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Tembi Locke, l’attrice americana che ha ritrovato la sua storia in Sicilia

Penelope H. Fritz
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Tembi Locke
Tembi Locke
Photo: Rosiestep / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita26 luglio 1970
Houston, Texas, Stati Uniti
ProfessioneAttrice, scrittrice e produttrice televisiva
Noto perScemo & + scemo 2, In carne e ossa, Steel

Contiamo i camici bianchi. La dottoressa Diana Davis ne I viaggiatori, la dottoressa Grace Monroe in Eureka, la dottoressa Walcott in Scemo & + scemo 2, una terapeuta in Into the Dark, una medica in The Magicians. Per gran parte della sua carriera, Tembi Locke è stata la donna che entrava in una stanza, spiegava la diagnosi e se ne andava prima del secondo atto. La diagnosi che le avrebbe stravolto la vita non era mai stata scritta in un copione. Riguardava suo marito, il cuoco siciliano Saro Gullo, e per quasi un decennio la portò dall’altra parte della scrivania, nel ruolo di chi siede accanto al letto e prende appunti.

Quell’inversione di ruoli è il cardine di tutto ciò che ha realizzato da allora. Il memoir From Scratch e la serie Netflix che sua sorella Attica Locke ne ha tratto sono entrambi narrati dalla prospettiva di chi assiste una persona malata: a scriverli è un’attrice che sapeva esattamente come la televisione mette in scena una morte e che aveva imparato, da vicino, quanto poco la realtà le somigli. Letti in sequenza, i suoi lavori più recenti correggono la versione dei fatti.

È a Houston che comincia a prendere forma la sua storia. Locke vi arrivò nel luglio del 1970, figlia di genitori che si erano impegnati a fondo nel movimento per i diritti civili; quattro anni dopo, diedero alla figlia minore il nome di Attica, in omaggio alla rivolta nel carcere di Attica. Frequentò la Alief Hastings High School e poi la Wesleyan University; il suo primo passaporto la portò a Firenze. In una strada della città incontrò un giovane cuoco di nome Saro e, in un modo o nell’altro, da allora la sua biografia è stata un confronto con quell’incontro.

La recitazione venne per prima, e la strada fu tutt’altro che facile. New York le offrì i palcoscenici off-Broadway e una parte nella soap opera Così gira il mondo; Los Angeles il debutto in prima serata, nei panni di una delle ragazze di Will Smith in Willy, il principe di Bel-Air. Gli anni Novanta che seguirono sembrano una mappa della sitcom americana trasmessa dalle grandi reti: cinque episodi di Beverly Hills, 90210, una sola apparizione nel ruolo di Karin in Friends, una parte secondaria accanto a Shaquille O’Neal in Steel. Nel 1999 entrò nel cast della quinta e ultima stagione di I viaggiatori nei panni della dottoressa Diana Davis: diciotto episodi per una serie che non avrebbe avuto una sesta stagione.

Il decennio successivo fu quello delle serie procedurali, il genere che permette a un attore di sbarcare il lunario: NCIS, CSI: NY, Bones, Castle, The Mentalist, e un arco narrativo di sei episodi in Windfall. Poi Syfy la scelse per il ruolo di Grace Monroe, specialista in biotecnologie di Eureka, nelle ultime due stagioni, tra il 2010 e il 2012. Ventiquattro episodi e un posto fisso nei titoli di testa. Un lavoro solido e apprezzato, quasi sempre al servizio delle storie altrui.

Fuori dallo schermo, invece, la storia era la sua. Le nozze con Saro furono celebrate a Firenze senza sua madre, Croce. In seguito, su Bon Appétit, Locke scrisse che «i valori del Vecchio Mondo e il matrimonio con una donna nera americana» avevano provocato la rottura definitiva tra Saro e suo padre, e che la madre si era schierata con il marito. La coppia adottò una figlia, Zoela, appena nata. Poi arrivò il cancro e, con la malattia, anni di assistenza compressi tra provini e accompagnamenti a scuola. Fu proprio la malattia a portare infine Croce a Los Angeles: non parlava inglese, non aveva la patente e affrontò la crisi nell’unico modo che conosceva, mettendosi ai fornelli. Saro morì nel 2012. Per le tre estati successive, Locke portò Zoela ad Aliminusa, il suo paese tra le colline siciliane, e alla tavola della suocera che non era venuta alle nozze.

