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Aida Turturro, la Janice de I Soprano che la mafia continua a richiamare

Penelope H. Fritz
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Aida Turturro
Aida Turturro
Photo: PhilipRomano / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita25 settembre 1962
New York, Stati Uniti
ProfessioneAttrice
Noto perSleepers, Misterioso omicidio a Manhattan, Il tocco del male

Ci sono attori a cui la televisione affida un volto che non riescono più a togliersi di dosso. Aida Turturro lo ha trovato quando Janice Soprano è entrata nella cucina del fratello Tony, nel New Jersey, con un nuovo nome, un vocabolario spirituale preso in prestito e un interesse ben evidente per la casa della madre. Janice era opportunista, buffa, autocommiserante e capace di violenza, a volte nel corso di una sola scena; Turturro l’ha interpretata senza mai chiedere al pubblico di amarla. Il ruolo le è valso due candidature agli Emmy. È diventato anche la cornice entro cui, da allora, ha dovuto trovare posto ogni sua interpretazione.

Questo autunno la cornice torna a farsi sentire due volte nel giro di una settimana. Turturro interpreta Bonnie in The Only Living Pickpocket in New York, una commedia criminale costruita attorno al cugino John Turturro, e appare nei panni di se stessa tra i concorrenti di The Mob, una gara di Hulu in cui alcune celebrità si cimentano in ruoli da film di gangster all’interno di una villa italiana. Il primo progetto offre il tipo di caratterizzazione a cui si dedica da oltre trent’anni. Il secondo trasforma in un gioco il genere che l’ha resa riconoscibile: questa volta, però, lo affronta con il proprio nome.

Nessuno le ha spianato la strada. È cresciuta a New York, dove è nata il 25 settembre 1962. I genitori divorziarono quando era ancora una bambina piccola; fu allevata nel Lower East Side dal padre Dominick, artista, e dalla matrigna. A 15 anni se ne andò di casa e cominciò a fare le pulizie, un lavoro che le permise di pagarsi gli studi di teatro alla SUNY New Paltz. Ha raccontato al The New York Times che continuava a pulire case quando salì per la prima volta su un palcoscenico di Broadway.

Quel debutto arrivò nel 1992, quando interpretò Eunice Hubbell, la vicina del piano di sopra, in una ripresa di Un tram che si chiama Desiderio con Jessica Lange e Alec Baldwin. Sullo schermo aveva esordito tre anni prima nel ruolo di Grace in True Love di Nancy Savoca; i crediti successivi sembrano un elenco dei lavori che New York riserva alle donne a cui non viene affidato il ruolo da protagonista: una prostituta in What About Bob?, un’addetta alla reception di un hotel in Manhattan Murder Mystery di Woody Allen, e una serie di cameriere. Eppure i registi continuarono a chiamarla. Barry Levinson la volle in Sleepers, Renny Harlin la inserì nel thriller sugli squali Blu profondo e Martin Scorsese la scelse per il ruolo dell’infermiera Crupp in Al di là della vita, il suo film sulle ambulanze del turno di notte con Nicolas Cage.

I Soprano di David Chase cambiò la portata della sua carriera. Janice arrivò nella seconda stagione, di ritorno dalla West Coast e decisa a farsi chiamare Parvati; rimase nella serie fino alla sua conclusione, nel 2007. Nel frattempo si fidanzò con il mafioso Richie Aprile e gli sparò a morte nella cucina di famiglia, poi sposò Bobby Baccalieri e si sistemò in una vita domestica che non riusciva mai a nascondere del tutto la sua brama di potere all’interno della famiglia. Tra tutti i Soprano, era l’unica a volere apertamente il posto di Tony, e Turturro rese quella ambizione al tempo stesso ridicola e spaventosa. La Television Academy la candidò come miglior attrice non protagonista in una serie drammatica nel 2001 e di nuovo, per l’ultima stagione, nel 2007.

