Cinema

I Migliori Registi di Cinema di Oggi, in Ordine di Visione e Coraggio

Martha Lucas

Un grande regista è l’autore invisibile dietro tutto ciò che ricordiamo di un film: la migliore interpretazione di un attore, lo stacco che colpisce come un pugno, l’immagine che non riusciamo a toglierci dalla testa. I cineasti qui in classifica si sono guadagnati il posto con la visione e il coraggio, non con i trofei o gli incassi, misurati dalla difficoltà di ciò che tentano e da quanto spesso ci riescono.

Abbiamo dato più peso a ciò che questi registi fanno adesso rispetto a ciò che hanno fatto decenni fa, e abbiamo tenuto la lista cieca rispetto a nazionalità e genere. L’unica domanda che contava era chi stia facendo il cinema più audace e pienamente realizzato di oggi. Il nome in cima non sorprenderà nessuno che stia prestando attenzione; le vere discussioni cominciano più in basso.

1. Paul Thomas Anderson

Paul Thomas Anderson
Paul Thomas Anderson (TMDB)

Paul Thomas Anderson è il cineasta americano più completo della sua generazione, uno sceneggiatore-regista che inquadra e scandisce il ritmo come un romanziere che per caso ha imbracciato una macchina da presa. Tira fuori il meglio della carriera da chiunque scritturi e non ripete mai un registro da un film all’altro, passando dall’epopea delle terre del petrolio al romanzo da camera senza un gesto sprecato. Il petroliere resta la prova più limpida: un ritratto dell’avidità così controllato da sembrare scolpito anziché filmato.

2. Christopher Nolan

Christopher Nolan
Christopher Nolan (TMDB)

Christopher Nolan è l’ultimo regista capace di trasformare un’epopea guidata dalle idee in un evento globale senza un solo mantello in vista. Piega il tempo e la scala sulla pellicola e si fida che un pubblico di massa lo segua, un istinto che la maggior parte degli studios ha abbandonato da tempo. Con Oppenheimer ha fatto scorrere tre ore di argomentazione morale come un thriller, dimostrando che spettacolo e serietà non sono mai stati opposti.

3. Bong Joon-ho

Bong Joon-ho
Bong Joon-ho (TMDB)

Bong Joon-ho tratta il genere come un cavallo di Troia, scivolando dalla commedia all’orrore alla furia di classe dentro un’unica scena senza mai perdere l’equilibrio. Costruisce la tensione a partire dall’architettura e dalla distanza sociale, poi la scatena con una ferocia che appare sempre meritata. Parasite lo ha reso il primo regista a conquistare la Palma d’Oro e l’Oscar per il miglior film nello stesso anno, e la vittoria appare più inevitabile a ogni nuova visione.

4. Martin Scorsese

Martin Scorsese
Martin Scorsese (TMDB)

Martin Scorsese ha ottant’anni ed è ancora il formalista più inquieto in vita, decenni oltre i film che hanno costruito il canone e senza alcuna voglia di vivere di rendita su nessuno di essi. Continua a interrogare la violenza e la colpa americane con un controllo che i registi più giovani possono solo imitare. Killers of the Flower Moon è paziente, furioso e moralmente esatto, l’opera di un maestro che ancora si rifiuta di ripetersi.

5. Denis Villeneuve

Denis Villeneuve
Denis Villeneuve (TMDB)

Denis Villeneuve è il raro regista di blockbuster che tratta lo spettacolo come una lingua e non come un riflesso. Costruisce mondi di scala e silenzio e si fida che il pubblico resti seduto dentro l’angoscia, tenendo le inquadrature ben oltre il punto in cui un cineasta minore avrebbe già staccato. Dune: Parte due ha trasformato un romanzo a lungo definito infilmabile nel parametro di riferimento moderno della fantascienza.

6. Yorgos Lanthimos

Yorgos Lanthimos
Yorgos Lanthimos (TMDB)

Yorgos Lanthimos possiede la visione più strana del cinema mainstream, e continua a diventare più strano. Filma la crudeltà e l’assurdo con una precisione impassibile, strappando interpretazioni senza paura a star disposte a sembrare ridicole al servizio di qualcosa di autenticamente nuovo. Povere creature! è il suo mondo più pieno finora, una favola dai colori da caramella su appetito e autonomia che nessun altro avrebbe potuto fare.

7. Greta Gerwig

Greta Gerwig
Greta Gerwig (TMDB)

Greta Gerwig scrive la vita interiore meglio di quasi chiunque sia in attività, poi la dirige con una leggerezza che nasconde il rigore sottostante. È passata da intime storie di formazione a un fenomeno culturale da un miliardo di dollari senza cedere la voce che l’ha resa unica. Lady Bird mostra ancora tutto il talento in miniatura: commedia, dolore e un amore per i suoi personaggi che non scivola mai nel sentimentalismo.

