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Noah Kahan e ‘Draw You Out’: per Hunger Games – L’alba sulla mietitura canta il lutto di Haymitch, non la sua battaglia

Noah Brandt
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Il modo più immediato di ascoltare «Draw You Out» di Noah Kahan è quello della prima ondata di articoli: un cantautore folk-pop entra nel mondo di Hunger Games e ne esce pronto a combattere. Billboard lo ha definito «pronto alla battaglia» e ha descritto come «parole di sfida» il verso scelto per presentare il brano. Ma, interrogato dalla stessa rivista sull’atmosfera della canzone, Kahan ha parlato d’altro: «Questa non è la scena in cui sono tutti lì a lottare».

È questa la chiave del singolo. Kahan non ha scritto l’arena, ma ciò che l’arena lascia dietro di sé, attraverso un personaggio il cui futuro ogni fan di Hunger Games conosce già: Haymitch Abernathy, il tributo adolescente di Sunrise on the Reaping, che diventa il mentore interpretato da Woody Harrelson al fianco di Katniss e Peeta nei film originali.

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Una strofa scritta entrando nella mente di Haymitch

Kahan è stato chiaro sulla sua fonte d’ispirazione. In un post sui social pubblicato prima dell’uscita e citato da Rolling Stone, ha detto di sentirsi già «completamente coinvolto e ispirato dalla storia tragica ma piena di speranza di Haymitch e Lenore Dove», la fidanzata di Haymitch nella storia, e di essersi proposto di scrivere del «significato, del dolore e della perseveranza attraverso la sofferenza che incarnano».

La strofa citata da Billboard mostra quanto alla lettera abbia seguito quell’indicazione: «Sono nato con il volto di un altro / La rabbia di un codardo e la furia di un combattente / Aspetto che qualcuno venga a prendere il mio posto / E dica: amore, ora sei libera». Letti come un grido di battaglia, sono versi di sfida. Accostata al mentore che Haymitch diventerà, la frase sull’attesa che qualcuno «prenda il mio posto» assume un peso diverso: quello di un sopravvissuto che aspetta il permesso di fermarsi.

Il ritornello, citato da Rolling Stone, sposta lo sguardo dai Giochi a ciò che viene dopo: «Ti porto avanti con me / Ti avevo promesso che l’avrei fatto, e lo faccio / E vago qua e là / Mi presento senza preavviso nei luoghi che conoscevi». È una canzone sulla promessa mantenuta a qualcuno che non è più lì. Kahan la definisce per quello che è: «È triste, ma se cercate qualcosa che scaldi il cuore non venite certo da me». Come ha spiegato a Billboard, l’energia del brano viene dalla produzione, perché «se ascoltate davvero», lui sta «ancora dicendo cose tristi. Solo che dietro c’è un bel ritmo».

Quando prende il sopravvento il repertorio di Kahan

Qui c’è un’obiezione legittima, e si trova proprio in quel ritornello. Tolto il film, «Ti porto avanti con me» potrebbe benissimo chiudere un album di Noah Kahan. Il brano lo riunisce ad Aaron Dessner, che lo ha scritto e prodotto insieme a lui e che aveva già collaborato con Kahan all’album The Great Divide, arrivato al primo posto della Billboard 200, e alla sua edizione deluxe, The Last of the Bugs. Billboard ritrova le «voci drammatiche e stratificate» che lo hanno portato ai vertici con «Stick Season».

Kahan non finge che non sia così. «Voglio che ci sia una parte di me, così da ritrovare qualcosa di mio in questo personaggio», ha detto a Billboard, aggiungendo che «non ha avuto la sensazione di sacrificare né l’una né l’altro». La strofa appartiene a Haymitch. Il ritornello appartiene a entrambi, ed è questa la scommessa: che un cantautore capace di conquistare il suo pubblico dando voce al dolore sia la scelta giusta per l’eroe di Hunger Games la cui storia è soprattutto ciò che resta dopo.

La tradizione e l’album che il singolo deve introdurre

La compagnia è di tutto rispetto. Le colonne sonore di Hunger Games hanno affidato i brani di punta a Taylor Swift, Lorde, Coldplay e Olivia Rodrigo; Rolling Stone ricorda la canzone «Safe & Sound» di Swift e The Civil Wars, vincitrice di un Grammy, e «Can’t Catch Me Now» di Rodrigo, tratta da The Ballad of Songbirds & Snakes. La reazione di Kahan a quell’elenco: «Sembra la playlist che ho sul telefono». La sua vera preoccupazione, ha detto, era «rendere giustizia a tutte quelle persone che hanno un legame profondo e intimo con questi personaggi e queste storie».

Per il momento, «Draw You Out» è anche l’unico brano della colonna sonora disponibile. The Hunger Games: Sunrise on the Reaping (The Album), prodotto esecutivamente da Dave Cobb, noto per il suo lavoro con Chris Stapleton e Sturgill Simpson, riunisce 29 artisti di generi diversi, secondo MCA; Billboard riferisce però che, finora, Kahan è l’unico nome confermato. Il romanzo è stato scritto da Suzanne Collins; Kahan ha detto che riuscire a rispecchiare «ciò che il regista vede in questi personaggi, ciò per cui Suzanne Collins li ha scritti» è stato «un compito impegnativo, ma una sfida davvero divertente».

Il singolo è uscito il 2 ottobre. L’album, che lo colloca alla traccia 27, arriverà il 13 novembre, una settimana prima dell’uscita nelle sale del film di Francis Lawrence, prevista per il 20 novembre con Lionsgate. Joseph Zada interpreta Haymitch sedicenne durante i 50esimi Hunger Games, un Quarter Quell in cui ogni distretto invia il doppio dei tributi rispetto al solito; Whitney Peak è Lenore Dove e Ralph Fiennes torna nel ruolo del Presidente Snow. James Newton Howard torna a firmare la colonna sonora del film.

Billboard ci ha sentito parole di sfida; chi le ha scritte dice che la lotta non è la scena raccontata. Ora tutti gli artisti che devono ancora essere annunciati per questa colonna sonora dovranno decidere a quale delle due canzoni rispondere.

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