, e per la terza volta con Wes Anderson. Nell’aprile 2026 la sua interpretazione vocale di Chase nel videogioco Dispatch ha vinto un BAFTA Games Award; a luglio il festival di Karlovy Vary gli ha assegnato il suo President’s Award e ha proiettato Basquiat in suo onore.

Nel 2000 Wright ha sposato l’attrice Carmen Ejogo; hanno avuto un figlio e una figlia e in seguito hanno divorziato. Lontano dai set, ha cofondato Taia e la Taia Peace Foundation, entrambe oggi non più attive, e ha ricoperto il ruolo di vicepresidente di Taia Lion Resources, una società di esplorazione aurifera che mirava a creare un’attività mineraria priva di legami con i conflitti in Sierra Leone.

I prossimi impegni sono numerosi. Tornerà nel ruolo di Jim Gordon in The Batman Part II, le cui riprese sono iniziate a Londra nel giugno 2026, si sono fermate a ottobre e la cui uscita è fissata a febbraio 2028; inoltre, il ruolo di Isaac si amplia nella terza stagione di The Last of Us, attesa per il 2027. In Samo Lives di Julius Onah interpreta il padre di Jean-Michel Basquiat, tre decenni dopo aver vestito i panni del pittore. Il progetto più importante è un film tratto da Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, prodotto da Focus Features e Amblin, diretto da Chinonye Chukwu e adattato insieme a Tony Kushner, lo scrittore che gli ha dato il ruolo di Belize. Wright interpreterà Willy Loman, un venditore che trascorre la vita convinto di stare per diventare qualcuno, in un’opera che Miller ha costruito interamente attorno a un solo uomo.

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