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Bokeem Woodbine, il caratterista che Fargo ha liberato dalla divisa

Penelope H. Fritz
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Bokeem Woodbine
Bokeem Woodbine
Photo: uncle_shoggoth / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita13 aprile 1973
Harlem, New York City, United States
ProfessioneAttore
Noto perSpider-Man: Homecoming, Ghostbusters – Legacy, The Rock
PremiBlack Reel Award for Outstanding Supporting Actor, TV Movie or Limited Series

In questo momento Bokeem Woodbine porta due distintivi contemporaneamente. In Primetime è il capo della polizia di una cittadina texana che aiuta il Chris Hansen di Robert Pattinson a tendere una trappola davanti alle telecamere; in Dexter: Resurrection diventa capitano della omicidi di New York, con una figlia nella squadra e un serial killer a piede libero in città. Apple TV, intanto, lo ha ingaggiato come regolare in Disavowed, thriller di spionaggio costruito attorno a James Marsden nei panni di un agente della CIA licenziato. La divisa la conosciamo. È quello che lui ci mette dentro a spiegare perché i registi continuano a chiamarlo.

La prova più chiara è arrivata quando uno sceneggiatore gli ha consegnato parole invece di una fondina. Nella seconda stagione di Fargo, la serie di Noah Hawley, Woodbine era Mike Milligan, sicario della mafia di Kansas City che parlava per frasi elaborate e divertite, capaci di trasformare ogni minaccia in una piccola lezione e ogni trattativa in uno spettacolo per un solo spettatore. Un ruolo da comprimario che si è preso l’intera stagione. E che ha mostrato quanto poco l’industria gli avesse chiesto fino a quel momento.

È cresciuto ad Harlem, dove è nato nell’aprile del 1973, e ha attraversato due scuole di Manhattan agli antipodi: la Dalton School, nell’Upper East Side, e poi la Fiorello H. LaGuardia High School of Music & Art and Performing Arts. Il primo lavoro davanti alla macchina da presa fu uno speciale per ragazzi della CBS intitolato «Love Off Limits». Lì lo notò la direttrice del casting Jaki Brown-Karman, che lo segnalò a Forest Whitaker, allora alle prese con Strapped, il suo primo film da regista, per HBO.

Quella segnalazione lo portò dentro l’ondata del cinema afroamericano dei primi anni Novanta. Lavorò con Spike Lee e con Mario Van Peebles, poi arrivò il ruolo che segnò il suo primo decennio. In Jason’s Lyric di Doug McHenry, ambientato nel Third Ward di Houston, era Joshua Alexander, il fratello minore appena uscito di prigione, segnato dalla notte in cui i due ragazzi videro morire il padre violento. Il critico di Variety ne lodò la prova accanto a quelle di Allen Payne e Forest Whitaker. Un anno dopo i fratelli Hughes lo vollero come Cleon in Dollari sporchi, uno dei reduci del Vietnam che tornano nel Bronx senza nulla e preparano l’assalto a un furgone portavalori.

In parallelo correva la musica. Nel 1996 comparve nel videoclip di «I Ain’t Mad at Cha» di Tupac Shakur e tra i due nacque un’amicizia; si ritrovarono nell’esordio alla regia di Vondie Curtis-Hall, uscito quattro mesi dopo l’omicidio del rapper. Il Wu-Tang Clan lo volle in tre dei suoi video. Nel 2004 interpretò il sassofonista David «Fathead» Newman in Ray, il ritratto di Ray Charles firmato da Taylor Hackford che valse l’Oscar a Jamie Foxx.

Poi venne il lungo tratto di mezzo, quello che sparisce nel racconto comodo secondo cui «Fargo lo ha scoperto». Woodbine non è stato scoperto nel 2015: Variety lo aveva già elogiato nel 1994. In mezzo c’è stata una carriera tenuta in piedi dalla quantità. Film d’azione a basso costo per Jesse V. Johnson, comparsate in serie poliziesche, un condannato a morte accanto a Holly Hunter nella serie di TNT Saving Grace, una guardia qui, uno scagnozzo là. I direttori del casting leggevano quell’attore nero alto, dalla voce profonda, nato ad Harlem, come minaccia o come autorità, quasi mai come qualcosa nel mezzo. Anche dopo la candidatura agli Emmy lo schema si è ripresentato: uno sceriffo, un investigatore di una task force, un capitano della omicidi e ora un capo della polizia. I ruoli sono cresciuti di prestigio molto più di quanto siano cambiati di natura.

Il prestigio, però, è stato reale. Fargo gli ha portato una candidatura agli Emmy, una ai Critics’ Choice Television Awards e un Black Reel Award, e i lavori successivi sono arrivati da indirizzi migliori. In Underground era Daniel, un uomo ridotto in schiavitù che impara da solo a leggere. In Spider-Man: Homecoming ha raccolto il guanto di Shocker nei panni di Herman Schultz. Per due stagioni di Halo, su Paramount+, è stato Soren-066, uno Spartan disertore diventato pirata, fino alla cancellazione della serie nel 2024. Elegance Bratton lo ha scelto per The Inspection, il dramma A24 ambientato in un campo di addestramento dei Marines, e Steven Zaillian lo ha inserito nel Ripley in bianco e nero come Alvin McCarron, l’investigatore privato americano che compare nel tratto finale per riaprire la scomparsa di Dickie Greenleaf davanti al Tom Ripley di Andrew Scott.

Le scelte più recenti guardano alla serialità corale con una forte firma d’autore. In Government Cheese, su Apple TV+, nel 2025 è stato Bootsy, l’amico criminale che continua a trascinare nei guai l’ex detenuto Hampton Chambers di David Oyelowo. La critica si è divisa sulla serie, ma il personaggio rientrava in un disegno che costruisce da dieci anni: l’uomo ai margini dell’inquadratura che cambia la temperatura di ogni scena in cui entra.

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Primetime, il film di Lance Oppenheim sulla lavorazione del programma della NBC To Catch a Predator, è stato presentato alla Mostra di Venezia nel settembre 2026 ed è uscito nelle sale statunitensi il 25 settembre con A24. Il suo Cortland Gunn è un personaggio inventato, un capo della polizia scritto per prendere il posto di uno reale. Il dettaglio dice molto di come il film lo usa: quando la sceneggiatura ha avuto bisogno di un uomo di legge capace di reggere il peso di un’istituzione in poche scene, lo ha costruito attorno a Woodbine.

Il prossimo distintivo arriva il 30 ottobre, quando la seconda stagione di Dexter: Resurrection debutterà su Paramount+ con Woodbine nel ruolo del capitano Mixon, capo della omicidi dai modi duri e padre della Fiona di Nona Parker Johnson, accanto a Michael C. Hall. Poi toccherà a Disavowed, creata da Art Marcum e Matt Holloway, con Norman Reedus e Sylvia Hoeks nel cast. Mixon è l’ennesimo uomo al comando di una centrale di polizia. Se gli sceneggiatori gli daranno le frasi di Milligan, sarà un ruolo; altrimenti resterà un ingaggio.

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