Calcio

Alexis Mac Allister, il regista che il Liverpool non rinnova e l’Argentina non può perdere

Penelope H. Fritz
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Alexis Mac Allister
Alexis Mac Allister
Photo: Bryan Berlin / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita24 dicembre 1998
Santa Rosa
ProfessioneCalciatore
PalmarèsCampionato mondiale ×2 · Copa América 2024 · Premier League 2024-25 · EFL Cup 2023-24 · CONMEBOL-UEFA Cup of 2022 · Liga Profesional
Premi individualiSquadra dell'Anno della PFA · Giocatore del Mese della Premier League · Prima Divisione Argentina

Ci sono calciatori il cui valore diventa evidente soltanto quando non ci sono. Alexis Mac Allister ha costruito la sua carriera proprio così: è il centrocampista che riceve il pallone sotto pressione, lo passa a un compagno in una posizione migliore e poi torna a correre per riconquistarlo. Il Liverpool, il club in cui lo ha fatto per tre stagioni intere, gli ha comunicato che al momento non è in condizione di offrirgli un nuovo contratto. L’Argentina, che ha appena perso Lionel Messi, ritiratosi dalla nazionale, gli chiede di assumersi maggiori responsabilità. I due messaggi vanno in direzioni opposte, e la sua prossima mossa dipenderà da quale dei due deciderà di ascoltare.

Il cognome racconta già metà della storia. Mac Allister viene da Santa Rosa, nella provincia argentina di La Pampa, dove è nato la vigilia di Natale in una famiglia di calcio: il padre, Carlos, e lo zio, Patricio, hanno giocato entrambi da professionisti, e i fratelli maggiori Francis e Kevin hanno seguito le loro orme. Il cognome ha attraversato l’Atlantico nell’Ottocento, quando un antenato di nome Joseph McAllister lasciò Donabate, a nord di Dublino, per dedicarsi all’agricoltura in Argentina; le sue radici risalgono ancora più indietro a un antenato scozzese di Tarbert, nella penisola di Kintyre. A completare l’albero genealogico c’è una nonna italiana da parte di madre.

Come i fratelli, iniziò nel settore giovanile del Parque, prima che l’Argentinos Juniors — il club che aveva lanciato Diego Maradona — gli concedesse l’esordio in prima squadra nella seconda divisione, nell’ottobre 2016, a due mesi dal suo diciottesimo compleanno. Quella stagione l’Argentinos conquistò la promozione da campione. Nel novembre 2017, in trasferta contro il San Lorenzo, tutti e tre i fratelli Mac Allister scesero in campo insieme per il club; pochi mesi dopo, il più giovane segnò il suo primo gol nella massima serie contro il Boca Juniors.

Il Brighton & Hove Albion lo acquistò nel gennaio 2019 e lo lasciò subito in prestito, prima all’Argentinos e poi al Boca Juniors, dove segnò all’esordio in una partita a eliminazione diretta della Copa Libertadores e vinse il campionato. Il club inglese lo richiamò all’inizio del 2020. Il suo debutto arrivò pochi giorni prima che la pandemia fermasse la Premier League e, per due stagioni, fu un utile elemento della rosa più che un titolare fisso. La svolta arrivò nel 2022-23: chiuse da capocannoniere del Brighton con dieci gol, il club si piazzò sesto e si qualificò per la prima volta a una competizione europea, e il Liverpool venne a prenderlo.

Quella stessa stagione fu segnata dal torneo che cambiò il modo in cui veniva considerato. Ai Mondiali del 2022 in Qatar passò da alternativa in rosa a titolare, segnò il gol del vantaggio contro la Polonia che permise all’Argentina di chiudere il girone al primo posto e venne nominato migliore in campo. Nella finale contro la Francia partì dall’inizio e servì ad Ángel Di María il secondo gol, prima di essere sostituito ai supplementari, in vista dei rigori che regalarono all’Argentina il suo terzo titolo mondiale. Due anni dopo aggiunse la Copa América, con due assist nel percorso verso la vittoria per 1-0 in finale contro la Colombia.

