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Jason Flemyng, l’attore di Snatch – Lo strappo che preferisce la lucidità all’Oscar

Penelope H. Fritz
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Jason Flemyng
Jason Flemyng
Photo: Roger Murmann from Darmstadt, Deutschland / CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Nascita25 settembre 1966
Putney, Londra, Inghilterra
ProfessioneAttore
Noto perIl curioso caso di Benjamin Button, Snatch – Lo strappo, Lock & Stock – Pazzi scatenati

Jason Flemyng ha una teoria sul talento, e non è certo lusinghiera per il suo mestiere. Una volta disse che la maggior parte dei grandi attori con cui aveva condiviso il set conviveva con una dipendenza o un problema di salute mentale; lui aveva già deciso da che parte stare: «Preferirei essere mediocre e sano di mente, una garanzia sul set, ma senza vincere un Oscar». Una frase singolare per l’uomo il cui volto compare in alcuni dei film britannici più citati della sua generazione, da Lock & Stock – Pazzi scatenati di Guy Ritchie a X-Men – L’inizio di Matthew Vaughn.

Quella garanzia sul set si è rivelata capace di arrivare molto lontano. Ha interpretato il dottor Jekyll e la sua mostruosa metà accanto a Sean Connery, il padre che abbandona l’eroe di Brad Pitt, che invecchia al contrario, un mutante teletrasportatore dalla pelle rossa e, più di recente, un detective della polizia nel nuovo legal drama britannico Pierre. Il metodo non cambia: far funzionare la scena e lasciare il ruolo da protagonista a qualcun altro. Tra un lavoro e l’altro, entra nelle carceri.

Flemyng è nato il 25 settembre 1966 a Putney, nella zona sud-occidentale di Londra, figlio del regista scozzese di cinema e televisione Gordon Flemyng. Per sua stessa ammissione, è cresciuto in povertà, allevato da un genitore single. Sono stati gli spettacoli scolastici alla Christ’s Hospital, nel Sussex, a indicargli la strada; ha raccontato alla BBC che la prima volta fece un provino per la parte dello Spaventapasseri solo per poter recitare accanto alla ragazza che interpretava Dorothy. Da adolescente passò per il National Youth Theatre e per i Giovani socialisti; nel 1987 fu espulso dal Partito laburista per aver venduto il giornale di Militant, il gruppo trotskista che allora operava al suo interno. In seguito disse che il teatro e la politica erano soprattutto modi per conoscere ragazze.

Dal 1990 si formò alla London Academy of Music and Dramatic Art, per poi entrare nella Royal Shakespeare Company, che portò in tournée nelle carceri britanniche una delle sue produzioni. Arrivò prima la televisione, con un ruolo ricorrente in Doctor Finlay di ITV dal 1993; il cinema si aprì invece con una parte secondaria in Rob Roy nel 1995.

La svolta arrivò nel 1996 con Una casa per Oliver di Angela Pope, in cui interpretava un uomo che abusa di un bambino: un ruolo che avrebbe potuto confinarlo in un solo tipo di personaggio, ma non lo fece. Due anni dopo Ritchie, con Vaughn alla produzione, lo scelse per la parte di Tom in Lock & Stock – Pazzi scatenati, il piccolo truffatore che vediamo per l’ultima volta sporgersi sul Tamigi dal Battersea Bridge, con in mano delle pistole antiche. Flemyng ha raccontato di aver perso così tanti soldi giocando a poker con i finanziatori del film tra una ripresa e l’altra da lavorare gratis nei quattro giorni di riprese aggiuntive. Su quel set conobbe Dexter Fletcher, che divenne un caro amico; nel 2000 la banda si ritrovò in Snatch – Lo strappo.

Hollywood lo impiegò come il cinema britannico: accanto alla star. Fu John Netley, il cocchiere reale, al fianco di Johnny Depp in La vera storia di Jack lo squartatore – From Hell nel 2001, e il dottor Henry Jekyll e Edward Hyde in La leggenda degli uomini straordinari nel 2003. Quell’avventura con Connery costò una fortuna senza riuscire a recuperarla; Flemyng la definì «un mezzo incubo», ma disse comunque che ogni giornata trascorsa sul set con Connery, Depp o Brad Pitt «non può che essere una bella giornata». Nel primo film diretto da Vaughn, The Pusher, interpretò Crazy Larry nel 2004; nel 2008, invece, fu Thomas Button in Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher.

