Attori

Christian Slater, dal ribelle di Schegge di follia ai padri di cui diffidare

Penelope H. Fritz
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Christian Slater
Christian Slater
Photo: Siebbi / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita18 agosto 1969
New York City, New York, United States
ProfessioneAttore
Noto perIntervista col vampiro, Il nome della rosa, Una vita al massimo
PremiGolden Globe · Emmy

Da un decennio Christian Slater interpreta padri di cui è meglio non fidarsi. In Mr. Robot era l’hacker con la giacca rattoppata che si rivelava essere l’immagine del padre morto, plasmata da un figlio in lutto. In Dexter: Original Sin era Harry Morgan, il poliziotto che insegna al figlio adottivo un codice per uccidere. In If I Had Legs I’d Kick You è il marito che compare a malapena: una voce al telefono che rimprovera una moglie ormai allo stremo. Una specializzazione curiosa per l’attore che un tempo interpretava l’adolescente più pericoloso del cinema americano, e che riporta a una domanda che lo accompagna da gran parte della vita: che cosa vuole davvero Hollywood da Christian Slater, ora che il ribelle è cresciuto?

È cresciuto nel mondo dello spettacolo. Suo padre, Michael Hawkins, era un attore, mentre sua madre, Mary Jo Slater, è passata dal lavoro di agente a quello di direttrice del casting e produttrice. Slater è cresciuto al Manhattan Plaza, il complesso residenziale sovvenzionato per artisti dello spettacolo a Hell’s Kitchen, e ha terminato gli studi alla LaGuardia High School of Music & Art and Performing Arts. Aveva otto anni quando ottenne il suo primo ruolo televisivo nella soap opera della ABC One Life to Live; a dieci debuttò a Broadway, interpretando il balbuziente Winthrop in una ripresa di The Music Man accanto a Dick Van Dyke.

Nato a New York il 18 agosto 1969, Slater arrivò al cinema con La leggenda di Billie Jean nel 1985. Un anno dopo Jean-Jacques Annaud lo scelse per il ruolo dell’apprendista monaco di Sean Connery ne Il nome della rosa. Il personaggio che ne fissò l’immagine arrivò nel 1989: J.D., il nuovo arrivato affascinante e omicida che seduce Winona Ryder in Schegge di follia. I critici vi riconobbero un giovane Jack Nicholson, tra sopracciglia inarcate e voce strascicata; il paragone diventò al tempo stesso il suo biglietto da visita e una gabbia. Nel 1990 seguì il DJ di una radio pirata in Pump Up the Volume.

Gli anni delle grandi produzioni arrivarono in fretta. Nel 1991 fu Will Scarlett in Robin Hood – Principe dei ladri e, nel 1993, interpretò Clarence Worley in Una vita al massimo di Tony Scott, da una sceneggiatura di Quentin Tarantino. Roger Ebert scrisse che Slater aveva «quel tipo di spavalda incoscienza di cui il film ha bisogno». In Intervista col vampiro (1994) vestì i panni dell’intervistatore Daniel Molloy dopo la morte dell’amico River Phoenix, scelto inizialmente per la parte; Slater devolse il compenso agli enti benefici preferiti da Phoenix. In Nome in codice: Broken Arrow (1996) di John Woo recitò al fianco di John Travolta.

L’incoscienza non era confinata allo schermo, un aspetto che la versione da classifica dei suoi anni Novanta tende a tralasciare. Nel 1989 Slater fu arrestato per guida in stato di ebbrezza e scontò dieci giorni di carcere. Nel 1994 cercò di imbarcarsi su un volo con una pistola nel bagaglio. Nel 1997, dopo due giorni passati tra eroina, cocaina e alcol, picchiò la sua fidanzata e aggredì un agente di polizia; fu condannato a tre mesi di carcere, seguiti da un programma di riabilitazione residenziale, e venne rilasciato dopo 59 giorni. Una volta disintossicato, riassunse tutto in una frase: «Il lavoro è il mio hobby, restare sobrio è il mio mestiere». Il paragone con Nicholson lo aveva lanciato come una star con un lato pericoloso; quel decennio dimostrò che il pericolo era reale e che l’industria era meno disposta a perdonarlo quando gli incassi cominciarono a calare.