Nel giugno 2023 il Liverpool pagò una cifra iniziale di 35 milioni di sterline, secondo quanto riportato, destinata a salire fino a 55 milioni con i bonus, e gli affidò la maglia numero 10. Nell’ultima stagione di Jürgen Klopp, Mac Allister giocò da unico mediano davanti alla difesa, un ruolo che in seguito descrisse senza sentimentalismi: «Ho giocato da unico mediano. Ero molto più difensivo che altro». A febbraio vinse la League Cup. L’anno seguente, con Arne Slot, si spostò accanto a Ryan Gravenberch in una mediana a due e diventò la versione più completa di sé. Nell’aprile 2025 segnò nella vittoria per 5-1 sul Tottenham Hotspur che consegnò al Liverpool il titolo di Premier League; fu nominato giocatore del mese del campionato per aprile, entrò nella PFA Team of the Year e chiuse al 22º posto nella classifica del Pallone d’Oro. Nel frattempo aveva preso l’abitudine di segnare contro il Real Madrid: prima nella vittoria per 2-0 in Champions League del novembre 2024, poi nel successo per 1-0 un anno più tardi.

Le ragioni per dubitare di lui sono sempre state meno evidenti di quelle per apprezzarlo, ma nel 2025-26 hanno cominciato a farsi sentire di più. La difesa del titolo del Liverpool si è conclusa con il quinto posto, a 25 punti dall’Arsenal campione, e Slot ha perso il lavoro a fine maggio. Un giocatore il cui valore sta nel controllo viene giudicato severamente quando una squadra lo perde. I suoi numeri raramente gli sono d’aiuto: nelle prime cinque presenze in Premier League della nuova stagione non aveva segnato né fornito assist, una statistica che dice poco su ciò che fa un mediano e molto su quanto sia facile sottovalutare il suo ruolo. Qualunque fosse la ragione del club, l’esito è stato netto. Gravenberch e Dominik Szoboszlai hanno firmato rinnovi a lungo termine. Lui no.

L’estate ha mostrato l’altra faccia della questione. Ai Mondiali del 2026 in Nord America segnò il gol più veloce dell’Argentina nel torneo: un colpo di testa al decimo minuto su calcio d’angolo battuto da Messi, nella vittoria per 3-1 sulla Svizzera nei quarti di finale a Kansas City. In semifinale contro l’Inghilterra il suo tiro colpì il palo e diede origine al gol decisivo del 2-1. La finale, disputata al MetLife Stadium il 19 luglio, si concluse con la sconfitta per 1-0 contro la Spagna dopo i tempi supplementari, decisa da Ferran Torres al 106º minuto. Sei settimane più tardi, Messi annunciò il suo addio alla nazionale.

Da allora Mac Allister si trova in una posizione insolita: è una figura di riferimento in una nazionale alla ricerca di un nuovo centro, ma al suo club è un giocatore il cui futuro resta incerto. Interrogato da ESPN su chi dovrebbe ereditare la maglia numero 10 di Messi, rispose: «Non darei la numero 10 a nessuno». Al Liverpool, alla vigilia dell’esordio in Champions League contro l’Atlético Madrid a settembre, fu altrettanto diretto sul contratto, valido ancora fino al 2028. «Ho ricevuto la notizia che il club non era in condizione di offrirmi un nuovo contratto e, naturalmente, questo mi rende molto, molto triste», disse, ammettendo che durante l’estate c’erano state possibilità di lasciare il club, prima di aggiungere: «Questo è il club giusto. Mi piace essere qui». Tra i club accostati a lui nella finestra di mercato c’era il Manchester City. Con Andoni Iraola, nominato allenatore a giugno, ha conservato il suo posto in squadra.

Lontano dal campo mantiene un profilo basso. La sua compagna, Ailen Cova, ha annunciato la nascita della loro figlia nel settembre 2025.

La prossima prova è già dietro l’angolo. Reduce dall’assist per il gol del vantaggio di Lautaro Martínez nell’amichevole vinta 4-0 dall’Argentina contro la Bolivia, torna nel Merseyside per la sfida di Premier League del Liverpool contro il Manchester City dell’11 ottobre, proprio una delle squadre che in estate si erano chieste se fosse possibile convincerlo a partire.

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