Cinema

Jaane Jaan conserva il colpo di scena di Higashino e trova la sua forza nel silenzio di Jaideep Ahlawat

Sujoy Ghosh porta nel 2023 a Kalimpong il delitto perfetto di Keigo Higashino: un duello di menti senza urla.
Martha O'Hara
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Jaane Jaan comincia come il racconto di una donna che cerca di tenere insieme una vita normale e finisce come lo studio di un uomo che ha scambiato un calcolo per una dichiarazione d’amore. Sujoy Ghosh, che ha scritto e diretto, adatta il romanzo giapponese The Devotion of Suspect X di Keigo Higashino, già portato sullo schermo nel 2012 dal film sudcoreano Perfect Number. Il passaggio in India non è un semplice cambio di scenografia: la storia trova a Kalimpong una dimensione quotidiana, fatta di una mensa, di una casa accanto all’altra e di una scuola, in cui il delitto appare ancora più fuori posto.

Maya D’Souza (Kareena Kapoor Khan) gestisce la mensa e cresce da sola la figlia Tara (Naisha Khanna). Una notte arriva Ajit, il suo ex marito, poliziotto corrotto, per estorcerle il denaro che lei aveva portato via quattordici anni prima, quando era fuggita. Minaccia entrambe, la situazione degenera e Ajit viene strangolato, in parte per legittima difesa. Ghosh non sottolinea il momento e non lo trasforma in spettacolo: lo lascia cadere in casa, addosso alle due donne, e ci mostra soprattutto quello che viene dopo.

È qui che entra Naren Vyas (Jaideep Ahlawat), il professore di matematica che abita di fianco. Schivo, solitario, benvoluto dagli studenti, trova nei brevi scambi mattutini con Maya, da cui compra il pranzo, la parte migliore della sua giornata. Sente il trambusto, intuisce cosa è successo e si offre di aiutarle. Fa sparire il corpo e costruisce un’intera copertura, passo dopo passo. Ahlawat gli dà una calma che inquieta più di qualsiasi esplosione: una pausa prima della risposta, uno sguardo che resta fermo un secondo di troppo. Il personaggio rischiava di ridursi al genio solitario di tanti thriller, ma l’attore lo tiene umano, e la tenerezza per Maya, mai dichiarata, rende credibile che un uomo simile rovini la propria vita per lei.

Kapoor Khan fa un lavoro più sommesso, ma efficace. Maya è stanca, vigile, sempre un passo indietro rispetto agli eventi, e l’attrice trasmette questa tensione con pochissimo. Il limite sta semmai nel copione, che le lascia poche occasioni di agire: per gran parte del film Maya subisce le mosse di Naren. Anche Tara, interpretata con naturalezza da Naisha Khanna, meriterebbe più spazio. Una ragazza adolescente coinvolta in un omicidio, spaventata e complice insieme, è materia che il film sfiora appena.

Sul fronte opposto c’è l’ispettore Karan Anand (Vijay Varma), ex compagno di classe di Naren, incaricato di rintracciare l’ormai scomparso Ajit. Arrivato a Kalimpong, trova dei resti bruciati con i documenti dell’uomo e punta subito su Maya. Ma l’alibi di madre e figlia è dettagliato e non offre appigli. Si muove qualcosa solo quando una dipendente di Maya gli racconta che Naren ha una cotta per lei: a quel punto Karan comincia a sospettare di lui, che aveva detto di conoscerla appena e non ha un alibi per la notte del delitto. Varma ha momenti di vero mordente, ma il personaggio resta schiacciato dalla coppia Maya-Naren e interessa quasi solo quando fa emergere qualcosa su di loro.

La mossa decisiva del film è quella che Naren fa dopo. Quando Maya si scusa con lui e spiega a Karan che tra loro non c’è niente di romantico, l’uomo ferito va alla stazione di polizia e confessa di aver ucciso Ajit su richiesta di Maya, costruendosi addosso l’immagine di un molestatore ossessionato e prove di pedinamento. È l’idea più ardita della storia e anche quella che chiede più indulgenza: chi si mette a ricostruire i passaggi del piano trova punti in cui tutto funziona un po’ troppo bene. Se il film resta in piedi, è perché Ahlawat tiene l’ambiguità tra devozione e calcolo fino alla fine.

Il resto è un thriller solido, scritto con mestiere, più che un’opera con una visione sua. La struttura segue il romanzo con fedeltà e questo ne limita la sorpresa per chi conosce già la vicenda. Alcuni passaggi tecnici del piano appaiono spiegati con più parole del necessario, a scapito della tensione.

Il pubblico ha comunque risposto. Uscito su Netflix il 21 settembre 2023, il film ha stabilito il record di visioni nel weekend d’esordio per un titolo indiano sulla piattaforma ed è stato il film indiano più visto per ore di visione a livello globale, con oltre 20 milioni di visualizzazioni nel secondo semestre del 2023. Ai Filmfare OTT Awards 2024 ha ottenuto otto nomination e tre premi: miglior film web originale e miglior attore, entrambi nella categoria della critica (quest’ultimo per Ahlawat), più quello di miglior attrice per Kapoor Khan.

Jaane Jaan non è perfetto. Nella seconda metà perde ritmo e l’indagine di Karan non regge il confronto con il piano di Naren. Ma il rapporto tra una donna che vuole solo salvare la figlia e un uomo disposto a perdere tutto per lei è disegnato con precisione, e Ahlawat e Kapoor Khan lo rendono abbastanza vivo da far dimenticare la meccanica del giallo.

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