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Massimiliano Gallo dice addio a Imma Tataranni: la scommessa del regista dopo La salita

Penelope H. Fritz
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Massimiliano Gallo
Massimiliano Gallo
Photo: Comune di Napoli / CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Nascita19 giugno 1968
Napoli, Italia
ProfessioneAttore e regista
Noto perThe Hand of God, Loose Cannons, Pinocchio
PremiPremio Kineo · La pellicola d'oro

Milioni di italiani conoscono Massimiliano Gallo come un uomo che si guadagna da vivere chiedendo scusa: il marito paziente e ironico di una magistrata in Imma Tataranni, l’avvocato salernitano che perde le cause perché non riesce a prendere posizione in Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso. Non molto tempo fa ha raccontato alla stampa italiana che non sarebbe tornato a interpretare quel marito. A fargli cambiare strada è stato un piccolo film su Eduardo De Filippo e un gruppo di giovani detenuti sull’isola di Nisida, che ha scritto, prodotto e diretto personalmente. È rimasto nelle sale per quasi cinque settimane, un piccolo miracolo, come l’ha definito. Per un attore seguito in televisione da milioni di spettatori, queste parole raccontano la distanza che ha scelto di percorrere.

Gallo è cresciuto dentro il mestiere. Suo padre, Nunzio Gallo, era una delle grandi voci della canzone napoletana: vinse Sanremo con «Corde della mia chitarra», in coppia con Claudio Villa, e portò poi quella canzone alla seconda edizione dell’Eurovision Song Contest. Sua madre, l’attrice Bianca Maria Varriale, dirigeva una compagnia di giovani interpreti; il più piccolo dei suoi figli calcò il palcoscenico a cinque anni e recitò nei film per ragazzi della Rai prima di compierne dieci. Anche il fratello maggiore, Gianfranco, è diventato attore.

Il ragazzo, nato a Napoli il 19 giugno 1968, abbandonò in seguito gli studi di Lettere dopo aver sostenuto sette esami. Si formò nella compagnia di Carlo Croccolo, storico partner di Totò sullo schermo e amico di famiglia, che lo preparò alla selezione d’ingresso del Piccolo Teatro di Milano: Gallo superò la prima prova, ma non la seconda. Nel 1988 fondò la Compagnia Gallo insieme a Gianfranco. La porta decisiva si aprì nel 1997, quando Carlo Giuffrè lo scelse per interpretare Mario Bertolini in Non ti pago di Eduardo, il ruolo creato da Peppino De Filippo. Poi arrivò Nennillo in Natale in casa Cupiello.

Il cinema arrivò tardi, e arrivò con una pistola. Marco Risi gli affidò la parte del boss della camorra Valentino Gionta in Fortapàsc, il film sul giornalista napoletano Giancarlo Siani, assassinato, uscito nel 2009. Gallo aveva 41 anni. «In questi dodici anni ho dovuto recuperare il tempo perduto girando trentacinque film e quindici serie», raccontò in seguito a Sorrisi e Canzoni TV. «Ho corso molto». La corsa lo portò da Ferzan Özpetek, che lo volle nei panni di Salvatore, il cognato napoletano in Mine vaganti, e al ruolo del Corvo in Pinocchio di Matteo Garrone. In Il sindaco del rione Sanità di Mario Martone, un altro testo di Eduardo, interpretò Arturo Santaniello, il fornaio che si ritrova con un figlio deciso a ucciderlo.

La televisione trasformò quella partenza tardiva in una presenza costante. Nei panni del commissario Luigi Palma in I bastardi di Pizzofalcone, dirigeva un commissariato che nessun altro voleva comandare. Come Pietro De Ruggeri in Imma Tataranni, ha trascorso cinque stagioni a Matera, facendo da contrappeso gentile alla magistrata spigolosa interpretata da Vanessa Scalera. Poi Rai 1 gli ha affidato una serie tutta sua. Tratta dai romanzi di Diego De Silva, Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso lo ha reso protagonista per la prima volta: un avvocato divorziato che accetta casi al di sopra delle proprie possibilità e si consulta con un amico immaginario vestito come un presentatore musicale degli anni Ottanta. Per questo ruolo ha vinto il Pellicola d’oro come miglior attore.

