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Michele Morrone, troppo bello per il cinema italiano, ora è Alfieri Maserati

Penelope H. Fritz
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Michele Morrone
Michele Morrone
Photo: SamProduction / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Nascita3 ottobre 1990
Bitonto, Apulia, Italy
ProfessioneAttore
Noto per365 giorni, Una di famiglia – The Housemaid, Il diavolo veste Prada 2

I direttori del casting italiani si erano fatti un’idea di Michele Morrone, e lui l’ha ripetuta nelle interviste con un misto di risentimento e divertimento: forse era bravo, ma troppo bello per risultare credibile. Il volto che gli chiudeva le porte dei set drammatici italiani è lo stesso che lo ha reso uno degli attori più cercati al mondo nella settimana in cui Netflix ha messo online 365 giorni. Da allora, ogni sua scelta sembra un lungo tentativo di chiudere quella discussione. Il suo prossimo film lo riporta nel Paese che lo aveva respinto: interpreterà uno dei fratelli che hanno fondato Maserati.

La sua storia comincia nel sud. È il più piccolo di quattro figli e l’unico maschio. I genitori, Angela, sarta, e Natale, operaio edile, si trasferirono presto con la famiglia a Melegnano, alle porte di Milano, in cerca di un lavoro più stabile. Morrone è nato a Bitonto, vicino a Bari, il 3 ottobre 1990; suo padre morì nel 2003, quando Michele aveva 12 anni. Ha raccontato che decise di fare l’attore un anno prima, mentre guardava un film di Harry Potter, e che quella scelta resistette a un’adolescenza difficile, durante la quale fu bocciato una volta alle scuole superiori. Si formò al Teatro Fraschini di Pavia e, poco più che ventenne, si trasferì a Roma, dove faceva il cameriere tra un provino e l’altro.

Gli anni italiani furono fatti di ruoli piccoli ma regolari. Recitò accanto a Raoul Bova nella miniserie Come un delfino, apparve in singoli episodi di Che Dio ci aiuti, Squadra antimafia e Provaci ancora prof!, poi si concesse una parentesi nell’intrattenimento di prima serata: nel 2016 arrivò secondo a Ballando con le stelle, il talent di Rai 1, in coppia con Ekaterina Vaganova. Il primo ruolo da protagonista arrivò con Sirene, serie fantasy di Rai 1 in cui interpretava Ares, un tritone. Seguirono il legal drama Il processo e il ruolo principale in Bar Giuseppe di Giulio Base, dove era Luigi, un giovane tossicodipendente, accanto a Ivano Marescotti.

Fuori dal set, intanto, la sua vita si stava sgretolando. Nel 2014 aveva sposato la stilista libanese Rouba Saadeh; la coppia aveva avuto due figli, ma il matrimonio finì. Morrone ha descritto i mesi successivi come un periodo di depressione e difficoltà economiche, durante il quale accettò un lavoro da giardiniere in un piccolo paese del nord Italia ed era pronto a rinunciare alla recitazione. Poi lo chiamò il suo agente: c’era una produzione polacca.

Quella produzione era 365 giorni, adattamento di Barbara Białowąs e Tomasz Mandes del primo romanzo della trilogia di Blanka Lipińska. Morrone interpretava Massimo Torricelli, un boss mafioso siciliano che tiene prigioniera una donna di Varsavia, interpretata da Anna-Maria Sieklucka, e le dà un anno per innamorarsi di lui. Il film uscì nelle sale polacche nel febbraio 2020. Quando Netflix lo distribuì nel giugno dello stesso anno, diventò un fenomeno di tutt’altra portata: rimase per dieci giorni il film più visto sulla piattaforma negli Stati Uniti e raggiunse i primi tre posti in classifica in Paesi di diversi continenti. Morrone ha raccontato di essersi svegliato con milioni di nuovi follower su Instagram. Aveva firmato per l’intera trilogia e nel 2022 arrivarono su Netflix due sequel.