Quando non arrivavano film, a tenerlo occupato era la televisione: nel 2004, raccontò a BBC News, dei quaranta lungometraggi a cui aveva preso parte quindici non erano mai arrivati sugli schermi. Nel 2005 interpretò il professor Bernard Quatermass nel remake dal vivo di The Quatermass Experiment per BBC Four; nel 2009 ITV gli affidò il ruolo principale nella serie di creature Primeval, in cui vestiva i panni di Danny Quinn, un ex poliziotto rinnegato, subentrando a Douglas Henshall. Anche Vaughn continuò a chiamarlo: prima un tirapiedi in Kick-Ass nel 2010, poi Azazel, il mutante rosso con la coda che combatte per Sebastian Shaw, il personaggio di Kevin Bacon, in X-Men – L’inizio l’anno seguente.

L’argomento più convincente contro Flemyng è quello che porta lui stesso. La sua filmografia è affollata di crime movie britannici a basso budget, e non cerca di abbellirli. «Il motivo per cui in carcere mi accettano è che ho fatto un sacco di schifezze da gangster», ha detto a The Independent nel 2020. Ammette anche la critica più spesso rivolta al genere che lo ha reso famoso. Alla domanda se quei film esaltino la violenza, ha risposto: «Certo che la esaltano. La rendono asettica, così non si percepiscono davvero le conseguenze per la vittima». Sono pochi gli attori la cui carriera si fonda su Lock & Stock – Pazzi scatenati disposti a dirlo apertamente; ancora meno quelli che affiancano a queste parole tre decenni di visite in carcere, un’attività iniziata durante la tournée della RSC e trasformata nel 2020 nel podcast More Than My Past, in cui intervista ex detenuti e persone che hanno superato una dipendenza, tra cui John Bird, fondatore di Big Issue, e Chris Difford, autore dei testi degli Squeeze.

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Il suo unico lungometraggio da regista, la commedia sui vampiri Eat Locals, è uscito nel 2017, con Fletcher e Ruth Jones nei panni di una coppia in fuga da un consesso di vampiri. Subito dopo Flemyng è tornato ai ruoli di caratterista.

Negli ultimi dieci anni la sua carriera si è concentrata sulla televisione. Ha interpretato Tam, il barista che si veste da donna, nel drama di Sky Save Me di Lennie James e il nobile Lord Harwood nel prequel di Batman Pennyworth. Nel 2025 è apparso nel thriller di Apple TV+ Prime Target, nella terza stagione di Trigger Point di ITV, in È colpa mia – Londra di Prime Video e in A Working Man di David Ayer, accanto al suo vecchio compagno di set in Lock & Stock – Pazzi scatenati, Jason Statham. Nel giugno 2026 ha dato voce al Cappellaio Matto nel film d’animazione Batman: Knightfall Part 1.

Dal 5 ottobre 2026 è su Channel 4 con Pierre, legal drama in sei episodi scritto da Roy Williams e John Donnelly, nel ruolo del sergente investigativo Ronnie Miller, il migliore amico dell’avvocato anticonformista interpretato da David Harewood. Le recensioni si sono divise nettamente: quattro stelle da The Times e The Guardian, una da The Telegraph.

Dal 2008 è sposato con l’attrice Elly Fairman, dopo una lunga relazione con Lena Headey conclusasi nel 2001. I loro gemelli, Noah e Cassius, hanno debuttato sullo schermo nel febbraio 2026 nei panni dei gemelli Sam ed Eric in Il signore delle mosche della BBC, l’adattamento del romanzo di William Golding firmato da Jack Thorne. Flemyng corre maratone e tifa per il Chelsea.

A sessant’anni, l’attore che diceva di accontentarsi di essere una garanzia sul set è diventato una presenza di cui il drama britannico continua ad avere bisogno: il volto che un produttore chiama quando una scena deve sembrare vera. Pierre gli chiede proprio questo, e i suoi figli hanno appena imboccato la stessa strada.

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