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Kate Box, l’attrice che in Deadloch tiene il coperchio sulla rabbia e così fa ridere

Penelope H. Fritz
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Kate Box
Kate Box
Photo via The Movie Database (TMDB)
Nascita1979
Adelaide, South Australia, Australia
ProfessioneAttrice
Noto perThe Little Death, The Rush – Corsa contro il tempo, Monolith
PremiAACTA Award for Best Lead Actress in a Television Drama · Equity Award, Most Outstanding Performance by an in a Television Movie or Miniseries (condiviso) · AACTA Award for Best Acting in a Comedy

Kate Box ha un metodo tutto suo per interpretare Dulcie Collins, la sergente maggiore meticolosa al centro di Deadloch. Legge una scena, immagina le urla, gli strepiti e le crisi di rabbia che la protagonista trattiene dentro di sé e poi, come ha spiegato, «chiude il coperchio e interpreta la versione professionale, seria e repressa». La comicità della serie nasce proprio da quel coperchio. E anche buona parte della sua carriera. Per vent’anni Box è stata l’attrice a cui la televisione australiana affidava il compito di tenere in piedi una scena mentre qualcun altro, più appariscente, si prendeva il merito: un volto ricorrente tra commedie giudiziarie, drammi carcerari e serie in costume. Poi due sceneggiatrici di nome Kate hanno costruito una serie attorno a una donna che tiene tutto dentro, le hanno affidato il ruolo principale e hanno trasformato un’interprete che il settore considerava una certezza in un volto per cui il pubblico di diversi Paesi ha continuato a sintonizzarsi.

Quella parte, però, non era nemmeno quella che desiderava. Inizialmente Box aveva inviato un provino per Eddie Redcliffe, la detective sfrontata e sboccata di Darwin. «Chi è questa donna? È un ruolo che non mi capita spesso di trovare sul mio iPad», ha ricordato di aver pensato. Prima che inviasse il provino, i produttori le chiesero di registrare qualcosa anche per Dulcie. Si era innamorata di Eddie e aveva letto a malapena le scene di Dulcie. Quel cambio di rotta ha regalato a Deadloch la sua coppia comica centrale: Madeleine Sami è la tempesta, Box la donna che cerca di non reagire.

Un teatro giovanile ad Adelaide e un gruppo di amici rimasto unito

Box è cresciuta a Colonel Light Gardens, un tranquillo quartiere verdeggiante di Adelaide, dove è nata nel 1979. I suoi genitori, Greg e Lorraine, erano entrambi assistenti sociali, e ha una sorella, Sally. Ha frequentato l’Annesley College e a 13 anni ha iniziato a prendere lezioni all’Unley Youth Theatre, la compagnia che oggi si chiama Urban Myth. Quella sala si è rivelata più importante di qualsiasi scuola di recitazione. Lì ha conosciuto Sophie Hyde e Matthew Cormack, che in seguito avrebbero fondato la compagnia di Adelaide Closer Productions, e lo sceneggiatore Drew Proffitt. L’amicizia con Hyde ha attraversato tutta la sua vita professionale e l’ha portata più volte davanti alla macchina da presa della regista.

All’inizio, recitare non era nei suoi piani. A 17 anni Box si è iscritta a un corso di laurea in arti all’University of Adelaide, pensando di specializzarsi in psicologia; alla fine ha scelto invece scienze politiche e studi australiani. Solo in seguito ha fatto un provino per il Victorian College of the Arts e per il National Institute of Dramatic Art. È stata ammessa al NIDA e a 22 anni si è trasferita a Sydney. Si è diplomata nel 2003.

La formazione teatrale e poi un lungo apprendistato sullo schermo

Il suo primo ruolo professionale è arrivato nel 2004: Elena in A Midsummer Night’s Dream per la Bell Shakespeare Company. I lavori teatrali successivi l’hanno vista calcare palcoscenici prestigiosi: Dolores all’Old Fitzroy Theatre, Macbeth per la Sydney Theatre Company e A Christmas Carol al Belvoir. Anni dopo, l’interpretazione in Top Girls di Caryl Churchill per la Sydney Theatre Company le è valsa nel 2018 una candidatura agli Helpmann Award come miglior attrice non protagonista in un’opera teatrale.

