Cinema

I migliori attori drammatici di oggi, in classifica per merito

Martha Lucas

La grande recitazione drammatica è la cosa più difficile da fingere e la più facile da riconoscere: il silenzio trattenuto che dice più di un monologo, il volto che cambia prima ancora che la battuta arrivi. Gli uomini elencati qui sotto non sono i più famosi né i più pagati. Sono quelli che un regista serio chiama quando la materia non lascia alcun margine d’errore, interpreti capaci di reggere un primo piano per un minuto intero e di farti dimenticare che nella stanza c’è una macchina da presa.

Li abbiamo messi in classifica per ampiezza del registro drammatico, per la difficoltà dei ruoli che scelgono e per ciò che fanno adesso, non per ciò che facevano decenni fa. Una mensola piena di premi non è valsa nulla; una prova recente che rischiava il fallimento è valsa tutto. Dissentite pure: è proprio questo il senso di una lista come questa, e la discussione è già metà del piacere.

1. Daniel Day-Lewis

Daniel Day-Lewis in There Will Be Blood
Daniel Day-Lewis in Il petroliere (TMDB)

Il metro di paragone assoluto, punto. La sua immersione totale ne Il petroliere ha fatto di Daniel Plainview uno studio dell’avidità americana così completo da smettere di sembrare recitazione e diventare possessione. Un ritiro a lungo annunciato non ha fatto che affilare la leggenda, e il suo ritorno rimette il trono dove deve stare.

2. Joaquin Phoenix

Joaquin Phoenix in The Master
Joaquin Phoenix in The Master (TMDB)

Nessuno porta in scena un’intensità così imprevedibile. Phoenix costruisce uomini che sembrano sul punto di disfarsi, poi trova al di sotto una tenerezza che nessun collega raggiunge; il suo vagabondo in The Master è tutto appetito compresso e grazia spezzata. Offre ai registi il pericolo, e non restituisce mai due volte la stessa prova.

3. Denzel Washington

Denzel Washington
Denzel Washington (TMDB)

L’autorità senza sforzo. Dopo decenni, Washington possiede ancora l’inquadratura con la sola immobilità, scivolando dal fascino alla minaccia in un unico sguardo, e la sua prova insanguinata in Macbeth dimostra che lo strumento si è solo approfondito. Attori più giovani inseguono quella naturalezza per intere carriere senza mai trovarla.

4. Anthony Hopkins

Anthony Hopkins in The Father
Anthony Hopkins in The Father – Nulla è come sembra (TMDB)

Ha riscritto cosa può essere il dramma della tarda età. Interpretando una mente che si dissolve in The Father – Nulla è come sembra, ha fatto perdere l’equilibrio al film stesso, con le stanze che si riordinano attorno a un uomo che non può più fidarsene. Hopkins rende il terrore silenzioso e il dolore lucido, e l’opera più audace della sua vita accade adesso.

5. Leonardo DiCaprio

Leonardo DiCaprio in The Revenant
Leonardo DiCaprio in Revenant – Redivivo (TMDB)

Il raro attore che porta un vero peso drammatico nel cuore stesso dei film più grandi in circolazione. Sceglie la difficoltà, riprese estenuanti e uomini moralmente marci, e si è dissolto così a fondo nell’agonia gelata di Revenant – Redivivo che il divismo è sparito con lui. Poche star di questa portata accettano ancora ruoli pensati per far male.

6. Christian Bale

Christian Bale in The Machinist
Christian Bale in The Machinist (TMDB)

Il corpo più dedito del mestiere, anche se la trasformazione serve sempre il personaggio, mai l’effetto. L’insonne scheletrico di The Machinist è una prodezza di volontà, ma ciò che resta è la logica ferita che vi sta sotto. Bale si dissolve in uomini che altri caricaturizzerebbero e ne rende inevitabile il ragionamento.

7. Ralph Fiennes

Ralph Fiennes in Conclave
Ralph Fiennes in Conclave (TMDB)

Da un sussurro a un’eruzione dentro un’unica scena. Fiennes è il maestro degli uomini contenuti la cui superficie regge a stento, e il suo cardinale in Conclave trasforma la procedura ecclesiastica in un thriller del sentimento represso. Il controllo si è fatto solo più esatto con l’età, e lui lo impugna come un bisturi.

