Cinema

Papà Vecchi: Uno Sguardo Divertente e Doloroso sul Conflitto Generazionale

Martin Cid
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La scena iniziale di Papà Vecchi stabilisce il tono con Bill Burr nel ruolo di Jack Kelly, che viene pubblicamente rimproverato dal direttore della scuola materna di suo figlio per l’audacia di arrivare due minuti in ritardo. È un momento che sembra dolorosamente specifico dei nostri tempi—uomini di mezz’età che navigano un mondo sempre più ostile alla loro esistenza—and è proprio qui che il film trova la sua punta più affilata.

Diretto dal comico Bill Burr nel suo debutto cinematografico, Papà Vecchi segue Jack (Burr), Connor Brody (Bobby Cannavale) e Mike Richards (Bokeem Woodbine) mentre cercano di affrontare la vita moderna dopo aver venduto la loro azienda a un gruppo di CEO millennial. La premessa è perfetta per una commedia, e Burr non si tira indietro nel sottolineare il divario generazionale, soprattutto nelle scene in cui la frustrazione di Jack verso la correzione politica esplode o quando Mike scopre che la sua ragazza molto più giovane è incinta nonostante la vasectomia.

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I momenti più forti del film arrivano dalle interpretazioni degli attori. Burr porta la sua energia caratteristica da brontolone a Jack, rendendolo sia irritante che stranamente relazionabile. La sua performance è un punto alto, catturando l’esasperazione di un uomo che si sente sempre più fuori sincronia con il mondo intorno a lui. Cannavale e Woodbine reggono bene come i suoi amici sofferenti, con la consegna deadpan di Cannavale che fornisce un bel contrasto alla volatilità di Burr. La dinamica del trio è il cuore del film, e la loro chimica brilla in scene come il loro viaggio su strada per convincere un eremita recluso a rappresentare la loro azienda o la loro festa da scapolo notturna al casinò.

Tuttavia, Papà Vecchi inciampa quando cerca troppo di essere audace. Le battute sulla correzione politica e le sensibilità dei millennial spesso sembrano logore e monotematiche, basate su stereotipi superati piuttosto che su una satira intelligente. Ad esempio, la scena in cui Jack è costretto a scusarsi con una stanza piena di genitori e bambini per il suo sfogo sembra più un pretesto per una battuta che un’esplorazione genuina della crescita del personaggio. Il film lotta anche con il ritmo, soprattutto nel terzo atto, che sembra affrettato e contorto mentre cerca di chiudere diverse trame.

Dove il film crolla davvero è nella mancanza di originalità. Mentre la premessa ha potenziale, Papà Vecchi spesso sembra un riadattamento di commedie generazionali migliori come Step Brothers o The Other Guys. La sceneggiatura si affida troppo al valore shock e all’umorismo volgare, che indebolisce i momenti di vera intuizione sull’insecurity maschile di mezz’età. Ad esempio, la scena in cui la giovane ragazza di Mike rivela di essere incinta nonostante la vasectomia viene giocata per ridere piuttosto che come un momento di complessità emotiva genuina.

I valori di produzione del film sono solidi se non memorabili, con una direzione competente da parte di Burr ma poco in termini di visuali o tecniche narrative innovative. La colonna sonora è un mix, con scelte musicali anacronistiche che a volte distraggono più che evocare nostalgia. Ad esempio, l’uso della musica di Leonard Cohen sembra fuori posto in un film su uomini di mezz’età che lottano con le sensibilità moderne.

Nonostante i suoi difetti, Papà Vecchi ha momenti di vero umorismo e cuore. Le interpretazioni sono solide, e la premessa centrale tocca una tensione culturale reale. La dinamica tra Burr, Cannavale e Woodbine è il punto forte del film, e la loro chimica eleva anche i momenti più deboli. Ad esempio, la scena in cui il trio affronta le loro battute misogine registrate da una telecamera nascosta è sia divertente che sorprendentemente toccante.

Il film tocca anche temi di paternità e invecchiamento con una profondità sorprendente. Le lotte di Jack con il direttore della scuola materna del figlio evidenziano le frustrazioni della genitorialità moderna, mentre la gravidanza inattesa di Mike lo costringe a confrontarsi con la sua stessa mortalità e prontezza per essere di nuovo padre. Questi momenti aggiungono uno strato di risonanza emotiva che eleva il film al di sopra del semplice umorismo shock.

Papà Vecchi è un film che probabilmente risuonerà con un pubblico specifico—uomini di mezz’età che si sentono sempre più fuori sincronia con il mondo moderno. È un film che potrebbe piacere a tuo zio complottista, uno che sfrutta stereotipi superati e umorismo volgare per fare i suoi punti. Tuttavia, offre anche momenti di vera intuizione e profondità emotiva che potrebbero apprezzare anche altri.

L’uscita del film su Netflix a ottobre 2023 parla al suo pubblico di riferimento—utenti dello streaming in cerca di qualcosa di familiare e rassicurante. Non è un film che conquisterà i critici o ridefinirà il genere della commedia, ma ha i suoi pregi. La chimica tra Burr, Cannavale e Woodbine è innegabile, e le loro interpretazioni portano avanti il film anche nei momenti più deboli.

In termini di confronti, Papà Vecchi condivide il DNA con film come Step Brothers, che esplora anch’esso la dinamica dell’amicizia maschile di mezz’età e la frustrazione verso la vita moderna. Tuttavia, mentre Step Brothers eccelle nell’assurdo umorismo e nei momenti commoventi, Papà Vecchi spesso sembra più cinico e meno disposto a correre rischi.

Il debutto alla regia di Bill Burr mostra segni di promessa, soprattutto nella sua capacità di ottenere interpretazioni forti dal cast. Tuttavia, la sceneggiatura si affida troppo a battute logore sulla correzione politica e le sensibilità dei millennial, impedendole di raggiungere il suo pieno potenziale. L’umorismo spesso sembra più cattivo che intelligente, e il film lotta per trovare un equilibrio tra satira e risonanza emotiva genuina.

Papà Vecchi non è privo di momenti brillanti. La scena in cui Jack incontra un eremita recluso che ha scelto di vivere fuori dalla rete dagli anni ’80 è sia divertente che stimolante, evidenziando il potenziale del film per una esplorazione più profonda dei suoi temi. Allo stesso modo, la dinamica tra Burr e Rachael Harris nel ruolo della dottoressa Lois Schmieckel-Turner aggiunge uno strato di complessità al personaggio di Jack, mostrando la sua lotta con la gestione della rabbia e le aspettative poste su di lui come padre.

Alla fine, Papà Vecchi è un film che dividerà il pubblico. Chi cerca una commedia diretta con battute familiari sulle differenze generazionali potrebbe trovarla divertente, mentre chi cerca qualcosa di più originale o intuitivo potrebbe rimanere deluso.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

  • Dash McCloud — Nate Kelly

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