8. Wes Anderson

Wes Anderson
Wes Anderson (TMDB)

Wes Anderson è lo stilista più imitato e meno eguagliato dell’epoca, con la sua simmetria e i suoi mondi da casa delle bambole riconoscibili in una sola inquadratura. Il trucco che tutti si perdono è la malinconia sotto il capriccio, il lutto che impedisce ai film di crollare nel mero design. Grand Budapest Hotel bilancia entrambi alla perfezione, una leccornia con una perdita autentica al centro.

9. Guillermo del Toro

Guillermo del Toro
Guillermo del Toro (TMDB)

Guillermo del Toro è il grande romantico dei mostri, che costruisce creature e fiabe con la devozione di un artigiano e il cuore di un moralista. Insiste, film dopo film, sul fatto che ciò che ci insegnano a temere è di solito più umano delle persone al comando. Il labirinto del fauno resta il suo capolavoro, una favola in tempo di guerra in cui il vero orrore indossa una divisa.

10. Park Chan-wook

Park Chan-wook
Park Chan-wook (TMDB)

Park Chan-wook è un massimalista che non perde mai il filo, componendo vendetta e desiderio con movimenti di macchina operistici e un’ironia letale. Sa mettere in scena una sequenza che ti toglie il respiro e poi spezzarti il cuore con un solo sguardo trattenuto. Decision to Leave ha dimostrato che può essere devastante in un sussurro tanto quanto in una martellata.

11. Jonathan Glazer

Jonathan Glazer
Jonathan Glazer (TMDB)

Jonathan Glazer pubblica un film più o meno una volta ogni decennio e ridefinisce la forma ogni volta che torna. Il suo rigore sfiora il punitivo, ogni scelta ridotta all’essenziale e nulla lasciato dentro a rassicurare. La zona d’interesse ha ricavato l’orrore da ciò che resta appena fuori campo, un’impresa di controllo che pochi registi tenterebbero nemmeno.

12. Céline Sciamma

Céline Sciamma
Céline Sciamma (TMDB)

Céline Sciamma ha lo sguardo più limpido del cinema europeo contemporaneo, riducendo il melodramma alla carica di un singolo sguardo scambiato. Costruisce desiderio e memoria a partire da occhiate e silenzi, riscrivendo nel processo il modo in cui l’intimità può essere filmata. Ritratto della giovane in fiamme è il punto più alto, una storia d’amore composta quasi interamente di attenzione.

13. Hirokazu Kore-eda

Hirokazu Kore-eda
Hirokazu Kore-eda (TMDB)

Hirokazu Kore-eda è l’erede silenzioso della grande tradizione umanista del cinema, che osserva famiglie improvvisate con pazienza e senza il minimo guizzo di giudizio. Lascia che i piccoli gesti si accumulino finché non portano il peso che un thriller di solito ha bisogno di una trama per guadagnarsi. Un affare di famiglia è la sua opera più calorosa e silenziosamente radicale, il ritratto di una famiglia tenuta insieme dalla scelta e non dal sangue.

14. Alfonso Cuarón

Alfonso Cuarón
Alfonso Cuarón (TMDB)

Alfonso Cuarón è un tecnico con una memoria, e i celebri piani sequenza non sono mai esibizionismo fine a sé stesso. La sua macchina da presa si muove come si muove il ricordo, andando alla deriva e tornando indietro, indugiando sulle persone che la storia tende a lasciare fuori dall’inquadratura. Roma ha trasformato la sua stessa infanzia in qualcosa di universale senza mai alzare la voce.

15. Sean Baker

Sean Baker
Sean Baker (TMDB)

Sean Baker è il cronista più vitale dei margini d’America, che filma imbroglioni ed emarginati con empatia e senza la minima traccia di condiscendenza. Lavora in piccolo e in fretta, su strade vere e con cast che sfumano il confine tra attore e soggetto. Anora ha portato quel metodo grezzo, da strada, fino in cima agli Oscar partendo da Cannes, prova che l’establishment può ancora essere preso d’assalto dal basso.

Una lista di quindici lascia fuori una panchina profonda. I fratelli Safdie trasformano l’ansia in puro slancio, Lynne Ramsay compone il dolore come nessun altro e Ryusuke Hamaguchi è diventato in sordina una visione imprescindibile. Lucrecia Martel, Pedro Almodóvar, Jane Campion e Steve McQueen potrebbero ciascuno rivendicare un posto. Escludetene uno qualsiasi e qualcuno verrà a litigarci, il che è esattamente il punto.

Classifiche come questa sono fatte per essere contestate, ed è proprio lì il loro piacere. I registi qui sopra non sono un pezzo da museo; stanno ancora tutti girando, ancora a caccia della prossima immagine impossibile. Guardate i film, poi fate la vostra lista, e buona fortuna a tenerla entro i quindici.

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