From Scratch: A Memoir of Love, Sicily, and Finding Home uscì nell’aprile del 2019, fu scelto per il club del libro di Reese Witherspoon e portò un memoir sul lutto firmato da un’attrice caratterista nella classifica dei bestseller del New York Times. La versione televisiva aveva cominciato a prendere forma ancora prima che il libro fosse stampato. Nel settembre del 2018 Attica, allora autrice di Little Fires Everywhere, la chiamò da un parcheggio con servizio di valet per confessarle di aver appena proposto il manoscritto come serie. «Attica ci ha appena spinte giù dal precipizio», disse poi Tembi. «Vediamo se ci spuntano le ali e riusciamo a volare». Nel giro di una settimana erano alla Hello Sunshine di Witherspoon; nell’ottobre del 2022 Netflix distribuì From Scratch, con Zoe Saldaña nel ruolo di Amy Wheeler ed Eugenio Mastrandrea in quello di Lino. Le due sorelle ne erano co-creatrici, Attica la showrunner e Tembi lavorava nella writers’ room, ottenendo per la prima volta anche un credito da produttrice. Nella seconda settimana la serie fu il titolo più visto sulla piattaforma, con 72 milioni di ore di visione.

L’accoglienza si divise lungo una linea già nota. Gli spettatori si commuovevano sui social, mentre i critici erano più freddi: su Metacritic il punteggio si fermò a 67 e l’accusa ricorrente fu di eccessivo sentimentalismo. Le sorelle non hanno mai fatto finta che la serie fosse una trascrizione fedele. «Circa il 20% è rigorosamente fattuale», disse Attica a Tudum di Netflix, mentre Tembi descrisse alcune scene come «specchi perfetti di ciò che è accaduto davvero»; Tembi diventò Amy e Saro diventò Lino. La domanda più difficile si trova sul sito personale di Locke, che oggi propone ritiri, corsi e una newsletter dedicata a ricominciare dopo una perdita. Il lutto è diventato una piattaforma, e Locke non nasconde che questo è il lavoro che vuole fare. Solo i suoi prossimi libri diranno se una storia nata come resa dei conti intima possa sostenere un marchio legato a uno stile di vita senza perdere spessore.

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Nel gennaio del 2024 le sorelle hanno firmato un accordo complessivo con Universal Television; il loro primo progetto sarà un adattamento del romanzo di Attica Bluebird, Bluebird, incentrato su un Texas Ranger nero che il dovere richiama a casa, in Texas. Le Locke scriveranno la sceneggiatura e saranno produttrici esecutive; non è ancora stata annunciata alcuna rete televisiva. Tembi conduce inoltre il podcast Lifted, in cui parla con donne creative e imprenditrici di come ricominciare dopo un cambiamento decisivo. Nel settembre del 2025 Simon & Schuster ha pubblicato Someday, Now, un memoir disponibile solo in audio e narrato dalla stessa Locke, che intreccia la sua voce con registrazioni realizzate in Sicilia nell’estate del 2023, quando Zoela stava per partire per il college. Anche la sua vita privata è andata avanti: nel 2020 ha sposato il compagno Robert con una cerimonia in giardino, nel pieno del lockdown.

Nell’aprile del 2026 TED Health ha pubblicato una conversazione registrata all’End Well Summit, in cui Locke, Katherine LaNasa di The Pitt e Nikki Boyer, creatrice di Dying for Sex, hanno discusso di ciò che le serie medicali raccontano correttamente sulla morte. È il ritratto più nitido del ruolo che ricopre oggi: l’attrice che per vent’anni ha interpretato il medico, invitata a tornare nei panni di chi sa che cosa succede dopo che il medico è uscito dalla stanza. Se Bluebird, Bluebird arriverà sullo schermo, sarà la prima volta che le sorelle Locke porteranno in televisione il Texas della loro famiglia, anziché il suo lutto.

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