La televisione è arrivata lentamente, poi tutta insieme. Ha debuttato sullo schermo nel film per la TV del 2005 Small Claims: White Wedding, mentre il suo primo lungometraggio è stato The Black Balloon, nel 2008. Sono seguite apparizioni in All Saints, Tripping Over e nella serie per ragazzi My Place. Nel 2011 ha interpretato Germaine Greer in Paper Giants: The Birth of Cleo, miniserie sulla nascita della rivista Cleo. Il ruolo che l’ha fatta entrare nelle case degli australiani è stato quello in Rake, la commedia drammatica della ABC incentrata sull’avvocato penalista autodistruttivo di Richard Roxburgh: Box ha interpretato Nicole Vargas in tutte e cinque le stagioni, dal 2010 al 2018. Nel frattempo ha lavorato senza sosta, in Offspring, in Old School della ABC, nei panni di Cath Khoury, e in film come The Little Death, commedia corale sul sesso che le è valsa una candidatura agli AACTA come miglior attrice protagonista, e The Daughter di Simon Stone.

Riot e i ruoli per cui ha scelto di metterci la faccia

L’interpretazione che Box ha definito la sua più orgogliosa è arrivata con Riot, il film per la TV della ABC diretto da Jeffrey Walker e trasmesso nel febbraio 2018 in occasione del quarantesimo anniversario del primo Sydney Gay and Lesbian Mardi Gras. Ha interpretato Marg McMann, una delle attiviste che nel 1978 marciarono lungo Oxford Street e si trovarono di fronte la polizia. «Sono stata così grata di poter camminare per un po’ al fianco di quel personaggio: il coraggio che ha dimostrato mi ha sicuramente aiutata a vivere la mia vita con più sincerità e coraggio», ha dichiarato in seguito. Il ruolo le è valso l’AACTA Award come miglior attrice protagonista in un dramma televisivo e una candidatura ai Logie come attrice più meritevole; l’anno successivo il cast, con Damon Herriman, Xavier Samuel, Jessica De Gouw e Josh Quong Tart, ha condiviso un Equity Ensemble Award. Box ha spiegato che l’AACTA era importante perché le aveva permesso di dare risalto, in prima persona, ai diritti e all’accettazione delle persone LGBTQIA+.

In quegli stessi anni sono arrivati F*!#ing Adelaide, la miniserie di Closer Productions su tre fratelli richiamati a casa quando la madre decide di vendere la casa di famiglia, oltre a Picnic at Hanging Rock, la terza stagione di Wanted, The Unlisted, la commedia on the road di Tim Minchin Upright e Les Norton, che le ha fruttato un’altra candidatura agli AACTA. Nel 2020 è entrata nel cast di Stateless, il dramma ambientato in un centro di detenzione prodotto da Cate Blanchett, e nella stagione finale di Wentworth ha esordito nei panni di Lou Kelly, una nuova detenuta arrivata quando la serie era ormai agli ultimi capitoli e diventata in breve una delle preferite dai fan.

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Il problema di essere quella su cui si può sempre contare

Una carriera del genere si può leggere in due modi. Da una parte, come una crescita costante. Dall’altra, in modo meno lusinghiero per il settore: un’attrice con una solida formazione teatrale e una candidatura come protagonista già nel 2015 ha trascorso comunque gran parte del decennio successivo in ruoli secondari, da guest star e in produzioni corali, senza essere al centro di una serie fino ai quarant’anni. Box stessa ha indicato un problema collegato. In un’intervista del 2020 con The Sydney Morning Herald ha osservato che era ancora raro vedere attori queer interpretare ruoli queer; nel 2023 ha raccontato allo stesso giornale che, pur non essendo mai stata un’attrice non dichiarata, aveva avvertito l’istinto di nascondersi. I suoi personaggi più celebrati, Marg McMann, Lou Kelly e Dulcie Collins, sono tutte donne queer, interpretate da un’attrice apertamente gay: proprio la combinazione che lei stessa aveva descritto come rara. Quando nel febbraio 2024 ha vinto l’AACTA come miglior interprete in una commedia, nel suo discorso ha detto «siamo le storie che raccontiamo e quelle che non raccontiamo» e ha chiesto un cessate il fuoco a Gaza. Il video è circolato ampiamente nei giorni seguenti e ha fissato un’immagine di lei che la composta Dulcie non lascia intuire: quella di un’attrice che dice le cose ad alta voce.