Gli anni successivi furono i meno lusinghieri della sua carriera. Lavorò senza sosta, spesso in film visti da pochi, come l’adattamento del videogioco Alone in the Dark di Uwe Boll, stroncato dalla critica, nel 2005. La televisione continuava ad affidargli ruoli da protagonista, per poi toglierglieli: My Own Worst Enemy della NBC fu cancellata nel 2008 dopo nove episodi; The Forgotten della ABC durò una sola stagione nel 2009; Breaking In della Fox arrivò a due stagioni e Mind Games, sempre della ABC, fu ritirata nel 2014 dopo la messa in onda di cinque episodi. Nel mezzo di quel periodo Lars von Trier gli affidò una piccola parte in Nymphomaniac (2013), quella del padre della protagonista, Joe. All’epoca in pochi notarono la scelta. Oggi sembra un’anticipazione.

Mr. Robot di Sam Esmail, trasmessa da USA Network per quattro stagioni dal 2015 al 2019, cambiò il modo in cui il pubblico lo guardava. Nei panni dell’anarchico che recluta Elliot, il solitario esperto di sicurezza informatica interpretato da Rami Malek, Slater conservò la vecchia aura minacciosa, trasformandola in qualcosa di più doloroso, perché il personaggio esiste soltanto nella mente di Elliot. Nel 2016 vinse il Golden Globe come miglior attore non protagonista in una serie, miniserie o film per la televisione, e fu candidato di nuovo nel 2017 e nel 2018. Da allora, le scelte di casting hanno seguito una linea coerente. Nella seconda stagione di Dirty John (2020) interpretò Dan Broderick, l’ex marito che viene ucciso; in Dr. Death (2021) fu il chirurgo che cerca di fermare un collega pericoloso, oltre a figurare tra i produttori esecutivi.

Nel 2024 interpretò Vic, uno degli amici del miliardario della tecnologia, in Blink Twice, esordio alla regia di Zoë Kravitz, e l’orco Mulgarath in The Spiderwick Chronicles, la serie di Roku Channel che nel marzo 2025 gli valse un Children’s and Family Emmy come miglior interprete protagonista. Dexter: Original Sin debuttò su Paramount+ con Showtime nel dicembre 2024; rinnovata per una seconda stagione, fu poi cancellata nell’agosto 2025, dopo la fusione con Skydance. Nel giugno 2025 ricevette una stella sulla Hollywood Walk of Fame nella categoria televisiva; tra gli oratori alla cerimonia c’era Michael Lehmann, il regista di Schegge di follia. Più tardi, nello stesso anno, interpretò Charles in If I Had Legs I’d Kick You di Mary Bronstein, il film che ha portato a Rose Byrne un Golden Globe e una candidatura all’Oscar.

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La sua vita privata è stata più tranquilla di quanto lasciassero presagire i suoi vent’anni. Nel 2000 sposò Ryan Haddon; ebbero due figli e divorziarono nel 2007. Nel 2013 sposò Brittany Lopez in Florida: hanno una figlia, nata nel 2019, e un figlio, nato nel 2024. Divide il suo tempo tra Coconut Grove, a Miami, e Hell’s Kitchen; nel settembre 2026 è apparso accanto a Jenny Slate come volto della campagna autunnale di Cole Haan.

Le prossime tappe hanno già una data. La commedia di rapina di David Leitch How to Rob a Bank, in cui Slater interpreta Walton accanto a Nicholas Hoult, Zoë Kravitz e John C. Reilly, arriverà nelle sale il 13 novembre 2026, dopo che Amazon MGM ne ha spostato l’uscita da settembre. Orion Pictures distribuirà The Hole, film horror di Kim Jee-woon con Theo James e Hoyeon, il 25 giugno 2027. Slater fa inoltre parte del cast di Incidents of Intimacy, il primo lungometraggio dell’artista danese Jesper Just, una produzione Dogma 25 di Zentropa con Trine Dyrholm, attesa nelle sale nel 2027. Il progetto lo riporta nell’ambiente di von Trier, che un tempo lo aveva scelto per il ruolo di un padre.

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