Cinema

Lust Stories 2: La nonna che parla di sesso senza peli sulla lingua definisce il desiderio moderno

Veronica Loop
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La telecamera indugia sul volto di Neena Gupta mentre pronuncia una battuta che in altre mani sarebbe potuta sembrare comica: «Non hai raggiunto l’orgasmo? Continua a provare!». Ma qui non c’è nessuna risata, solo la calma intensità di una nonna che insiste perché sua nipote metta alla prova il fidanzato prima del matrimonio. Questa scena, tratta dal segmento di Konkona Sen Sharma in Lust Stories 2, è un colpo d’audacia – una dichiarazione che questa antologia non parla solo di sesso, ma di desiderio, autonomia e delle verità spesso taciute delle relazioni moderne.

Lust Stories 2, il sequel del film del 2018 candidato agli Emmy, riunisce quattro grandi registi indiani – Sen Sharma, Sujoy Ghosh, Amit Sharma e R. Balki – per esplorare temi di passione, amore e desiderio attraverso quattro cortometraggi distinti. Il risultato è una raccolta che, al meglio, spinge i limiti con onestà disarmante, ma inciampa quando ricade troppo su cliché familiari.

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Il segmento più forte dell’antologia è Made for Each Other di Sen Sharma, un mix perfetto di umorismo e intimità cruda. Mrunal Thakur interpreta Veda, una donna che scopre la propria sessualità sotto la guida della nonna Dadi (Gupta). La forza del segmento sta nella sua delicatezza – la performance di Gupta è un capolavoro di recitazione con faccia inespressiva, mentre le risatine nervose e le esplorazioni esitanti di Thakur rendono il viaggio di Veda autentico. Il climax (scusate il gioco di parole) non riguarda solo il piacere fisico di Veda, ma la sua liberazione emotiva – un momento che sembra conquistato con fatica e profondamente soddisfacente.

The Mirror di Ghosh è il segmento più visivamente impressionante, usando riflessi e spazi nascosti per esplorare voyeurismo e dinamiche di potere tra Ishita (Tillotama Shome) e Seema (Amruta Subhash). La tensione cresce grazie a inquadrature precise – il riflesso di Seema nello specchio che coglie Ishita mentre spia – e la performance di Subhash è elettrica, oscillando tra sfida e complicità riluttante. Il segmento le ha valso un Filmfare OTT Award come Miglior Attrice Non Protagonista, un riconoscimento meritatissimo per una parte che richiede sia vulnerabilità che forza.

Tuttavia, non tutti i segmenti funzionano allo stesso modo. Sex with the Ex di Amit Sharma zoppica nell’esecuzione, affidandosi troppo a melodramma e un colpo di scena che sembra forzato piuttosto che naturale. La performance di Vijay Varma nel ruolo di Vijay è coinvolgente – il suo conflitto interiore e la decadenza morale sono palpabili – ma il rivelazione soprannaturale e le urla successive minano il potenziale del segmento per una profondità psicologica. La narrazione sembra frettolosa, come se Sharma fosse più interessato a scioccare il pubblico che a esplorare le complessità di colpa e redenzione.

Tilchatta di Balki, l’ultimo segmento, risulta frammentato e affrettato, lottando per trovare un equilibrio in una trama contorta su un principe invecchiante e i suoi incontri con le donne. La storia si perde senza una risoluzione chiara, lasciando gli spettatori più confusi che illuminati. Sebbene il concetto abbia potenziale – esplorare il desiderio nella terza età – l’esecuzione delude, appoggiandosi a cliché e personaggi sottosviluppati.

Lust Stories 2 funziona meglio quando abbraccia disagio e complessità, ma inciampa quando ricade nel familiare o si abbandona ai cliché. L’antologia è un mix di successi e fallimenti: alcuni segmenti volano alto, altri arrancano. È chiaro che i registi abbiano cercato di spingere i confini e sfidare le norme sociali, ma il risultato è disomogeneo.

I punti di forza del film risiedono nelle interpretazioni e nella volontà di affrontare tabù a viso aperto. Gupta, Thakur, Shome e Subhash offrono performance memorabili, portando profondità e sfumature ai loro ruoli. Le visioni uniche dei registi brillano nei rispettivi segmenti, anche se i risultati sono inconsistenti.

In termini di originalità, Lust Stories 2 si distingue. Anche se non raggiunge le vette del predecessore, trova il suo spazio esplorando il desiderio da diverse prospettive. Il suo genere è ben definito – un dramma con elementi romantici ed erotici, ma non un semplice film d’amore né un thriller erotico. È una pellicola che richiede attenzione e impegno, premiando chi è disposto a confrontarsi con le sue complessità.

Alla fine, Lust Stories 2 è un film per chi apprezza narrazioni audaci ed esplorazioni senza filtri del desiderio.

Cast

Foto: The Movie Database (TMDB)

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