Deadloch e il coperchio che tiene insieme la serie

Deadloch, creata da Kate McCartney e Kate McLennan, è arrivata su Prime Video nel giugno 2023. Nella prima stagione, durante il Winter Feastival, sulla spiaggia di una piccola città della Tasmania viene ritrovato un cadavere e due detective sono costrette a occuparsi insieme del caso. Dulcie è un’ex detective che ha lasciato il suo incarico per dirigere la stazione di polizia locale, su richiesta della moglie Cath, interpretata da Alicia Gardiner; Eddie è tutto ciò che lei non è. Box si è preparata come fa di solito. «Mi piace molto inventare un passato personale per i personaggi, perciò ho quaderni pieni di eventi immaginari che sarebbero accaduti a Dulcie nel corso della sua vita», ha raccontato. La serie ha vinto cinque AACTA Award, compreso quello assegnato a Box nella nuova categoria per la miglior interpretazione in una commedia, e le ha portato candidature ai Logie come miglior attrice protagonista in una commedia nel 2024 e di nuovo nel 2026, quando il premio è andato a Celia Pacquola per Dog Park.

La seconda stagione è stata presentata in anteprima il 20 marzo 2026 e ha portato la coppia nel territorio di Eddie, nel Top End. Tutto comincia con la morte dell’ex compagno di Eddie, Bushy; le due si ritrovano poi a indagare sull’uccisione di un operatore di spettacoli con coccodrilli. Tra i sospettati c’è una schiera di rivali dello stesso settore, uno dei quali è interpretato da Luke Hemsworth. Dulcie si lamenta del caldo quasi senza sosta, ed è proprio questo il punto: la donna che si è costruita sul controllo è stata catapultata in un luogo che lo rende impossibile.

Un periodo fitto di impegni tra una stagione e l’altra

Box non è rimasta con le mani in mano tra una stagione di Deadloch e l’altra. È apparsa nell’antologia di SBS Erotic Stories, nell’episodio «The Deluge», che le è valso una candidatura agli AACTA come miglior attrice protagonista in un dramma, e in Paper Dolls. Ha interpretato la dottoressa Brennan in Boy Swallows Universe di Netflix, tratto dal romanzo di Trent Dalton, Cheri St Clair in Ladies in Black della ABC e Gabs nel dramma di SBS Four Years Later. Nel 2024 ha anche raccontato di essersi presa otto mesi di pausa dalla recitazione per occuparsi dei figli.

Il vecchio gruppo di Adelaide è tornato alla ribalta con Jimpa, il film di Sophie Hyde, scritto insieme a Matthew Cormack e ispirato alla storia della famiglia della regista. Box interpreta Emily, la sorella di Hannah, interpretata da Olivia Colman, mentre John Lithgow dà il volto al personaggio del titolo. Il film è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival nel gennaio 2025 ed è arrivato nelle sale negli Stati Uniti e in Australia nel febbraio 2026. Box ha anche interpretato Ella e lavorato come produttrice esecutiva al cortometraggio di Cristabel Sved Date 3. Nell’agosto 2026 è apparsa nei panni della signora McSwat nella nuova serie Netflix My Brilliant Career; a settembre è arrivata al cinema come dottoressa Ainsley in Runner, la commedia d’azione ambientata a Brisbane di Scott Waugh, con Alan Ritchson e Owen Wilson, distribuita da Angel Studios.

La vita privata

Box sta con la scrittrice e attrice Jada Alberts da quando si sono conosciute a un convegno di drammaturghi nel 2009. Alberts è apparsa anche in Wentworth, nel 2013 e nel 2014, prima che Box entrasse nella serie. Hanno tre figlie e vivono a Sydney, in quella che Box ha descritto come una famiglia molto affettuosa. Nel 2020 stavano valutando di tornare ad Adelaide; tre anni dopo erano ancora a Sydney.

Cosa ci aspetta

La seconda metà del 2026 si preannuncia intensa. Dustfall, dramma in sei episodi della ABC acquistato anche dalla BBC e tratto dal romanzo di Vikki Petraitis The Unbelieved, debutterà l’11 ottobre. Anna Torv interpreta una detective che torna nella città costiera in cui è cresciuta e scopre una rete di persone che drogano le bevande altrui e commettono aggressioni; Box fa parte del cast corale e tutti e sei gli episodi sono diretti da Emma Freeman. Poi arriverà Wentworth: Halfway Home, lo spin-off di Binge le cui riprese sono iniziate a Melbourne a luglio: Box torna a interpretare Lou Kelly accanto a Nicole da Silva, nei panni di Franky Doyle, e Katrina Milosevic, in quelli di Boomer; tra i nuovi volti ci sono Rachel Griffiths e Sophie Lowe. Lou è fuori su cauzione e deve affrontare un nuovo processo; la serie racconta quanto sia difficile conservare la libertà. Anche il film Croak è in programma. Dopo anni passati a tenere il coperchio sulle scene degli altri, Box chiude il 2026 con due donne a cui è concesso sollevarlo.

Film principali

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