È a questo punto che il resoconto della sua carriera, nella versione canonizzata, comincia a risultare scomodo. Due candidature agli Emmy per uno dei drammi più analizzati di sempre non si tradussero in ruoli da protagonista. Arrivarono invece parti da guest star e ruoli secondari, molti dei quali collocati sulle stesse coordinate: italoamericana, New York, vicina alla legge o appena al di fuori dei suoi confini. Ha interpretato Maura Figgis, sorella di un gangster, in Brooklyn Nine-Nine. Da oltre un decennio veste i panni del giudice Felicia Catano in Law & Order – Unità vittime speciali, dalla quattordicesima stagione del 2013 fino alla ventisettesima, nel 2025. Gran parte della responsabilità ricade su un settore che offre poco spazio da protagoniste alle donne della sua generazione. Ma Turturro ha raramente cercato di sottrarsi a questa associazione: ha partecipato alle reunion dei Soprano e ai podcast condotti dai suoi ex colleghi. Nel suo caso, il typecasting sembra meno una trappola che un patto che ha scelto di continuare a rispettare.

La sua versatilità è evidente a chi guarda oltre le apparizioni da guest star. Verso la fine del 2007, pochi mesi dopo il finale della serie, debuttò nel musical a Broadway nel ruolo della matrona del carcere Mama Morton in Chicago, all’Ambassador Theatre. Ritrovò Edie Falco, sua cognata sullo schermo, nei panni di un’avvocata in Nurse Jackie – Terapia d’urto; interpretò Heddie Hawkins per diverse stagioni di The Blacklist e apparve come Sister Mike in Call Jane, il film del 2022 di Phyllis Nagy sulla rete clandestina che praticava aborti a Chicago. Il cugino John l’ha diretta due volte: nel ruolo di Rosebud nel musical Romance & Cigarettes e in una piccola parte in Fading Gigolo.

È stata anche insolitamente aperta riguardo alla propria salute. Le fu diagnosticato il diabete di tipo 2 mentre I Soprano era ancora in onda; ha raccontato al Times di aver reagito alla diagnosi negandola, e in seguito è diventata testimonial di un marchio di insulina. Si è impegnata inoltre a sensibilizzare il pubblico sull’artrite reumatoide, una malattia con cui convive. Nel giugno 2026, nel podcast condotto da Christina Applegate e Jamie-Lynn Sigler, che interpretava sua nipote Meadow, ha raccontato di un infarto che non aveva riconosciuto circa otto anni prima. Tornò a casa a piedi invece di accettare l’intervento di un’ambulanza; alcuni giorni dopo si rivolse a un medico e scoprì che tra l’88 e il 90 per cento delle arterie era ostruito. Si sottopose a un quadruplo bypass. «Sarei dovuta morire, avrei potuto morire», ha detto.

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È questa la persona che arriva ai due debutti di questo mese. The Only Living Pickpocket in New York, scritto e diretto da Noah Segan, segue John Turturro nel ruolo di Harry Lehman, un ladro vecchio stampo, e vede nel cast anche Steve Buscemi e Giancarlo Esposito. Presentato in anteprima al Sundance a gennaio, è poi arrivato alla Berlinale; Sony Pictures Classics lo ha distribuito a New York e Los Angeles il 23 ottobre, prima dell’uscita nazionale il 30 ottobre. The Mob, condotto da Parker Posey e prodotto da Studio Lambert, la società dietro The Traitors, la affianca a Bruno Tonioli, Debi Mazar e altre nove figure pubbliche in gara per un premio che può arrivare a 250.000 dollari. Debutta su Hulu il 26 ottobre, con nuovi episodi ogni settimana.

Per sei stagioni Janice Soprano ha cercato di prendere il controllo di un’attività di famiglia che non sarebbe mai stata affidata a una donna. Ora Turturro entra in uno show che le consegna quell’attività sotto forma di gara, con regole e un premio in denaro, e le chiede di tramare usando il proprio nome. Dopo decenni passati a interpretare sorelle e giudici legate alla mafia, arriva in quella villa da concorrente: è l’unica ad aver già svolto quel lavoro per sei stagioni, in una serie di cui si discute ancora.

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