Il pubblico e la critica non si trovarono mai d’accordo. Il film ha zero su Rotten Tomatoes; i critici lo attaccarono per aver mascherato da storia d’amore un rapimento e la coercizione sessuale, mentre la cantante Duffy scrisse una lettera aperta all’amministratore delegato di Netflix, Reed Hastings, accusando la piattaforma di glamourizzare la violenza sessuale. Morrone fu candidato ai Razzie come peggior attore. È qui che la sua storia si fa scomoda. L’industria di casa lo aveva liquidato come un bel volto; il ruolo che lo ha salvato non chiedeva molto più di quel volto e di uno sguardo duro, e gli ha regalato un seguito globale che lo ha trattato come una fantasia prima ancora che come un interprete. La sua frase sul proprio Paese, «L’Italia non mi voleva, mi sono preso il mondo intero», è vera, almeno fino a un certo punto. All’inizio, il mondo che si è preso voleva da lui esattamente ciò che l’Italia aveva visto.

Ha sfruttato quell’attenzione in più direzioni. Il suo album d’esordio, Dark Room, è uscito nel febbraio 2020 con brani della colonna sonora del film, tra cui «Feel It», e ha raggiunto il secondo posto nella classifica polacca degli album. Dice di aver imparato da solo a suonare la chitarra a 25 anni, guardando video su YouTube; il suo canale sulla piattaforma ha superato i due milioni di iscritti. Nel 2023 è arrivato un secondo album, Double. Ha anche lanciato un marchio di abbigliamento da mare, AurumRoma, ed è stato il volto di campagne per Dolce & Gabbana.

La svolta più significativa è arrivata in inglese. In Subservience, thriller di S.K. Dale su un androide domestico, ha interpretato Nick, il marito che porta a casa la macchina, accanto a Megan Fox. Poi Paul Feig lo ha scelto due volte: nei panni di Dante Versano, lo sposo italiano di una famiglia legata alla mafia che il personaggio di Blake Lively sposa a Capri in Un altro piccolo favore, e in quelli di Enzo, l’attento giardiniere italiano in Una di famiglia – The Housemaid, con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried. Quest’ultimo film è diventato un vero successo, incassando circa 400 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di 35 milioni, e gli ha dato un ruolo di supporto che il pubblico ha ricordato per la tensione che sapeva imprimergli. La sua stessa biografia aggiunge una nota ironica: l’uomo che un tempo aveva fatto il giardiniere per sbarcare il lunario ha trovato il suo miglior ruolo hollywoodiano proprio interpretandone uno.

A settembre Netflix ha distribuito la seconda stagione di The Gentlemen, la serie crime di Guy Ritchie che sposta le attività di Eddie e Susie nelle ville del Lago Maggiore. Morrone è Francesco «Cico» Maldini, il faccendiere locale su cui i due fanno affidamento, ma di cui farebbero meglio a non fidarsi. Il 15 ottobre esce in distribuzione limitata nelle sale italiane Maserati: The Brothers, il film di Robert Moresco sulla famiglia all’origine della casa automobilistica, con Morrone nel ruolo di Alfieri Maserati accanto ad Anthony Hopkins, Andy García, Jessica Alba e Al Pacino. Un ruolo da protagonista in una storia sull’ingegneria italiana, distribuita prima di tutto in patria, è quanto di più vicino sia arrivato al riconoscimento che l’industria italiana gli aveva negato.

Intanto, ci sono già altri progetti in calendario. Lionsgate ha fissato al 17 dicembre 2027 l’uscita di The Housemaid’s Secret, in cui tornerà a interpretare Enzo con Feig nuovamente alla regia. Sono attesi anche Blame It on Rome, commedia romantica di Prime Video in cui recita accanto a Gabrielle Union nel ruolo di un investigatore privato, e il film italiano di supereroi Bunny-Man. Compirà 36 anni il 3 ottobre con più progetti in programma che in qualsiasi altro momento della sua carriera, mentre il biopic su Maserati è pronto a mettere alla prova una domanda: il pubblico italiano, finalmente, lo guarderà come un attore?

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