8. Mads Mikkelsen

Mads Mikkelsen in Another Round
Mads Mikkelsen in Un altro giro (TMDB)

L’europeo che ha fatto del contegno una forma d’arte. Mikkelsen interpreta il mostruoso e il gentile con gli stessi mezzi minimi, non concedendo nulla finché non concede tutto, e quella danza finale, ubriaca, di Un altro giro ha liberato in un solo scatto sfrenato di movimento il dolore di un intero film.

9. Cillian Murphy

Cillian Murphy in Oppenheimer
Cillian Murphy in Oppenheimer (TMDB)

L’immobilità come arma. Murphy ha retto il centro di un’epopea in Oppenheimer facendo quasi nulla di visibile, lasciando che un intero crollo morale si consumasse dietro gli occhi mentre il mondo esplodeva attorno a lui. Pochi attori si fidano del silenzio come lui, e ancora meno lo rendono così assordante.

10. Adam Driver

Adam Driver in Marriage Story
Adam Driver in Storia di un matrimonio (TMDB)

Volatilità e vulnerabilità sullo stesso piano. Driver passa dal calore alla furia in un respiro, e il suo sgretolarsi in Storia di un matrimonio, quell’appartamento spoglio e quella canzone spezzata, resta una delle grandi prove del decennio. Rende l’ampiezza del proprio sentimento spaventosa e riconoscibile insieme.

11. Mahershala Ali

Mahershala Ali
Mahershala Ali (TMDB)

La dignità con una radice teatrale. Ali può far sembrare poche scene uno studio di personaggio completo, e il padre putativo che interpreta in Moonlight àncora l’intero film in una manciata di minuti. Porta una dolcezza e una gravità che placano tutto ciò che lo circonda senza mai alzare la voce.

12. Paul Mescal

Paul Mescal in Aftersun
Paul Mescal in Aftersun (TMDB)

Il nuovo punto di riferimento del dramma intimo. Mescal interpreta uomini che trattengono una tristezza che non sanno nominare, e l’ha fatto così sommessamente in Aftersun che il pubblico ha sentito la perdita prima di comprenderne la forma. Costruisce una carriera proprio su ciò che gli altri attori lasciano fuori.

13. Colman Domingo

Colman Domingo
Colman Domingo (TMDB)

Un arrivo tardivo e atteso da tempo in prima fila, che valeva ogni anno dell’attesa. Domingo porta un calore plasmato dal palcoscenico e un’anima vissuta; il suo mentore recluso in Sing Sing trasforma un dramma carcerario in uno studio della grazia, e fa di un ruolo persino secondario il cuore pulsante del film.

14. Jeremy Strong

Jeremy Strong
Jeremy Strong (TMDB)

Dedizione totale, davanti alla macchina da presa e fuori. Strong costruisce uomini soffocati dal bisogno di approvazione, e il suo Roy Cohn cavo e affamato in The Apprentice recita l’umiliazione con una crudezza quasi insostenibile da guardare. È quel disagio a fare la prova; si rifiuta di lasciarti distogliere lo sguardo.

15. Willem Dafoe

Willem Dafoe in At Eternity’s Gate
Willem Dafoe in Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità (TMDB)

Lo scelta-ruoli più coraggioso del cinema americano, dentro una carriera in cui i più si sarebbero adagiati da tempo. Dafoe va dove i suoi pari non vanno, e il suo Van Gogh in Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità ha fatto tremare estasi e tormento nella stessa inquadratura. Continua a trattare il ruolo successivo come se fosse il primo.

Molti nomi appartengono a questa discussione e hanno mancato il taglio per un soffio. Ethan Hawke, Bryan Cranston, Andrew Garfield, Barry Keoghan, Oscar Isaac e Timothée Chalamet potrebbero ciascuno, in una data settimana, avanzare una candidatura credibile, e in un altro giorno almeno uno di loro si infilerebbe tra i quindici.

Una lista come questa è l’istantanea di un bersaglio in movimento. Le reputazioni si spostano a ogni uscita, e un solo ruolo può catapultare un nome dalla panchina alla top ten. Ciò che unisce questi interpreti non è una mensola di premi, ma il rifiuto di adagiarsi: ognuno prende ancora i ruoli che potrebbero fallire, quelli di cui non esiste una versione sicura. È ciò che esige la recitazione drammatica al suo meglio, ed è per questo che sono i nomi da seguire nel momento stesso in cui viene annunciato il loro prossimo film.

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