Nel frattempo, continuavano ad arrivare le chiamate del cinema. Paolo Sorrentino lo scelse per il ruolo di Franco in È stata la mano di Dio. Alessandro Gassmann gli affidò il ruolo principale in Il silenzio grande: era Valerio Primic, celebre scrittore napoletano ormai incapace di scrivere, che non si accorge della famiglia che scivola nella povertà finché il figlio non lo accusa di avergli rovinato la vita. La maggiore sintonia fra attore e materiale è arrivata con tre film Rai tratti dalle commedie di Eduardo: Filumena Marturano, Napoli milionaria! e Questi fantasmi!. Quest’ultimo, diretto da Gassmann, gli è valso il Premio Kineo come miglior attore protagonista durante la Mostra del cinema di Venezia del 2025.

La salita è il film che riunisce questi fili. È ambientato nei primi anni Ottanta, quando, dopo che il bradisismo danneggiò il carcere di Pozzuoli, le detenute furono trasferite nel carcere minorile maschile di Nisida, e Eduardo De Filippo stava contribuendo a creare sull’isola una scuola di teatro. Mariano Rigillo interpreta Eduardo, Enzo Avitabile ha composto le musiche e Gallo ha scritto la sceneggiatura insieme a Riccardo Brun e Mara Fondacaro. Gallo precisa che la storia è ispirata a fatti realmente accaduti, ma non è un documentario. Il film è stato presentato alle Giornate degli Autori di Venezia nel 2025 ed è arrivato nelle sale italiane con Fandango il 9 aprile 2026.

È con l’accoglienza del film che la versione più semplice della storia di Gallo smette di funzionare. La serie di uomini perbene e miti interpretati su Rai 1 ne ha fatto uno dei volti più affidabili della prima serata italiana, e lui sa quanto sia fragile quella fiducia: una volta ha raccontato che le persone gli chiedono selfie perché lo vedono in televisione e che, se sparisse per qualche anno, a riconoscerlo resterebbero soltanto i suoi veri fan. La salita ha messo alla prova questa dinamica in modo diretto. Ha ottenuto tre candidature ai Nastri d’Argento, per il miglior esordio, la sceneggiatura e la colonna sonora, ma ha perso il premio per l’esordio a favore di Primavera di Damiano Michieletto; il Nastro speciale legato al film è andato a Rigillo per la sua interpretazione di Eduardo. Il pubblico televisivo non si è trasformato automaticamente in pubblico pagante, e cinque settimane in sala dicono tanto sui limiti di un volto noto della prima serata quanto sullo stato della distribuzione italiana.

Gallo, in ogni caso, non si è fermato. Per tutta l’estate del 2026 è stato a Salerno per girare la terza stagione di Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso, diretta questa volta da Cosimo Gomez con il cast originale. Il 22 settembre Netflix ha lanciato Minerva – La scuola, serie in otto episodi diretta da Ivan Silvestrini, già regista di Mare Fuori, e ambientata in un collegio militare ispirato alla Nunziatella di Napoli. Gallo interpreta il comandante Achille Giordano, il cui figlio è tra le reclute. È anche il suocero di Gigi D’Alessio nel biopic di Luca Miniero Solo se canti tu, con Matteo Paolillo nei panni del giovane cantante; in teatro, il suo lavoro comprende ora anche Lettera a Eduardo.

Gallo ha parlato apertamente del percorso di analisi intrapreso per affrontare la rabbia che provava nei confronti del padre, la star televisiva che aveva visto invecchiare in casa. Nunzio Gallo è morto nel 2008, prima che il figlio si affermasse sullo schermo. Gallo ha una figlia, Giulia, nata dal primo matrimonio, e nel dicembre 2022 ha sposato l’attrice brasiliana Shalana Santana, che compare in La salita; la loro figlia Artemisia è nata nel 2024.

Il prossimo passo è già sulla carta. Gallo sta scrivendo il suo secondo lungometraggio da regista: il remake di un classico della commedia all’italiana, il cui titolo non è stato ancora svelato. Vorrebbe girarlo la prossima estate, forse in parte in Basilicata, la regione in cui ha trascorso sette anni nei panni di Pietro De Ruggeri. Il marito di Imma non tornerà a Matera. L’uomo che lo ha interpretato, forse sì: questa volta dietro la macchina da presa.

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